Barbanera, il pirata!

a cura di Gianluca Turconi

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Il vero nome di questo personaggio non è certo. Probabilmente fu Edward Drummond, nonostante si sia sempre presentato come Edward Teach. A ogni modo, ha conquistato fama imperitura come Barbanera. Nacque probabilmente a Bristol, in Inghilterra, tra il 1680 e il 1690. Alcuni autori, invece, indicano come sua città natale New York o Philadelfia, ma anche regioni come la California o addirittura nazioni nordiche come la Danimarca. È certo comunque che Barbanera lasciò l'Inghilterra nel corso della sua adolescenza per recarsi nei Caraibi. Infatti, in Giamaica servì su una nave corsara al soldo della regina Anna d'Inghilterra nel corso della Guerra di Successione Spagnola. I corsari erano uomini d'armi privati che ricevevano la cosiddetta "lettera di corsa" da un sovrano, recante l'autorizzazione a compiere atti di pirateria legalizzata contro imbarcazioni delle nazioni nemiche, in questo caso Francia e Spagna. Al termine della guerra, Barbanera si trasferì a New Providence, nelle Bahamas, ed entrò a far parte della ciurma di un altro famoso pirata ed ex corsaro: il Capitano Benjamin Hornigold.

Il pirata Barbanera - Immagine in pubblico dominio, fonte Wiimedia commons

Il pirata Barbanera.

Molto intelligente e astuto, Barbanera era stato ben educato in gioventù e sapeva leggere e scrivere. Divenne anche famoso per il suo debole per il gentil sesso. Si racconta che ebbe quattordici mogli, nonostante l'unico matrimonio legalmente riconosciuto sia stato con la quattordicenne Mary Ormond che fu anche la sua ultima sposa.

Grazie alle sue abilità, Barbanera scalò presto la gerarchia di comando al servizio di Hornigold divenendone il braccio destro e, insieme a lui, il terrore dei Caraibi. Fu allora che si conquistò la fama di assassino sanguinario. L'ultima nave catturata da questo duo fu la Concorde, una fregata da trecento tonnellate e ventisei cannoni che avrebbe dovuto essere comandata da Hornigold. Tuttavia il vecchio capitano decise di accettare la proposta di amnistia generale destinata ai pirati e offerta da Woodes Rogers, nuovo governatore inglese delle Bahamas. Rifiutandola, Teach divenne il comandante della Concorde che migliorò con quaranta cannoni e rinforzandone le fiancate. La ribattezzò "Vedetta della Regina Anna".

Lo scaltro e senza paura Teach divenne presto tanto noto da attirare sulla sua nave una ciurma di duecentocinquanta pirati.

Aspetto fisico di Barbanera

Insieme alla reputazione di Teach come il più terribile dei pirati, crebbero anche la sua barba e i suoi capelli. Fu così che finì col farsi chiamare Barbanera. Prese l'abitudine di acconciare la sua barba, che gli copriva due terzi del viso, in trecce legate da nastri neri. Si narra che, per rendere il suo aspetto ancora più spaventevole, durante gli abbordaggi legasse ai capelli brevi tratti di corda che lasciava bruciare, assumendo così un aspetto davvero infernale.

Barbanera indossava spesso un tricorno piumato come copricapo che divenne un altro dei suoi segni distintivi. Altrettanto famose furono le sue tracolle usate per portare in battaglia tre paia di pistole pronte all'uso, incrociate sul petto, a cui aggiungeva una sciabola e parecchi coltelli portati alla cintura.

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Come Barbanera attaccava le navi mercantili

Il periodo di massimo potere di Barbanera fu breve, dal 1716 al 1718, ma tutti i marinai e gli abitanti delle città costiere atlantiche nordamericane e caraibiche ne ebbero un sano terrore. Aveva l'abitudine di assalire le navi mercantili al tramonto o all'alba, arrivando dalla parte buia del mare, per nascondere meglio la propria nave alle vedette. Questo fatto accentuò notevolmente la sua fama di creatura infernale.

I pirati spesso determinavano in anticipo la nazionalità della nave da abbordare, così da poter alzare la bandiera di quel paese e avvicinarsi come amici, all'apparenza. Giunti a distanza di tiro dei cannoni, sulla Vendetta della Regina Anna era immediatamente issata la bandiera piratesca di Barbanera, un inquietante scheletro cornuto su sfondo nero, armato di torcia e lancia per minacciare un cuore scarlatto.

La bandiera pirata di Barbanera - immagine in pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons

La bandiera pirata di Barbanera.

A quel punto, le ciurme di molti mercantili si arrendevano senza combattere, spaventate a morte dalla sola vista della bandiera di Barbanera, e i pirati potevano abbordare le navi in tranquillità. Se l'equipaggio non si arrendeva, i pirati si servivano di apposite corde dotate di uncini che permettevano di trascinare a sé l'imbarcazione assalita, fino al contatto. Solitamente il primo bersaglio era il marinaio al timone, in modo che alla nave abbordata fosse impedita qualunque manovra evasiva. Essendo ottimamente addestrati, i pirati prendevano possesso della nave con facilità, trasformando ciurma e passeggeri in ostaggi, e saccheggiando le cabine per recuperare beni preziosi quali monete, oro, argento e gioielli.

Tuttavia ben poche navi mercantili trasportavano veri tesori. Solitamente il loro carico si limitava a grano, melassa e barili di rum. Più raramente trasportavano corde, utensili e munizioni. Dopo la conquista della nave abbordata e la raccolta del bottino, esso veniva suddiviso tra i membri della ciurma pirata in base a regole ferree, variabili da equipaggio a equipaggio, ma in genere il capitano e gli ufficiali superiori ne ricevevano quote più grandi. Nell'eventualità la nave abbordata fosse di particolare valore, essa veniva requisita insieme al carico.

Trattamento dei prigionieri e delle merci

Le navi mercantili potevano trasportare anche passeggeri, come già indicato, ed essi divenivano bersagli per i pirati. Nell'aneddotica riguardante Barbanera si racconta che dopo un abbordaggio un passeggero si fosse rifiutato di consegnare il proprio anello di diamanti. Così Barbanera gli mozzò il dito con la sciabola, gridando: "La prossima volta consegnerai subito l'anello!".

La zona costiera della Carolina del Sud, oggi appartenente agli Stati Uniti d'America, fu oggetto dell'attività piratesca di Barbanera per lungo tempo, tanto da impossessarsi di otto vascelli, inclusa la grande nave Crowley che trasportava un gruppo di importanti cittadini di Charleston. Il più in vista tra essi era Samuel Wragg, membro del Consiglio della Colonia della Carolina. In quel periodo, comunque, la ciurma di Teach era afflitta da una grave malattia, tanto che Barbanera era in cerca più di medicine che di denaro. Fu perciò dato un ultimatum a Wragg: se non fossero stati consegnati medicinali adeguati, tutti i prigionieri sarebbero stati uccisi, le loro teste consegnate al Governatore e tutte le altre navi catturate sarebbero state incendiate. "Magnanimamente", Barbanera promise che i prigionieri sarebbero stati rilasciati una volta ottenuti i medicinali.

Le autorità di Charleston riuscirono a consegnare il riscatto richiesto solo pochi minuti prima della scadenza dell'ultimatum. Comunque, prima di rilasciare i prigionieri, i pirati rubarono loro i gioielli e persino i vestiti.

Dopo quell'episodio, Barbanera scelse di porre la propria base per le operazioni a largo di un'altra colonia inglese, la Carolina del Nord, in un arcipelago di isole chiamate Outer Banks. Da lì era in grado di depredare i vascelli di passaggio lungo l'intera costa nordamericana. I cittadini locali tolleravano la sua presenza perché ricettavano le merci da lui rubate, in particolare tessuti e zucchero. Le merci dei pirati erano solitamente più a buon mercato rispetto a quelle d'importazione inglese. È quindi comprensibile che i funzionari in comando della colonia chiudessero un occhio sugli affari di Barbanera.

L'incredibile fine di Barbanera

Il duello tra Barbanera e Maynard - Immagine in pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons

Il duello tra Barbanera e Maynard.

Nell'autunno del 1718, Barbanera tornò dal mare al suo nascondiglio preferito sull'isola di Ocracoke. Il suo raid aveva avuto tanto successo che decise di tenere una selvaggia festa pirata che durò per giorni, con danze, lunghe bevute e falò su tutte le spiagge. Altri famosi pirati del periodo navigarono fin lì per unirsi ai festeggiamenti.

Notizie della festa pirata raggiunsero Alexander Spotswood, governatore della Virginia, altra colonia inglese le cui navi erano spesso saccheggiate da Barbanera. Spotswood decise che era giunto il momento di farla finita con Barbanera una volta per tutte.

Il governatore inviò a Ocracoke due navi pesantemente armate, al comando del Tenente Robert Maynard della Royal Navy. Alla vista delle vele della Marina reale, Barbanera e i suoi pirati si scoprirono intrappolati tra l'isola e il nemico. Solo dei banchi di sabbia si frapponevano tra loro e la fine. Al mattino seguente, con l'alta marea, le navi reali avrebbero superato i banchi sommersi e l'attacco sulla flottiglia pirata sarebbe cominciato.

Per tutta la notte gli uomini di Maynard si prepararono per lo scontro del giorno successivo. Al contrario, si udivano imprecazioni e risate provenire dal campo pirata. Secondo le testimonianze, Barbanera non sembrava affatto preoccupato, a differenza di parecchi dei suoi pirati, i quali avevano paura di poter essere messi a morte anche in caso di resa. La tradizione racconta che un pirata chiese a Barbanera se sua moglie sapesse dove era stato sepolto il suo tesoro, creato in decine di abbordaggi. Il capitano rispose che solo lui e il diavolo lo sapevano. E che chi tra loro due avrebbe vissuto più a lungo se lo sarebbe preso.

All'alba, Barbanera non tentò di sfuggire alla Marina reale, anzi aspettò al timone della sua nave. Alla fine, quando le imbarcazioni di Maynard cominciarono a muoversi verso i pirati, Barbanera ordinò alla sua ciurma di salpare. Molti credettero che avesse intenzione di dirigersi contro la spiaggia. Ma Barbanera li colse di sorpresa infilando la nave tra la spiaggia e un sottile banco di sabbia semisommerso, difficilmente visibile a distanza. Nell'inseguire i pirati, le navi di Maynard si incagliarono nel banco di sabbia.

Fu allora che i pirati aprirono il fuoco coi loro cannoni sulle navi della Marina, distruggendone una. Per finire anche la seconda, la nave di Barbanera invertì la rotta e andò a incagliarsi a sua volta, probabilmente per un errato calcolo della profondità marina. Separati da un lungo braccio di mare e con i cannoni posizionati nella direzione sbagliata per far fuoco, gli equipaggi della nave pirata e dell'Ammiraglia di Maynard molto danneggiata restarono a guardarsi impotenti.

In quel momento, Maynard si dimostrò marinaio e combattente esperto. Ordinò ai propri uomini di gettare i barili d'acqua e cibo fuori bordo, così da alleggerire la nave e permetterle di disincagliarsi. Pur con scarsa mobilità a causa dei danni, riuscì a dirigersi verso i pirati, pronto a un assalto con pistole e spade.

Credendola ormai una nave alla deriva con l'equipaggio morto sotto i colpi di cannone, in anticipo sulle intenzioni di Maynard, gli uomini di Barbanera assaltarono l'imbarcazione della Marina, scoprendo solo all'ultimo di avere di fronte soldati perfettamente addestrati di un'unità imbarcata.

Nello scontro che ne seguì, secondo i resoconti di chi vi partecipò, Barbanera fu ferito da un colpo di pistola di Maynard, ma grazie alla sua consueta irruenza, il pirata riuscì a disarmare il capitano avversario con la sciabola. All'indietreggiare del nemico, già pronto a dare il colpo di grazia con la sciabola, Barbanera perse l'attenzione che l'aveva sempre caratterizzato in battaglia e fu aggredito alle spalle da uno degli uomini della Marina che gli tagliò la gola, ferendolo a morte.

Così morì il pirata e iniziò la leggenda.

La leggenda di Barbanera e del suo tesoro

La testa di Barbanera appesa all'albero della nave di Maynard - Immagine in pubblico dominio, fonte Wiimedia Commons

La testa di Barbanera appesa all'albero della nave di Maynard.

Sempre secondo i resoconti dell'epoca, Barbanera fu decapitato e la sua testa appesa all'albero della nave di Maynard, come monito per gli altri pirati che subito si arresero. Conoscendo le voci che correvano sul tesoro di questo famoso pirata, il tenente della Marina perlustrò il suo covo sull'isola di Ocracoke senza trovare nulla. Il segreto sul suo tesoro era morto insieme a Barbanera, sempre che quel tesoro fosse davvero esistito.

Oggi, lo scontro e la morte del pirata sono considerati momenti fondamentali nella storia dell'Età dell'Oro della Pirateria. Mentre a quell'epoca i pirati erano visti come un male necessario per avere uomini da usare come corsari contro le navi spagnole e francesi, gli storici moderni li considerano semplicemente come criminali. D'altra parte, i molti aneddoti sulla vita e le avventure dei pirati fecero in modo che la cultura popolare aggiungesse tratti di romanticismo alle loro azioni e al loro stile di vita. Ed Edward Teach, con la sua vita romanzata, la sua teatralità nel corso degli abbordaggi e la sua morte in battaglia, diventò molto famoso grazie a libri e spettacoli. Episodi che lo riguardano entrarono a far parte del folclore già a partire dai resoconti scritti nel 1724 e la sua reale figura di pirata fu esagerata e modificata per adattarsi meglio allo stile sensazionale gradito al pubblico a cui erano destinate quelle letture. Addirittura, alcune storie su di lui raggiunsero il livello di vera superstizione. Per esempio, le luci inspiegabili che poteva capitare di vedere in mare aperto di notte, erano spesso chiamate "Luci di Teach", in quanto l'anima dannata di Barbanera dimenticava spesso aperta la porta dell'Inferno nei suoi passaggi notturni verso il mondo dei vivi. Naturalmente quelle luci erano solo l'illuminazione di altre navi di passaggio o di villaggi costieri sempre nuovi nel Nord America, in quell'epoca coloniale. Quindi niente di cui preoccuparsi.

Oppure sì?

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