Cleopatra e Giulio Cesare

a cura di Gianluca Turconi

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Le origini di Giulio Cesare e Cleopatra

Le più belle attrici di Hollywood hanno impersonato Cleopatra al cinema. Qui Elizabeth Taylor nel film del 1963 - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Le più belle attrici di Hollywood hanno impersonato Cleopatra al cinema. Qui Elizabeth Taylor nel film del 1963.

Nell'antico Egitto la nascita di Cleopatra VII era celebrata nell'anno 69 avanti Cristo. Era figlia di Tolomeo XII, ma di madre sconosciuta, forse una concubina del faraone o addirittura la sorella dello stesso, Cleopatra VI, in quanto i matrimoni tra consanguinei reali erano molto comuni in Egitto. Il padre di Cleopatra aveva deciso di rafforzare il proprio potere tramite un'alleanza con Roma, ritenendola la potenza emergente nel Mediterraneo. Tuttavia, nel suo regno vi erano potenti personaggi, tanto egizi quanto greci, che non vedevano di buon occhio tale accordo. Essi consideravano Cleopatra più manovrabile e di conseguenza una migliore sovrana. Per evitare di essere spodestato o assassinato in una congiura, Tolomeo XII richiese l'appoggio militare di Roma e contrasse un importante debito con ricchi romani per finanziare la campagna di consolidamento del suo potere. Essa ebbe successo, ma alla sua morte, avvenuta nel 51 avanti Cristo, Cleopatra riuscì a ottenere comunque il potere, tramite il matrimonio col fratello, Tolomeo XIII.

Più racconti e testimonianze riportano quanto Cleopatra fosse bella. Per esempio, Cassio Dio la descrive come una donna di estrema bellezza. In aggiunta alle qualità estetiche, altri testimoni del tempo le attribuiscono una voce affascinante, qualunque cosa volesse dire nell'antico Egitto. Tuttavia, nonostante questi apprezzamenti, la qualità maggiore attribuita a Cleopatra era la sua abilità diplomatica che, secondo gli storici antichi, sarebbe una caratteristica della sua ascendenza macedone, fatta risalire tradizionalmente ad Alessandro Magno. Le si attribuiva inoltre la conoscenza di nove lingue e capacità matematiche sicuramente fuori dal comune per una donna nel mondo antico.

All'opposto, Gaio Giulio Cesare, nato nel 100 o 101 a.C., apparteneva a una famiglia patrizia di nobili origini (la gens Iulia) che, però, nel suo ramo di ascendenza ebbe sempre problemi di denaro, tanto da vivere nel famigerato quartiere romano di Suburra, nonostante il padre, omonimo di Cesare, avesse rivestito anche il ruolo di pretore. Rimasto orfano del padre all'età di quindici anni, Gaio Giulio Cesare era già fidanzato con Cossuzia che ripudiò l'anno seguente per contrarre un vantaggioso matrimonio con Cornelia minore, figlia di Lucio Cornelio Cinna, alleato di Gaio Mario nella guerra civile che sconvolse Roma in quell'epoca. L'appartenenza al partito popolare e la vicinanza a Mario gli procurarono parecchi guai sotto la successiva dittatura di Silla. Il dittatore ordinò a Cesare di ripudiare Cornelia, in quanto non patrizia. Cesare rifiutò seccamente, tanto che dovette allontanarsi da Roma, rifugiandosi prima in Sabina e poi arruolandosi nell'esercito con destinazione Asia. Il legame con Cornelia non sopravvisse comunque a lungo, in quanto i matrimoni politici nella Roma del I secolo a.C. erano il sistema migliore per scalare le gerarchie sociali, insieme alle campagne militari. Infatti Cesare sposò altre due donne nella sua vita, Pompea, nipote di Silla e in seguito ripudiata per essere stata scoperta insieme all'amante nella casa familiare, e infine la più morigerata Calpurnia, figlia di un senatore. Cesare la sposò nel 59 avanti Cristo, anno in cui rivestì per la prima volta la carica suprema di Console.

Dopo la vittoriosa campagna militare in Gallia, Cesare divenne tanto potente da entrare in rotta di collisione con l'altro uomo forte della Roma di quegli anni, Gneo Pompeo Magno, con cui era stato in precedenza alleato nel Primo Triumvirato insieme a Crasso.

Lo scontro armato divenne inevitabile e fu alla base dell'incontro tra l'attempato e potente Cesare e la giovane e affascinante Cleopatra.

La guerra civile tra Cesare e Pompeo coinvolge l'Egitto

Giulio Cesare - Immagine in pubblico dominio

Uno dei molti busti di Giulio Cesare che ne rappresenta la severità e la determinazione.

Nel corso della guerra civile che scoppiò a Roma, dopo la sconfitta di Farsalo nel 48 a.C., Pompeo si rifugiò in Egitto, finendo a sua volta affascinato da Cleopatra che lo appoggiò anche politicamente. Tuttavia, la politica egizia era molto complessa, nella condivisione del potere col fratello, tanto che, nel momento in cui Cesare sopraggiunse con le proprie truppe per regolare i conti col nemico, appena mise piede sulla terra ferma, Teodoto, consigliere e tutore di Tolomeo XIII, lo raggiunse portando con sé la testa decapitata di Pompeo. Quell'assassinio era stato progettato per ingraziarsi il favore dell'invasore romano e per mettere in difficoltà Cleopatra. Sortì invece effetti contrari. Cesare si sentì profondamente offeso da quel gesto, non si sa se per la volontà di risparmiare Pompeo o piuttosto per condannarlo a morte tramite un proprio editto, in rispetto delle leggi repubblicane. Comunque sia, i suoi sentimenti verso Tolomeo XIII divennero astiosi.

Dopo aver sconfitto i pompeiani, ordinò a Tolomeo e Cleopatra di congedare il loro esercito e, di passaggio, ricordò loro che il padre doveva a Roma seimila talenti, una cifra enorme per l'epoca. Di fronte a quello che aveva tutta l'aria di essere un ultimatum di una forza d'invasione straniera vittoriosa, le due fazioni egizie diedero inizio a una vera e propria guerra civile che vide prevalere inizialmente i sostenitori di Tolomeo. Ma come detto in precedenza, Cleopatra era conosciuta per possedere una mente diplomatica di prim'ordine. Plutarco ci racconta che la regina, impossibilitata ad accedere ad Alessandria, in vista di un incontro segreto con Cesare, per la presenza delle truppe d'occupazione, riuscì comunque a raggiungerlo grazie a uno stratagemma. Si fece arrotolare in un tappeto poi trasportato alla presenza di Cesare da un servo che si fece passare per mercante. Una volta in presenza del romano nella sua camera privata, il tappeto fu srotolato per mostrare Cleopatra nuda o, secondo altre versioni più plausibili, coperta solo da un velo alla moda egizia.

Il coraggio e la bellezza della regina affascinarono Cesare, tanto che da quel momento divennero amanti. Grazie a quella mossa, Cleopatra tornò a essere co-reggente dell'Egitto insieme al fratello. Ovviamente Tolomeo XIII non ne fu affatto felice. Col rischio di un'aperta rivolta egizia contro le truppe romane, fu la volta di Cesare di giocare d'astuzia. Mostrò alla folla di Alessandria il testamento di Tolomeo XII in cui Cleopatra e il fratello erano nominati co-reggenti e nominò i loro fratelli minori, Tolomeo XIV e Arsinoe, sovrani di Rodi, isola appena conquistata da Roma. Quella mossa non fu gradita dal Senato romano, ma servì per consolidare la posizione di Cesare in Egitto e di conseguenza anche quella di Cleopatra.

Perduto l'appoggio popolare, Tolomeo XIII dovette ritirarsi da Alessandria con le proprie truppe, solo per finire affogato durante l'attraversamento del Nilo. Secondo un'altra versione, fu lo stesso Cesare a inviare dei sicari per affogarlo nel fiume, così da liberarsi una volta per tutte del fratello e marito di Cleopatra.

La relazione con la regina egizia, anche fosse stata strettamente personale all'inizio, assunse in seguito un importante significato politico. Essa sanciva l'unione di due grandi potenze, l'Egitto e Roma, sui cui territori uniti un giorno avrebbero potuto regnare i figli di Cesare e Cleopatra. Inoltre, Alessandria avrebbe potuto divenire la capitale di quel nuovo impero e, grazie anche alle ricchezze dell'Egitto, la base di partenza per nuove conquiste in Asia.

Tuttavia a Roma quella relazione fu vista solamente come un tentativo di mettere in secondo piano la Città Eterna e il Senato che in realtà la governava in quel periodo repubblicano. Per schiacciare il crescente potere di fazioni a lui ostili, inclusi i sostenitori dei figli di Pompeo, Cesare fu costretto a rientrare a Roma. Prima di vedere il proprio maggiore sostenitore abbandonare l'Egitto, Cleopatra sfoderò un altro colpo da maestro in campo diplomatico. Sebbene fosse sposata con Giulio Cesare, sfruttò la tradizione poligamica egizia per sposare l'unico altro erede di Tolomeo XII abbastanza potente da mettere in discussione il ruolo della sovrana d'Egitto: suo fratello Tolomeo XIV.

In mezzo a questi intrighi politici, nel 47 avanti Cristo, Cleopatra diede alla luce il figlio di Cesare: Tolomeo XV Cesare, meglio conosciuto come Cesarione (piccolo Cesare).

La scena del tappeto - Immagine in pubblico dominio

La famosa scena del tappeto nel primo clandestino incontro tra Cleopatra e Cesare come rappresentato dall'artista francese Jean-Léon Gérôme.

Cleopatra a Roma

L'anno successivo, Cleopatra viaggiò fino a Roma insieme al nuovo marito/fratello e al figlio che ancora Cesare non poteva riconoscere legalmente come erede, in quanto il matrimonio egizio con la regina era nullo secondo la legge romana. La sfarzosa corte in stile orientale che Cleopatra installò nella villa di Cesare sul Gianicolo sconvolse il Senato e i Romani tutti che compresero quanto vicino fosse il dittatore romano a rovesciare la Repubblica per divenire re al fianco della sua "amante ufficiale".

La goccia che fece traboccare il vaso fu la collocazione di una statua. Ai tempi della guerra contro Pompeo, Cesare aveva fatto voto di costruire un tempio a Venere Genitrix se fosse riuscito a sconfiggere il suo rivale. Quando ottemperò al voto pose anche una statua d'oro di Cleopatra in forma di Iside davanti alla dea romana. Sebbene questa usanza di apparire Dei fosse comune nella tradizione egizia, essa urtò il popolo romano, tanto quanto la possibilità del trasferimento della capitale ad Alessandria scioccò il Senato.

I tempi per una congiura contro Cesare erano ormai maturi. Infatti egli fu assassinato durante le Idi di Marzo del 44 avanti Cristo.

Dopo l'assassinio di Cesare, Marc'Antonio, già suo braccio destro e con un ottimo rapporto con Cleopatra, mai completamente chiarito quando ancora era in vita il Dittatore, emerse come la figura più importante a Roma, a fianco di quella di Ottaviano, giovane figlio adottivo di Cesare. Mentre il primo rinsaldava i rapporti sentimentali con l'astuta Cleopatra, forse molto antecedenti alla morte di Cesare, il secondo, sottovalutato da tutti, intesseva piani ben calcolati per diventare l'unico padrone di Roma, finendo col trasformarla in un impero, dopo essersi sbarazzato dell'avversario, della bella regina e di Cesarione.

Ma questa è un'altra storia, piena di intrighi, inganni e morte, proprio come la relazione tra Giulio Cesare e Cleopatra.

Fonti e letture consigliate

https://www.ancientegyptonline.co.uk/

https://www.scholaradvisor.com/

https://www.historyhit.com/

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