2084. Il potere dell'immortalità nelle città del dolore

romanzo di fantascienza

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2084. Il potere dell'immortalità nelle città del dolore, romanzo di fantascienza dello scrittore Menotti Lerro

Titolo: 2084. Il potere dell'immortalità nelle città del dolore
Autore: Menotti Lerro
Editore: Zona
Genere: Fantascienza
Costo: euro 12.75 (cartaceo) - euro 7.90 (e-book)
ISBN: 9788864383798

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Recensione a cura di Andrea Vitale

"Un'opera che alterna visione e realtà, ironia e pensiero, nella variazione di tempi futuri e tempi appena trascorsi, con la virtù di una scrittura alacre, avventurosa, saporosa, sapientissima." E' il breve, ma efficace giudizio di Giorgio Bàrberi Squarotti al romanzo para-fantascientifico o meglio antiutopico di Menotti Lerro, autore noto ai lettori più attenti, specie a quelli di poesia, sebbene Lerro abbia pubblicato anche manuali di saggistica importanti come Raccontarsi in versi. La poesia Autobiografica in Inghilterra e In Spagna (1950-1980), Carocci 2012, e diversi libri in prosa: Augusto Orrel. Memorie d'orrore e poesia, Joker 2007; Il Diario di Mary e altri racconti, Zona 2009; Fuga da Orrel, Zona 2011.

Come indica la quarta di copertina, il 2084 è l'anno in cui il dottor Andrew Robinson scopre la "pillola della vita eterna" e quella "del dolore" che rende i corpi umani insensibili alle sofferenze. All'euforia iniziale degli uomini, che smettono immediatamente di lavorare, provando a godersi i soli piaceri dell'esistenza, si oppone presto la visione di soggetti alienati che abitano un mondo degradato. Il pianeta, infatti, arriverà ad affondare nella spazzatura, tra le macerie che genera lo sfaldamento progressivo di tutto e una mancanza di manutenzione delle cose.

La trama scivola via in un modo semplice nella sua struttura complessa, data soprattutto da un metodo frammentario, coadiuvato da un linguaggio che si nutre di diversi registri, dal flusso di coscienza, che rende magistralmente l'interiorità dei personaggi, alle scritture più intimistiche del diario e delle epistole.

Tanti i temi e i personaggi memorabili in questo libro.

Gilda e Albert: una coppia dal romanticismo infinito, che dopo aver preso le due pillole si ritrova ad attraversare il tempo; amandosi sempre più, felici di esistere in ogni condizione, perché in qualsiasi momento vi è l'amore a proteggerli. "Tienimi la mano, io sono ancora smaniosa di esistere. E questo perché ci sei tu, Albert. Una volta lessi una frase scritta su un albero che diceva: Non sprecate il tempo a coltivare odio. La vita è un sospiro involontario di un Dio che sogna. Illuditi di essere un atomo del suo respiro." dirà Gilda in uno dei passaggi chiave del romanzo.

Vladimir: nato donna (all'anagrafe Stella) fin dall'adolescenza desidera essere maschio, poiché tale si sente interiormente; una sera subirà uno stupro da parte di un gruppo di ragazzi ubriachi e resterà incinta. Da lì, dall'orrore nell'orrore, il via a radicali cambiamenti nel sentire e nel sentirsi, verso il sentimento che solo una madre può provare per una creatura che le cresce dentro. "Chi se ne frega del sesso degli uomini delle donne io sono una madre" dirà in uno dei suoi flussi di coscienza, a testimonianza della nuova identità che sta per raggiungere. Menotti Lerro dimostra qui magistrale arguzia, intelligenza, inventiva, sensibilità.

Carlitos Clown: il vecchio capostipite, proprietario di un circo in decadenza dove lavorano tutti i componenti della famiglia, i quali venerano l'anziano genitore e decidono di seguire il suo consiglio di non prendere le pillole, ritirandosi su una montagna, tra le piante artificiali - puramente ornamentali - in sostituzione di quelle naturali, dato che quest'ultime rischiavano di far perdere efficacia ai "sieri miracolosi". Vivono lì, con i loro vecchi compagni animali, nascosti, poiché anche questi ultimi sono stati necessariamente sterminati.

Ma ancora si potrebbe parlare della storia di Mike, il figlio "ribelle" di Carlitos Clown, che dopo la morte del padre sceglie di viaggiare verso mete senza tempo, alla ricerca della felicità, ormai svanita con la morte del genitore.

Mario: che da un paesino del Sud Italia si sposta al Nord per lavorare, tra speranze e disinganni, a cavallo tra il periodo che precede le due grandi scoperte e quello dell'immortalità.

Franco: "Un uomo talmente ipocondriaco che pensava che il guarire potesse nuocergli".

Dominic: un ragazzo che per gelosia amorosa arriva a uccidere un compagno, per poi fuggire per il mondo, sprofondando rapidamente nello straniamento della follia.

Malick Ashraf, Fernando Esposito, Susan, Alfredo, Marianna: tutte figure significative e memorabili, che compongono un quadro fantastico di personaggi talmente veri da sembrare inverosimili.

Commoventi infine le lettere al padre - vergate da un personaggio che si firma Niño, probabile alter ego dell'autore - con il quale è legato da un amore tenero e profondo. Lettere che si alternano con le pagine di diario dove l'autore parla di sé, e del romanzo che sta scrivendo, aggiungendo altri temi e motivi al testo.

In tutto ciò si inseriscono improvvisamente figure aliene, che si scoprirà aver avuto un ruolo importante nelle scoperte di Andrew Robinson, il medico inglese che ha messo a punto i due sieri rivoluzionari. Robinson è forse la figura più emblematica del regresso che le sue scoperte sembrano a un certo punto portare nel pianeta. Ma, come tutti i personaggi lerriani, sembra anch'egli imbattersi in situazioni più grandi di lui, che non comprende né domina, e che non ha veramente determinato o ricercato.

La frustrazione psicologica, descritta attraverso il flusso, senza filtri, del pensiero di più personaggi, fa emergere il crescente rimpianto per il proprio passato mortale. Il rimorso porta allo straniamento, così come la mancanza di obiettivi.

Il mondo, inevitabilmente, finirà ancora una volta in guerra. Mortali e immortali si contenderanno il pianeta, ma il destino non sembra essere realmente nelle loro mani. Forze aliene, oscure e potenti impongono le loro leggi. Ma l'intrusione aliena sulla Terra non è finalizzata alla conquista, bensì alla protezione della propria specie, dato che si inizia a temere di veder il proprio pianeta invaso dai terrestri, considerate le loro brame di possesso e il loro continuo curiosare tra le galassie.

Un romanzo solido, poetico, inventivo, delicato e crudo allo stesso tempo; di grande intelligenza e conoscenza. Un romanzo che dopo averlo letto non si può dimenticare.

Il recensore

Andrea Vitale è laureato in Lettere e Filosofia, ma è innamorato dell'arte tout court.

Nato a Roma nel 1983, vive da diversi anni a Treviso.

Nel segreto della sua stanza ama leggere, scrivere, dipingere, suonare il violino e la chitarra elettrica. Ha molti sogni nel cassetto e qualcuno lo ha già realizzato...

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