Fantasmi di Natale: le origini di "A Christmas Carol" di Charles Dickens

a cura di John Sutherland

traduzione a cura di Gianluca Turconi

AMAZON: clicca sulle copertine per leggere questi romanzi!

Leggi il romanzo crime thriller "Tijuana Express" di Gianluca Turconi su AmazonLeggi il romanzo thriller "Protocollo Aurora" di Gianluca Turconi su AmazonLeggi il romanzo thriller "La fine del gioco" di Gianluca Turconi su AmazonLeggi il romanzo science fantasy "Gli Dei del Pozzo" di Gianluca Turconi su AmazonLeggi il romanzo science fantasy "Il Cavaliere del Tempio" di Gianluca Turconi su AmazonLeggi il romanzo science fantasy "La Cappella Nera" di Gianluca Turconi su Amazon

Il principe Alberto (1819 - 1861), marito della famosa regina Vittoria che regnò in Gran Bretagna per gran parte del XIX secolo, è popolarmente associato all'istituzionalizzazione del Natale familiare britannico, un'istituzione presente ancora oggi. Fu Alberto, per esempio, che importò dalla nativa Germania l'albero di Natale. Si ritiene che il 1841 sia l'anno di questa gioiosa importazione. L'albero di Natale andò a sostituire il tradizionale "yule log" britannico, blocco di legno intagliato per esprimere in scene varie un senso di calore invernale, non qualcosa che si doveva decorare con belle luci, fate, biglietti di richieste e (intorno alla sua base) regali. Sia l'albero di Natale sia lo yule log (insieme al tradizionale vischio) furono incorporati nella festività cristiana dai rituali pagani precristiani associati al stagionale cambio dell'anno, la rinascita della terra e gli Dei della vegetazione. Non esiste alcun richiamo biblico in cui il giorno di nascita di Cristo sia il 25 dicembre.

Illustrazione originale di John Leech per la prima edizione di "A Cristmas Carol" - Immagine in pubbico dominio.

Lo spirito di Natale illustrato da John Leech per la prima edizione di "A Christmas Carol".

Poco dopo l'arrivo dell'albero di Natale nei salotti britannici, Dickens, con A Christmas Carol, istituzionalizzò ciò che si potrebbe definire il "moderno Spirito del Natale". Dickens sottotitolò la propria opera "Una storia di fantasmi per Natale". I fantasmi, naturalmente, sono importati dal folclore e dalle leggende, non dai Vangeli cristiani. Il famoso spirito di Natale realizzato dall'artista John Leech per la prima edizione di A Christmas Carol (Natale 1843) richiama chiaramente l'iconografia pagana classica, come si può vedere nell'illustrazione riportata in questa pagina.

Dickens aveva bei ricordi dei Natali della propria infanzia e, a quel tempo, il padre di una giovane famiglia, com'era il principe Alberto, aveva reso l'evento annuale una ricorrenza gioiosa. Festeggiamenti, giochi e rappresentazioni domestiche furono alla base dei "dodici giorni di Natale" nella casa di Dickens degli anni '40 del XIX secolo.

Prestiti di denaro e fantasmi

A Christmas Carol si apre con Ebenezer Scrooge nel suo freddo ufficio contabile alla vigilia di Natale. Fuori, Londra, il Grande Bubbone (soprannome dispregiativo per la capitale britannica coniato intorno al 1820), è avvolta in una sudicia nebbia bruna. Sono gli "affamati quaranta". Infatti gli anni che vanno dal 1840 al 1850 videro un'enorme sofferenza tra le classi lavoratrici inglesi e addirittura fame di massa in Irlanda. Il cartismo, un movimento riformista della classe lavoratrice, sollevò la tremenda possibilità di una rivoluzione. Era un periodo molto nervoso.

Quella vigilia di Natale, Scrooge, solo nel suo freddo ufficio, è destinato a essere perseguitato. Prima di tutti dal suo vecchio socio defunto, Marley, condannato a vagare per sempre come penitenza per il suo cuore di pietra.

Poi, nel corso della notte, l'avaro è visitato dai tre spiriti del Natale Passato, Presente e Futuro. Nell'ultima visita, a Scrooge è mostrata la propria pietra tombale e realizza l'inutilità di una vita dedicata all'avidità.

Quando Scrooge si risveglia, è la mattina di Natale e lui è un uomo cambiato. Da quel momento in avanti sarà di buon cuore, soprattutto per la famiglia Cratchit e il Piccolo Tim, per il quale sarà un Babbo Natale speciale.

Come una società tratta i suoi bambini

Dickens credeva che il modo in cui una società tratta i suoi bambini sia il vero test del valore sociale di tale società. Le sue credenze religiose erano complicate, come lo sono quelle della maggior parte delle persone, ma preferiva il Nuovo Testamento al Vecchio. Scrisse addirittura una versione dei Vangeli per i propri figli, La Vita di Nostro Signore, quattro anni dopo A Christmas Carol. Dickens, possiamo desumerlo dalla centralità dell'innocenza fanciullesca nella sua narrativa, fu particolarmente toccato dall'ingiunzione di Cristo: "In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso" (Marco 10, 15). Il Natale celebra la nascita di un bambino. Così accade in tutte le grandi opere di Dickens, inclusa A Christmas Carol.

Le origini del racconto si possono trovare in una visita che Dickens fece a Manchester un mese prima di iniziare a scriverlo. Essendo uno dei grandi oratori del suo tempo, (solo frammenti della sua eloquenza sopravvivono oggi, purtroppo) lo scrittore tenne un discorso all'Ateneo della città il 5 ottobre.

L'inquietante spirito del Natale Futuro, illustrato da John Leech - Immagine in pubblico dominio

L'inquietante spirito del Natale Futuro, illustrato da John Leech.

Fu una sera memorabile per i presenti e anche per coloro che lessero resoconti del discorso nei quotidiani del giorno successivo. Dickens parlò delle terribili cose viste tra la popolazione giovanile delle carceri e dei dormitori pubblici londinesi, e sottolineò il disperato bisogno di educare i poveri. Quest'occasione sembrò avergli messo in testa l'idea di un racconto di Natale che servisse ad aprire i cuori dei ricchi e dei potenti nei confronti dei poveri e senza potere, ma che mettesse al centro anche il tema della memoria, il quale, come abbiamo visto, fu sempre fortemente associato al Natale, per lui.

Il discorso dell'Ateneo fu anche l'inizio di una campagna che diede frutti otto anni più tardi quando venne aperta una biblioteca pubblica destinata alla classe lavoratrice adulta di quella città. I bambini non vennero comunque dimenticati. Anch'essi necessitavano della parola scritta. All'inizio degli anni '40 Dickens sviluppò un particolare interesse per le "scuole cenciose". Così le descrive in un articolo del 1846:

Il nome implica lo scopo. Coloro che sono troppo cenciosi, miserabili, sudici e poveri per entrare in altri posti, coloro che non potrebbero guadagnarsi l'ammissione in nessuna scuola di carità e coloro che sarebbero allontanati dalla porta di qualunque chiesa, sono invitati a venire qui per trovare persone non depravate disposte a insegnare loro qualcosa e mostrare loro un po' di compassione, e dare loro una mano, che non sia la ferrea mano della Legge, per la loro correzione.

Industria, povertà e utilitarismo

Manchester - "l'officina del mondo" - fu famosa non solo per la sua industria, ma anche per la filosofia utilitaristica che la guidò. Potrebbe non essere chiaro quale sia il modello d'affari di Scrooge, ma le sue convinzioni, prima del suo cambio di cuore, sono cristalline: pura Manchester.

"Non ci sono ospizi?" domanda, quando due gentiluomini gli chiedono una donazione caritatevole. Se il povero muore, risolverà, dice ancora, il problema del surplus della popolazione. La preoccupazione per la sovrappopolazione fu stimolata dalla severa filosofia di Thomas Robert Malthus che previde la catastrofe per l'Inghilterra se le sue masse non fossero state controllate dalla fame, dalla guerra o dalla malattia. Per i più pensierosi, l'ansietà fu incoraggiata dal censimento che, a partire dal 1821, conteggiava quanti abitanti ci fossero nel paese. Nel 1841 la cifra si avvicinava a 29 milioni. C'erano seri dubbi che l'agricoltura britannica li potesse sfamare, fatto che condusse all'abrogazione delle Corn Laws, nel 1846, consentendo l'importazione di cereali dal Nuovo Mondo.

Gli anni '40 non furono solo "affamati", ma anche dal cuore duro. Questa era una filosofia personificata da Ebenezer Scrooge - non soltanto un solitario avaro (come, per esempio, il Silas Marner di George Eliot), ma anche "spirito di quel tempo" in forma umana e, verosimilmente, disumana. Mente aperta e buon cuore conducono alla bancarotta, avrebbe detto Scrooge. Dickens era in disaccordo.

I bambini lavoravano, come schiavi, nelle fabbriche di Manchester. Sei mesi dopo A Christmas Carol fu emanato il Factories Act del 1844 che decretò, comunque, che i bambini dai 9 ai 13 anni potessero lavorare solo nove ore al giorno, sei giorni a settimana. Questa fu considerata una riforma benevola.

Il Piccolo Tim, illustrato da John Leech - Immagine in pubblico dominio

Il Piccolo Tim.

Perché i bambini erano ricercati per quel lavoro? Essi erano manodopera a buon mercato, ma, cosa più importante, le loro dita erano piccole e abili sulle macchine degli opifici. Purtroppo, quelle stesse macchine erano anche pericolose. Ci furono centinaia di Piccoli Tim menomati a Manchester.

Il lettore moderno, di qualunque età, è meno sensibile al sentimentalismo rispetto ai nostri antenati vittoriani. Alla lettura dei romanzi di Dickens, il pubblico avrebbe pianto apertamente alla morte, per esempio, della Piccola Nell in The Old Curiosity Shop, o all'assassinio di Nancy in Oliver Twist. Si può sospettare che molte lacrime vittoriane siano state versate per la prevista, ma felicemente evitata morte del Piccolo Tim in A Christmas Carol.

Dickens progettò l'esterno del suo libro con la meticolosa cura applicata al suo contenuto. Istruì il suo editore che fosse una bella produzione da cinque scellini: "Copertina bruno salmone a coste, impressa in oro sul fronte e sul dorso... tutti i lati dorati". Dickens non badò a spese. La mezza dozzina di illustrazioni di John Leech dovevano essere colorate, ordinò. Il risultato fu un libro i cui costi di produzione e il prezzo relativamente alto (cinque scellini) comportavano che la sua più popolare opera ebbe, nella prima stampa da cinquemila copie, bassi profitti per Dickens.

La prima edizione andò esaurita sugli scaffali ben prima del giorno di Natale del 1843. E A Christmas Carol vendette massivamente da allora. È la sua opera più adattata per il cinema e la TV. E si può pensare che finché ci sarà il Natale, esisterà il meraviglioso racconto di Dickens e la benedizione del Piccolo Tim: "Dio ci benedica. Tutti".

Notizie sull'autore

John Sutherland è professore emerito allo University College di Londra. Ha insegnato principalmente in Gran Bretagna, a Londra e all'Università di Edinburgo, e negli Stati Uniti al California Institute of Technology. Ha scritto oltre trenta libri. Tra i suoi campi di speciale interesse vi sono la letteratura vittoriana e la storia della stampa. È anche uno scrittore e recensore ben conosciuto sulla stampa britannica e americana.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © John Sutherland. Traduzione italiana © 2018, Gianluca Turconi.

Torna a inizio pagina


RSS - FAQ - Privacy

Copyright © 2006-2019 Gianluca Turconi - Tutti i diritti riservati