Il monte della nebbia sottile

di José Luis Zárate

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In principio non esisteva né la luce né il silenzio, e nei nove cieli le ombre si confondevano una con l'altra e nel Mictlan, l'inframondo, non conducevano a niente. Era il principio di tutte le cose.

Nella notte senza stelle, gli Dei giocavano a inventare oggetti.

Possedevano Poyauhtécatl, il monte della nebbia sottile, che tratteneva dentro di sé tutti i suoni del mondo non ancora creato e, al generarsi del suono desiderato dagli Dei, si creava la sua immagine in questo mondo, perché venne creata la voce dello scorrere del fiume prima delle acque e quando i Signori della Dualità immaginarono il canto del mare, il monte della nebbia sottile generò questo canto e il mare fu creato, e gli abitanti delle sue profondità e la terra dove moriva e tutti gli oggetti che intervennero nella creazione della sua ossessiva voce.

L'Uomo fu creato quando fu immaginato il suo pianto, la sua voce di bambino, di adulto e di anziano, perché per gli Dei, l'Uomo non è altro che rumori successivi, una voce cangiante che, come il mare, fu creata per loro in un gioco che costruiva il mondo al ritmo dei loro capricci.

E successe che Quetzalcoatl volle impossessarsi del Poyauhtécatl per darlo agli uomini affinché potessero creare il rumore del mais e delle cose necessarie per vivere.

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Ma gli Dei poterono creare la secca voce delle lance, ragione per cui egli arrivò prima di quei componitori di canti e prima di sedersi con i padroni del vicino e del tutto, nella casa del canto, poté vedere dal tetto il monte sospeso della nebbia sottile e seppe che il suo trionfo era dentro di esso e che conteneva anche la sua prossima morte.

Quetzalcoatl cantò, allora, di un luogo dove si poteva essere parte del creato e creatore, dove ci si poteva inventare sé stessi. Parlò loro della terra sconosciuta del sogno e dei suoi strani abitanti e fu lui che insegnò agli Dei a sognare, a lasciare le ristrettezze di quel mondo. Mentre dormivano, portò Poyauhtécatl nel mondo e creò il mais e il suono dei giorni e delle piogge.

Gli Dei scoprirono che la terra dei sogni non ha abitanti permanenti e si deve sempre tornare indietro. Quando lo fecero, ebbri d'immagini ed esperienze, videro che il monte della nebbia sottile non era più con loro e seppero chi era stato il ladro. Convertitisi in uragani scesero nel mondo disposti a distruggere il creato per dare la morte a Quetzalcoatl.

Fu la prima volta che gli uragani camminarono tra gli uomini e fecero ruggire di dolore il mare. Ma Quetzalcoatl creò il suono delle distanze e l'uragano si smarrì in una terra enorme e camminò per molti giorni, perdendo parte della sua forza fino a scontrarsi, infine, con Quetzalcoatl. Gli Dei scesero su di lui e Quetzalcoatl lottò con loro, e nella nebbia delle frecce fiorì il fumo degli scudi. Durante la battaglia Poyauhtécatl cadde su se stesso e rovinò a terra, tra gli uomini, cadde e si ruppe in mille pezzi.

Allora fu il silenzio.

Voce del niente, canto di morte, suono delle stelle.

Dal fondo delle cose sorse un suono, un rumore che apparve al mondo. Gli Dei lasciarono cadere le loro armi e seguirono questa voce senza corpo, un canto liberato.

E Poyauhtécatl, rotto in mille pezzi, cantò sopra il mondo, rompendo il silenzio, creando le cose senza nessuna intenzione, senza nemmeno il gioco dei Signori della Dualità.

E la tigre fu creata grazie al suono dei suoi passi, per il rumore dell'essere vivente che rappresentano.

E fu il canto degli uccelli; l'immagine delle loro piume e i loro colori, schiere create in volo.

E la pioggia scese a fiumi.

E il mondo si riempì di suoni e di cose, e guardarono al silenzio unicamente le stelle, le profondità delle acque e le ombre. Seppero che solo lì potevano incontrare la pace, poiché il mondo non era più un buon posto dove vivere, così pieno di voci, rumori, canti, melodie, ritmi, ruggiti, cosicché gli uomini non significavano più nulla, tanto che molti si gettarono nelle acque.

Quetzalcoatl capì che tutti si sarebbero uniti al silenzio se non avesse fatto qualcosa. Prima che essi si immergessero nelle acque oscure dove abitava il silenzio, raccolse tanto le conchiglie rosate delle profondità che guardano dentro il silenzio quanto le conchiglie della superficie che guardano il rumore del mare.

Tornò a terra e le diede agli uomini, ponendole sopra le loro teste. Il silenzio filtrò nella confusione del mondo per convertirsi nei suoni che ascoltiamo con le nostre orecchie, le conchiglie vive, il rumore del mondo attenuato dal silenzio del mare.

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