Il Natale in tempi di Covid-19

a cura di Andrea Moretti

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Anche quest'anno, la magia del Natale si accende strepitante sulle nostre strade.

Luminarie divampano scintillanti nel cielo d'inverno, tra le fredde braccia degli alberi; strenne, abeti e peluche iridescenti giungono a scaldarci il cuore, dalle vetrine dei negozi, quando arriva la sera.

Locandina del film "Submarine" (2010) - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Locandina del film "Submarine" (2010).

Eppure, rispetto agli anni passati, i primi vagiti delle festività ci appaiono molto più incerti di quanto non sia mai stato in precedenza.

L'atmosfera che precede l'esplosione della vigilia si profila quest'anno come molto più rada, sospesa, sottile; simile a una cortina di sogni che da un momento all'altro possa sparire, inghiottita dal buio, nel vituperato lockdown al quale, in ogni istante, il covid-19, e la variazione delle fasce di colore regionali, potrebbero condannarci.

In fondo basta davvero pochissimo.

Uno schiocco di dita e anche tradizioni storiche e secolari, consolidate e rafforzate nel tempo, sedimentate nei nostri cuori in modo marmoreo, potrebbero volar via come un bellissimo sogno, tanto meraviglioso che nemmeno siamo riusciti ad assaporarlo come si deve.

D'altro canto, per noi il Natale è sempre stato questo: un momento in cui metter da parte gli impegni, le preoccupazioni, lasciar stare tutto, gettarsi alle spalle i problemi, e sentirsi più leggeri, in compagnia delle persone più care.

Ma come entrare veramente in questo spirito quando certa gioia potenziale, l'estasi ovattata delle feste natalizie, rimane bloccata in un precipizio di incompiutezza, uno spazio tremendo dove tutti potrebbero deflagrare sotto le scudisciate improvvise di un nemico insidioso e nascosto?

Così, anche la nostra felicità è in balia dei dati del bollettino, delle comunicazioni delle regioni e delle decisioni del nostro governo che ha posto, giustamente, alcune restrizioni anche al Natale.

Tutto sommato, meglio di quanto pensassimo: un sottile inasprimento delle misure e queste luminarie avrebbero continuato a brillare soltanto negli angoli di strade vuote e desolate.

E, in effetti, trattandosi il Natale di una festa che da sempre vorrebbe farci sognare, tornare per un istante a osservare il mondo con gli occhi di un bambino, quale momento potrebbe più emblematicamente esprimere la precarietà e l'inconsistenza di ciò che stiamo vivendo, il sogno in cui ci culliamo per sfuggire a questa terribile realtà?

Tuttavia, proprio questo aspetto etereo e sognante conferisce al Natale anche una doppia natura: quella di essere sì precaria e inconsistente, soprattutto in un periodo di pandemia, ma anche un instancabile ricettacolo di bellezza e di speranze. Qualcosa che, per quanto appaia come falso e artificioso, non riesce proprio a emanciparsi dalle nostre coscienze.

Il Natale è il sincretismo più abile di miti e leggende pagani, riadattati alla prospettiva cristiana, che sia mai stato realizzato.

Chiunque, dal profondo della sua coscienza storica e culturale - quella che il buon Jung chiamava "inconscio collettivo" - non può non sentirvisi legato.

Sono poche le culture che abbiano dimostrato una sorta di immunità al fascino di questa festività.

Il Natale racchiude, infatti, nel suo puzzle e amalgama di sogni e suggestioni, un pezzetto minuscolo di ciascuno di noi; una tassello d'esistenza storica verso cui, per qualche atavica inspiegabile ragione, ci sentiamo attratti.

Una festa in cui vi scoviamo afflati che vanno dalla cultura celtica a quella medievale.

D'altra parte, in un modo o nell'altro, è stato sempre l'evento che più ci ha aiutato a combattere la tristezza e i momenti infelici, sollevando una voglia di vivere e di andare avanti che mai, e in nessun altro momento, ci saremmo aspettati di trovare.

I vichinghi usavano decorare abeti con figure astrali luminose, in modo da superare il lungo periodo invernale: il momento in cui il sole non si affacciava in cielo per diverso tempo.

La fiaba horror "Krampus" - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

La fiaba horror "Krampus".

Il Natale come momento di speranza

Considerato che chi scrive questo articolo, nonostante i suoi trent'anni, è uno dei sostenitori più inguaribili del Natale, riteniamo giusto che, almeno i giovani - categoria che ha subito lo scotto maggiore in questo terribile periodo, privati della scuola e dei loro momenti di socialità - abbiano la possibilità di vivere ancora delle festività capaci di farli emozionare.

In questo articolo, ci impegneremo a stilare una classifica di cinque film, non necessariamente natalizi; ma in cui questa festa faccia da sfondo a delle gravi vicissitudini esistenziali.

La versione del Natale che vorremmo proporre in questo scritto, infatti, non è quella melliflua e patinata dei polpettoni propinati la sera della vigilia; bensì quella più sognante, eterea e drammatica che, grazie ad alcuni film di Tim Burton, principale pioniere di questo genere, ha impregnato i giorni natalizi di una venatura nostalgica e malinconica.

Il Natale, in molte di queste pellicole, viene semplicemente accennato con un albero luminoso, una strenna, o un qualunque simbolo che rimandi a esso; e rappresenta uno sfondo di speranza e di riscatto per personaggi che stanno soffrendo.

Citerò dei classici natalizi; ma anche film meno conosciuti, collegati al Natale soltanto in modo indiretto.

SUBMARINE (2010)

Quale momento migliore, se non il Natale, per fare da cornice alle intricate vicissitudini di un ragazzo alle prese con una relazione tormentata, e con i genitori sull'orlo del divorzio?

Uno dei film più freak che siano mai stati girati.

Ballate acustiche di Alex Turner in sottofondo.

Un film che consiglio soprattutto agli adolescenti in crisi sentimentale: situazioni di disagio rese sicuramente più vivide dalla pandemia.

Utile, un po' come Il giovane Holden, per comprendere meglio sé stessi e le difficoltà del mondo dell'adolescenza.

NOI SIAMO INFINITO (2012)

Anche qui il Natale è la festa perfetta per chiunque, da adolescente, si trovi, o si sia trovato, a fare i conti con le proprie difficoltà sentimentali e relazionali; e con un passato che lo condizionasse fortemente.

In questo film potrete vedere una raggiante e affascinante Emma Watson, perfettamente a suo agio nel suo ruolo, il Natale compare soltanto in una scena, che è una delle più commoventi dell'intera pellicola.

KRAMPUS - Il Natale non è sempre Natale (2015)

Una fiaba horror in chiave natalizia, dove si rivolge una critica al modo materialista in cui questa festa è stata reinterpretata nella società odierna. Angioletti assassini, biscotti che uccidono e caproni inquietanti che trottano e scampanellano nella neve.

Edward Mani di Forbice - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Edward Mani di Forbice.

LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI (2018)

Versione fantasy del noto musical di Čajkovskij.

Atmosfere idilliache e rarefatte, musiche di carillon e tanti buoni sentimenti che, almeno in questo periodo dell'anno, e in questa precisa fase storica, non troviamo per nulla stucchevoli.

EDWARD MANI DI FORBICE (1990)

Concludiamo con una classica pellicola di Tim Burton: uno dei precursori di questa versione romantica e sofferente del Natale.

Il Natale è uno dei leitmotiv dei film di Tim Burton, e ricorre spesso in molti suoi lavori.

Poteva, dunque, non figurare in questa reinterpretazione fiabesca di Frankenstein, con un giovanissimo Johnny Depp e un'angelica e leziosa Winona Rider?

Da rivedere ogni Natale.

Noi, ragazzi, ci salutiamo qui, augurandovi buone feste e sperando, con tutto il cuore, che tra le grinze sognanti di questi film possiate trovare ristoro da quella spada di Damocle chiamata distanziamento sociale.

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