DOTA: Dragon's blood

a cura di Ilario Gobbi

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Attenzione! Possibilità di spoiler se continuate a leggere!

In principio c'era soltanto la Mente Primordiale, dalla quale ebbe origine tutto ciò che esiste nel creato. Con il tempo, la Mente si suddivise in due frammenti: il Radiant e il Dire, pensiero e azione che lottarono selvaggiamente tra loro, provocando il caos dell'infinito.

"DOTA: Dragon's blood", serie animata di Netflix - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

"DOTA: Dragon's blood", serie animata di Netflix.

Tutti iniziarono a cercare la ricchezza contenuta nella saggezza rilasciata da tale frizione.

Dalla sua prigione nel Castello Nero, il demone Terrorblade guardò nel caos e trovò l'idea: fondere pensiero e azione per ricostruire la realtà sulla sua immagine demoniaca.

La nostra storia inizia con Davion, un giovane cavaliere dragone e il suo gruppo di amici che riescono a eliminare un drago.

Scoprono che i cuccioli più giovani sono impazziti e si sono uccisi a vicenda. Inoltre nella tana c'è ancora un drago anziano addormentato. Davion però non vuole cercare di ucciderlo per non rischiare che si desti e provochi una carneficina. Ciò suscita le rimostranze di uno dei suoi compagni, il capitano Fruling.

A Fortezza del drago comunque tutti festeggiano per lo scampato pericolo.

Davion incontra una principessa elfa delle foreste d'argento esiliata, Mirana, la quale si trova là per acquistare da un ricettatore elfico i loti della dea Selemene, detta "l'usurpatrice". Questi però le indica di recarsi al mercato nero di Haupstadt.

Fruling viene raggiunto da una voce che promette di aiutarlo a sconfiggere il drago che lo terrorizza. Quando Davion lo raggiunge, vede che è posseduto da una entità, la quale lo invita ad aiutarlo a liberare Uldorak affinché possa riunirsi al Tuono e raggiungere una nuova forma.

L'anziano drago, Slyrak, si desta e inizia a combattere contro Fruling.

L'incarnazione di Uldorak viene sconfitta, ma il drago Slyrak è ferito mortalmente. Quando Davion sta per dargli una morte pietosa, il drago gli taglia la gola e si scusa per tutta la sofferenza che gli arrecherà.

Mirana e la sua assistente Marci in seguito ritrovano Davion, nudo. I tre si incamminano e, giunti a una locanda, Davion vomita un anello, il quale apparteneva a una vittima di Slyrak, perciò i suoi amici vogliono fargliela pagare credendo che lui sia l'assassino.

Mirana e la sua amica al mercato nero trovano il ricettatore, il quale la fa catturare per consegnarla allo zio della principessa; Marci però è un'abile combattente e la libera.

Un mercante le reindirizza a un saggio in una valle a sud delle cime infrante e dona loro un gioiello per vederlo.

Un piuttosto malmesso Davion tenta di affrontare da solo i suoi nemici, ma questi vengono in parte eliminati a distanza da Mirana. Davion, improvvisamente, si trasforma in un mostro a metà tra un uomo e un drago, che sfoggia una ferocia e una forza considerevoli.

Prima che uccida tutti i suoi assalitori, Davion ricorda che lui uccide i mostri e non le persone, e torna umano.

1000 anni prima, Mene, la dea della luna venne imprigionata nell'ombra da Selemene, la dea della luna oscura, la quale scacciò gli elfi che non la adoravano lontano dalle Foreste d'argento.

Alcuni dei suoi fedeli, guidati dalla giovane Fymryn, riescono a rubare i loti di Selemene per portarli al saggio. Una volta giunti là però vengono scacciati da questi in malo modo a eccezione di Fymryn.

Davion, Mirana e Marci giungono in cima a una montagna da Kaden, un cavaliere dragone tanto forte da avere ucciso un drago adulto da solo, impresa decisamente eccezionale.

Questi vuole uccidere Slyrak a tutti i costi, perciò rapisce e inizia a torturare Davion per costringere il drago a manifestarsi. La battaglia tra i due è tremenda: una poderosa esplosione scuote il cielo e Slyrak viene visto allontanarsi in volo, con il suo avversario presumibilmente morto.

Davion assiste a una visione del picco di Slyrak, dove altri draghi gli confidano che questi teme - a causa di una profezia di Uldorak - che il demone Terrorblade dia loro la caccia.

I demoni come Slyrak e Uldorak non muoiono come gli umani, ma si trasferiscono in una nuova forma al momento della morte.

Mirana ritrova il corpo di Slyrak ancora con la daga del cavaliere conficcata nelle sue carni: il drago si rianima e inizia ad attaccare la donna.

Davion è per natura un nemico dei draghi da quando questi hanno sterminato il suo intero villaggio. Tuttavia è conscio che Terrorblade sia un nemico ancora più terribile. Perciò chiede ai draghi di ucciderlo per impedire che Slyrak elimini Mirana. Prima che sia troppo tardi però, Davion riesce a prendere il controllo, sollecitato dalle parole di Mirana.

Per guarire Mirana e Marci, Davion le conduce dall'Invocatore, il saggio la cui dimora ha individuato rendendola visibile mediante il gioiello fornito dal negoziante.

L'Invocatore gli spiega che il loro reame è posto tra i sette paradisi e i sette inferni, ciascuno dei quali si scinde in continuazione in realtà differenti. Ciò viene supportato dagli otto pilastri della creazione: 4 forze elementali e 4 forze fondamentali. Essi sono le anime degli Anziani, i draghi.

Terrorblade intende servirsi di tali anime per ricreare il mondo a propria immagine e Davion di fatto lo ha aiutato uccidendo draghi per anni.

Terrorblade quindi punterà a Davion per trovare Slyrak, e per impedirlo l'Invocatore vincola la sua collana per inibire la trasformazione. Ma, prima o poi, Davion morirà e Slyrak impazzirà, imperversando per il mondo.

Selemene ordina ala sua fedele Luna di riunire l'ordine della luna oscura e di riportarla a sé, per assisterla in guerra. Inizia una crudele repressione che sfocia nel sangue.

Come spiega il saggio, Selemene è una figura paranoica che crede che le legioni di elfi intendano ucciderla, per questo li attacca per prima.

L'Invocatore propone a Mirana di riportare i loti da Selemene a patto che questa accetti di ritirarsi. Tali loti erano stati scoperti da Filomena, la figlia dell'Invocatore che aveva notato che essi seguono il movimento della luna anziché del sole.

Questa stava per morire a causa di una malattia sorta da quando sua madre, Selemene, se ne era andata.

L'Invocatore si recò quindi da Selemene supplicandola di salvare la loro figlia e questa le chiese di adorarla come una dea. Lui accettò, ma la piccola si rifiutò, siccome era venuta in cerca di sua madre, non della sua dea. Selemene quindi li abbandonò lasciando la bambina al suo destino e guadagnandosi l'odio eterno dell'Invocatore.

I nostri eroi accettano e si incamminano verso l'Enclave. Con loro c'è anche l'elfa Fymryn, e Mirana si sente in competizione con lei per i sentimenti che nutre per Davion.

Fymryn ruba i loti ma viene attaccata da dei draghi, fuggendo dai quali finisce in una caverna che costituisce il loro nido. Davion e le ragazze sono quindi costretti a intervenire per aiutarla.

Nel frattempo Kaden - che è sopravvissuto - e i suoi alleati sono alla ricerca di Davion.

Mirana e gli altri riportano i loti a Selemene, ma nel corso della cerimonia Terrorblade si impadronisce di una fedele e assume una forma nel piano materiale.

Terrorblade inizia a combattere contro Selemene, proprio come voleva l'Invocatore. La dea è estremamente forte, ma Terrorblade non è secondo a nessuno a riesce a ridurla a malpartito.

Durante la battaglia Davion perde il ciondolo e si ritrasforma in Slyrak, iniziando a seminare il caos. Kaden e i suoi riescono a ricatturarlo e a ritrasformarlo in umano, e lo portano via.

Mirana invece riesce a portare in salvo Luna e alcuni sopravvissuti, e si assume la responsabilità di guidarli in assenza di Selemene.

Nel finale, mentre Selemene giace esanime, l'Invocatore appare e le chiede, come lei lo aveva costretto a fare tanto tempo prima: "Tu mi ami?"

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