Amentus Magna

racconto di fantascienza

Amentus Magna, racconto di fantascienza dello scrittore Marco Alfaroli

Titolo: Amentus Magna
Autore: Marco Alfaroli
Genere: Fantascienza
Costo: Euro 1,99 (versione eBook)

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Trama

"L'Imperatore Costantino prese la sua decisione dopo aver valutato tutti gli aspetti politici, tralasciando quelli religiosi di cui del resto non si era mai curato. L'Impero aveva bisogno di un culto che lo rendesse più forte e coeso, la devozione del popolo ai vecchi Dei dell'Olimpo dava ormai segni di stanchezza e c'erano sulla piazza due religioni che andavano alla grande, in clandestinità naturalmente. Alla fine fu sicuro che quella era la decisione giusta: Mitra sarebbe stato il credo ufficiale nell'Impero, per ordine imperiale! Quell'altro, Gesù Cristo, non rinforzava a sufficienza il cameratismo tra i legionari, quindi fu scartato.

Il sole che era precipitato sull'Africa Nova e sull'Africa Vetus distruggendo ogni cosa aveva ucciso tanti cittadini romani oltre a un'infinità di barbari. Eppure, quel sole aveva portato l'Energia di Mitra all'Impero. Era un segno! Mitra donava a Roma il mondo intero. Perché non approfittarne?

La Partia fu presa in sei mesi e l'obiettivo successivo fu La via della seta, con la conseguente conquista di tutto l'Impero cinese."

Il racconto "Amentus Magna" inizia con l'Impero romano impegnato nella conquista del Nuovo Mondo, scoperto da poco grazie alle nuove e potentissime Galee elettriche. I nativi, quelli che noi conosciamo come indiani, si difendono dall'invasione dei visi pallidi con valore, con lo stesso valore che dimostrarono contro gli europei che colonizzarono l'America sulla nostra Terra. Ma qui siamo in un universo parallelo e molte cose sono differenti. E possono cambiare ancora, soprattutto se qualcuno arriva da un'altra Terra per interferire...

Per rendere comprensibile al lettore la vicenda indiana sono stati mantenuti i nomi delle tribù così come li misero i coloni. Per fare un esempio i Cherokee si chiamavano in realtà Aniyunwiya e chissà come li avrebbero chiamati i Romani... ecco, per evitare inutili mal di testa restano Cherokee e non se ne parla più.

Buona lettura.

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