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I più famosi casi di UFO a livello mondiale

a cura di Gianluca Turconi

I casi UFO internazionali più famosi, sintetizzati in sei esempi fondamentali, continuano ad alimentare il fascino globale con i loro contrasti tra le narrazioni ufficiali e le convinzioni dei testimoni oculari. L'approfondimento di ciascuno di essi rivela la profondità delle indagini, le teorie alternative e i misteri irrisolti che mantengono vivi questi eventi nel dibattito pubblico.

Incidente di Roswell (1947, USA)

All'inizio di luglio del 1947, l'allevatore W.W. "Mac" Brazel si imbatté in un campo di strani detriti nel suo ranch Foster vicino a Corona, nel New Mexico, descrivendo travi a I leggere con geroglifici viola stampati sopra, fogli di alluminio che si aprivano senza pieghe e strisce di gomma resistenti al fuoco e alle forbici. L'addetto alle relazioni pubbliche della base aerea militare di Roswell, il tenente Walter Haut, rilasciò un sensazionale comunicato stampa l'8 luglio in cui dichiarava il recupero di un "disco volante", scatenando i titoli dei giornali internazionali prima di una rapida ritrattazione il giorno successivo che lo etichettò come un pallone sonda meteorologico. I materiali spediti sotto stretta sorveglianza alla base di Wright Field in Ohio scomparvero dalla vista del pubblico, con i militari che imposero il silenzio alla popolazione locale attraverso intimidazioni e isolamento. Lo stesso Brazel fu detenuto per oltre una settimana senza contatti con l'esterno.

Il rapporto dell'Air Force del 1994 attribuì la responsabilità al Progetto Mogul, una serie top secret di palloni aerostatici dotati di riflettori radar e sensori acustici utilizzati per spiare i test atomici sovietici, mentre un'appendice del 1997 attribuì la responsabilità a "falsi ricordi" che collegavano i detriti del 1947 ai manichini antropomorfi utilizzati negli anni '50 per i test sui paracadute. Non furono riconosciuti né corpi né veicoli alieni e tutte le tracce fisiche furono liquidate come banali resti di palloni aerostatici. Tuttavia, oltre 600 testimoni, documentati da ricercatori come Stanton Friedman e Kevin Randle, raccontarono di siti di incidenti sigillati, squadre di recupero in tute sterili e quattro piccole entità dalla pelle grigia con teste sovradimensionate sottoposte ad autopsia in segreto, affermazioni rafforzate dalle confessioni in punto di morte degli ufficiali che sorvegliavano l'Hangar 18 negli anni '70.

Le teorie pubbliche si sono concentrate su un deliberato insabbiamento della tecnologia extraterrestre, utilizzata per la progettazione di caccia stealth come l'F-117, con la storia dei palloni aerostatici come diversivo della Guerra Fredda. Gli scettici sottolineano le testimonianze tardive emerse durante il clamore mediatico degli anni '80, le potenziali esagerazioni della bufala e la mancanza di detriti per test indipendenti. Ciò che rimane dubbio: le proprietà anomale dei detriti che sfidano la scienza dei materiali del 1947, le lacune temporali tra gli eventi e i programmi fittizi, l'iniziale gioia militare trasformata in minacce e il motivo per cui nessun informatore ha prodotto prove inconfutabili nonostante decenni di indagini, lasciando Roswell come il punto zero dell'ufologia.

Alieni al museo UFO di Roswell - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet
Alieni al museo UFO di Roswell.

L'avvistamento di Kenneth Arnold (1947, Stati Uniti)

Il 24 giugno 1947, l'esperto pilota Kenneth Arnold stava scrutando i cieli vicino al Monte Rainier, nello Stato di Washington, alla ricerca di un C-46 della Marina militare disperso, quando nove oggetti luccicanti a forma di mezzaluna attraversarono diagonalmente il suo campo visivo, sfrecciando a una velocità compresa tra le 1.200 e le 1.700 miglia orarie, stimata rispetto a un lontano DC-3 di riferimento. Il loro movimento saltellante evocava "piattini sull'acqua", coniando l'archetipo del disco volante; nessuna elica, coda o scia di vapore caratterizzava questi silenziosi e sinuosi oggetti che coprirono 50 miglia in un minuto e mezzo. Arnold atterrò per segnalarlo, scatenando oltre 800 avvistamenti negli Stati Uniti in poche settimane e portando gli UFO alla ribalta dell'opinione pubblica.

Le indagini militari nell'ambito del Progetto Sign esaminarono jet sperimentali come il P-80 o miraggi sopra le cime che distorcevano i suoi calcoli sulla velocità, criticando le misurazioni amatoriali senza radar o foto. Nel 1949, i registri ufficiali li definirono pellicani, F-86 Sabre o trucchi ottici, sottolineando le 9.000 ore di volo di Arnold. Arnold ribatté che gli uccelli non avevano né lucentezza né velocità, che nessun jet volava pubblicamente su quella rotta e continuò a sostenere la sua versione fino alla morte, nel 1984, collegandola a un deposito di "scorie" a Maury Island che suggeriva precedenti abbattimenti.

Gli ufologi difendono le credenziali di Arnold contro le critiche, ipotizzando che si trattasse di armi miracolose naziste catturate, come l'ala volante Horten o i primi dispositivi elettrogravitici ARV. I dubbi ruotano attorno ai controlli radar non sfruttati, agli allarmi lanciati dai jet dopo l'avvistamento e alla presunta ammissione militare in punto di morte di un combattimento con gli UFO, non verificato, ma emblematico degli avvistamenti soffocati dalla burocrazia che hanno dato vita alla moderna ufologia dalla visione di un pilota.

Sorvolo di Washington D.C. (1952)

Dal 12 al 29 luglio 1952, i radar dell'aeroporto nazionale di Washington, della base aerea di Andrews e delle basi della Marina militare si illuminarono di segnali luminosi che si libravano nell'aria, raggiungendo le 7.000 miglia orarie e stazionando ad alta quota. I controllori del traffico aereo e i civili avvistarono palle di fuoco arancioni che pulsavano in formazione. Per due volte, gli F-94 Starfire si lanciarono in volo solo per vedere i bersagli sfuggire all'intercettazione, con i piloti che inseguivano strutture incandescenti tra i guasti ai comandi. Il clamore mediatico soprannominò l'avvenimento come "l'invasione della capitale”, attirando l'attenzione della Casa Bianca.

Edward Ruppelt, appartenente al Progetto Blue Book, attribuì la responsabilità alle inversioni termiche che distorcevano gli echi radar di stelle come Vega o Giove, oltre che a errori di lettura dei segnali luminosi, convocando una conferenza stampa per placare l'isteria, mentre il Robertson Panel della CIA sollecitava a smascherare gli UFO come pericolo pubblico. Le registrazioni audio declassificate catturano lo stupore dei controllori: "Oggetti ovunque nel cielo!", con gruppi indipendenti che correlano immagini e segnali acustici.

I testimoni hanno respinto l'ipotesi dei riflessi fantasma meteorologici, sostenendo che si trattasse di velivoli tangibili che volavano più veloci dei jet, senza inversioni in quota secondo i piloti; le teorie indicano sonde sovietiche, dischi volanti finanziati con fondi segreti statunitensi o portali spaziali oppure addirittura interdimensionali. I punti più spinosi e irrisolti di questo caso sono le bobine delle telecamere delle armi presumibilmente confiscate, i promemoria di comando sui ritorni "metallici" del rilevamento radar, oltre 50 avvistamenti a terra senza illusioni di massa che espongono gli inseguimenti radar-visivi come il punto più alto dell'ufologia contro l'ostruzionismo istituzionale.

Rappresentazione artistica del sorvolo di Washington D.C. da parte di UFO nel 1952 - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet
Rappresentazione artistica del sorvolo di Washington D.C. da parte di UFO nel 1952.

Incidente UFO a Teheran (1976, Iran)

La torre di controllo di Teheran registrò un oggetto luminoso con un alone pulsante all'una di notte del 19 settembre 1976. Gli F-4 Phantom inviati sul posto trovarono i sistemi avionici fuori uso a 27 miglia di distanza, il primo dei quali si ritirò mentre saliva. Un secondo velivolo si bloccò a causa del congelamento dei comandi, seguendo un disco ronzante che imitava ogni sua virata tanto che i raggi emessi spazzarono il terreno, abbagliando i testimoni con colori stroboscopici.

L'aeronautica militare iraniana riferì di interferenze radar, visive ed elettromagnetiche; un promemoria della DIA statunitense lo definì "solido", al di là dei bagliori di Venere o dei miraggi, con strumenti bruciati in modo selettivo. Comunque, i funzionari iraniani archiviarono il caso senza clamore.

I sostenitori di vita aliena vedono un velivolo extraterrestre con propulsione che disabilita i nemici, mentre i detrattori ipotizzano esercitazioni EW o fulmini globulari. I misteri permangono: balletto di oggetti divisi, meccanica di sabotaggio aereo, telemetria soppressa in una rara franchezza militare che sottolinea una tecnologia oltre la comprensione terrena.

L'incidente della foresta di Rendlesham (1980, Regno Unito)

Il 26 dicembre 1980, luci rosse lampeggianti illuminarono il perimetro della base RAF di Woodbridge; gli aviatori individuarono un velivolo triangolare che emetteva un ronzio, mentre il sergente Jim Penniston individuò simboli sullo scafo di ossidiana prima che questo schizzasse verso il cielo. Il 28 dicembre, il tenente colonnello Charles Halt registrò un picco di radiazioni e una sfera infuocata che si frammentò in luci sfreccianti sopra la sua testa.

Il Ministero della Difesa liquidò l'accaduto come fasci di luce provenienti dal faro di Orfordness, scie di meteoriti e tassi che scavavano; i documenti del 2006 ribadivano che non c'era alcuna minaccia. Eppure il nastro di Halt è pieno di anomalie: "plasma vorticoso?", depressioni che coprivano i piedi del velivolo, letture triplicate rispetto alla norma.

I testimoni sostengono l'atterraggio di extraterrestri, gli scettici vedono test laser. Persistono ancora degli enigmi quali segmenti di nastro nascosti e tracce forensi occultate che hanno trasformato questo caso nella Roswell britannica senza relitti.

L'inizio della "Pista UFO", intelligente trovata turistica nella foresta di Rendlesham - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet
L'inizio della "Pista UFO", intelligente trovata turistica nella foresta di Rendlesham.

Ondata di UFO in Belgio (1989-1990)

Tra novembre 1989 e aprile 1990 il Belgio fu invaso da 13.500 segnalazioni di triangoli neri invisibili (40-100 m), con luci che si attenuavano mentre erano in volo stazionario. La polizia e la folla rimasero a bocca aperta davanti a questi oggetti che volavano a bassa quota. Il 30-31 marzo 1990 si raggiunse il culmine con velivoli non identificati che raggiunsero le 1.700 miglia orarie, con virate a 40G, impossibili per qualunque essere umano.

Il generale De Brouwer diffuse dei nastri: "nessun velivolo conosciuto", si udiva chiaramente in esso.

Le testimonianze di massa gridano alla presenza di esploratori extraterrestri. Al contrario le autorità sostengono si trattasse di elicotteri in volo notturno, evento non corrispondente però con gli avvistamenti. Il punto di maggior impatto per gli appassionati sono sicuramente le virate improvvise di questi UFO che stravolgono la fisica.

Influenza sulla letteratura fantascientifica moderna e sulla fiction

I detriti e i manichini di Roswell perseguitano X-Files, tanto che Mulder si aggira tra autopsie riecheggianti i sussurri dei testimoni e inseguimenti in jet che imitano i cieli di Washington. Incontri ravvicinati di Spielberg proietta le luci di Rendlesham in simboli che pulsano come il codice di Penniston.

I dischi volanti di Arnold invadono Independence Day, mentre Teheran blocca le navi di District 9. La serie TV Project Blue Book arriva addirittura a far interrogare Ruppelt sui flap di quei velivoli sconosciuti.

Maestri della narrativa horror come Strieber e King, rispettivamente in Communion e nell'invasione dei sogni de L'Acchiappasogni, sfruttano abilmente queste storie per dare supporto alle proprie. Non meno iconiche sono le lucertole aliene di V - Visitors e le battute corrosive della dissacrante serie TV Resident Alien.

In ogni opera si cammina sempre sul sottile confine tra la negazione della presunta "verità" di questi casi famosi e la fantascienza, se addirittura non si arriva a strizzare l'occhio alla paranoia di un'invasione extraterrestre resa concreta da isteria collettiva dilagante in periodi storici contrassegnati da continui conflitti tra semplici esseri umani.

Il memorabile poster "I want to believe", ci voglio credere, della serie TV X-Files, riassume visivamente tutte le speranze ufologiche riposte nei casi riportati in questo approfondimento - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet
Il memorabile poster "I want to believe", ci voglio credere, della serie TV X-Files, riassume visivamente tutte le speranze ufologiche riposte nei casi riportati in questo approfondimento.

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