Intervista alla scrittrice Lory Cocconcelli

a cura di Letture Fantastiche

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Lo scrittore Marco Alfaroli

Lory Cocconcelli (biografia/bibliografia) conosce a fondo l'Africa, la sua cultura e il suo folclore, ce l'ha mostrato nel saggio divulgativo "Africa - Magia nera, sortilegi, streghe e guaritori", ma ora abbiamo la possibilità di chiederle anche altro.

Letture Fantastiche: Solitamente su Letture Fantastiche incontriamo autori che si occupano di narrativa, mentre tu con "Africa - Magia nera, sortilegi, streghe e guaritori" ci hai regalato un saggio divulgativo molto originale. Com'è nato questo tuo approccio maggiormente scientifico alla scrittura?

Lory: Sebbene nel mio libro abbia manifestato qualche perplessità circa l'approccio occidentale degli uomini di scienza nei confronti delle religioni africane - che qualche corrente ha erroneamente banalizzato, minimizzato e snaturato -, inizialmente, seguire un percorso scientifico è stato per me una tappa obbligata. Non essendo un'accademica, per completezza di informazioni, ho trovato più saggio addentrarmi in un argomento di cui avevo una conoscenza superficiale attraverso il linguaggio della letteratura dedicata, e non affidarmi soltanto alle testimonianze raccolte tra gli africani.

Ho trascorso qualche mese nella Biblioteca Universitaria di Dakar, svolgendo ricerche che mi hanno permesso di comprendere e contestualizzare ciò che mi veniva raccontato dai neri. In termini animisti, il nostro vocabolario non è uguale al loro, e io avevo bisogno di un "ponte". I resoconti che raccoglievo sul territorio talvolta mancavano di un filo conduttore, di una dimensione di completezza, sicché era difficile comprenderne il senso senza far ricorso alle fonti della letteratura dedicata. Ma non mi sono limitata soltanto a quelle occidentali, ho consultato anche quelle africane (meno numerose, purtroppo). Ho esaminato le osservazioni e le critiche che le une muovevano alle altre, e mentre mi addentravo nell'argomento, prendevano forma le mie conclusioni. Era inevitabile che nel descrivere questo "universo" ci fosse un approccio meno narrativo e più scientifico.

Africa. Ne parli sempre e cerchi di farne parlare anche gli altri. E' stato amore a prima vista, il tuo, con il cosiddetto "continente nero"?

Credo che il mio amore per il continente nero sia nato ancor prima di approdare in Africa. Perché ci sono andata seguendo una sorta di richiamo. Perché tutto ciò che avevo letto in precedenza, aveva toccato le mie corde più profonde, dando inizio al mio "viaggio" ancor prima di intraprenderlo. O forse, come dice il mio ematologo, scherzando, perché è una questione di sangue - il mio ha una formula "invertita", tipica dei neri, che non si spiega.

Scherzi a parte, quando sono arrivata in Africa la prima volta, pensavo di sapere già molte cose. E invece ogni certezza che avevo si sgretolava con il passare del tempo, perché l'Africa era molto più di ciò che immaginavo.

Un condensato di estremi che non lascia indifferenti, in cui i paesaggi e i colori ti si arroccano dentro e il tempo scorre in una dimensione diversa, una dimensione lenta, "a due", ci sei tu e c'è la terra sulla quale poggi i piedi, nessuna mediazione.

Parlo spesso dell'Africa perché la amo molto, ma da qui a riuscire a farne parlare anche gli altri, ce ne passa! In Italia regna una visione distorta di questo continente, influenzata dal fenomeno migratorio e dalla faziosità dei media. Ho l'impressione che l'italiano medio preferisca le immagini di un catalogo di un tour operator piuttosto che un libro o un evento culturale. Altrimenti non si spiegherebbe perché nelle librerie e nelle biblioteche la letteratura africana sia scarsamente reperibile e le mostre dedicate siano poco frequentate.

Esserti interessata di magia, spiriti e leggende africane nella tua opera di divulgazione è legato più al loro indubbio fascino folcloristico per un saggista o, più in profondità, c'è comunque un tuo piacere personale per la letteratura tendente al fantastico?

Direi entrambe le cose. Il fascino legato alla magia e alle antiche leggende è certamente indubbio, indipendentemente dal fatto che sia legato all'Africa o meno, e io vi ho ceduto senza remore. Di contro il "fantastico" è un genere che mi affascina - non a caso con il mio prossimo libro ci sprofonderò a piedi pari -, perché ha il pregio di riuscire a proiettarci al di fuori di noi stessi, in dimensioni nuove e lontane.

Spesso nei tuoi approfondimenti scritti per Letture Fantastiche, ci hai parlato dei problemi passati e presenti dell'Africa. Come vedi il futuro di questo continente, in base alla tua esperienza?

L'Africa è "seduta" su un enorme potenziale, resta da vedere se nel tempo arriverà a esprimerlo autonomamente. In seguito al depredamento coloniale, alle occasioni sprecate del post colonialismo e all'onnipresente controllo da parte dell'occidente, mi pare che fino a ora non se la sia cavata molto bene. Su 54 paesi che formano il continente, la metà sono in guerra. I conflitti possono sembrare alimentati da motivazioni etniche o religiose - ci sono anche quelle -, ma in sottofondo aleggia sempre la presenza di qualche multinazionale per il controllo delle risorse petrolifere o minerarie. Questo per dire che ai problemi interni si affiancano gli interessi economici dei paesi occidentali e delle economie asiatiche emergenti.

Le statistiche dicono che la classe media africana sia aumentata. E questo è un buon segnale perché garantirebbe istruzione e accesso alle cure mediche (nonché una movimentazione dell'economia) almeno per quella fetta privilegiata che si aggira mediamente intorno al 10-15% della popolazione. Ma attenzione, queste percentuali non si riferiscono che alla popolazione di pochi paesi.

Date queste premesse, trarre una conclusione non è cosa facile. Per quanto mi riguarda - e spero di sbagliarmi -, il futuro africano non lo vedo particolarmente roseo, almeno non quello recente.

Ti sei occupata anche della "condizione della donna" in alcuni tuoi scritti. Da notare le virgolette utilizzate, perché questa formula, sebbene molto usata, non c'è mai particolarmente piaciuta, quasi si parlasse di condizioni mediche. Comunque, partendo da ciò che vedi in Africa, come definiresti la situazione attuale in Europa e in Italia, nella ricerca, sempre un po' sfuggente, della vera parità tra i sessi?

Per ciò che riguarda l'Europa, non conosco la realtà di tutti i paesi che la compongono, peraltro eterogenei fra loro, e non sono in grado di rispondere.

Riguardo l'Italia, invece, mi sento di poter affermare che la parità tra i sessi ha raggiunto un livello tutto sommato soddisfacente sebbene non sia ancora caratterizzata da una pienezza reale. Ovvio che se pensiamo alle donne afghane, indiane, siriane, nigeriane, somale - e mi fermo qui anche se la lista sarebbe ancora lunga - noi italiane possiamo dire di aver raggiunto un grande traguardo. Tuttavia ci sono dati statistici - come quelli occupazionali/pensionistici/relativi al welfare, giusto per fare qualche esempio - che dovrebbe indurre a una riflessione poiché nel nostro paese le donne sono in netto svantaggio rispetto agli uomini.

Ma se noi italiane possiamo votare, abbiamo convenzioni importanti che ci tutelano e godiamo di una certa parità, questo non si può dire per molte donne africane che, nemmeno sulla carta, vedono riconosciuti i loro diritti. La loro vita, il loro linguaggio, le loro azioni, perfino i loro pensieri sono declinati a un rapporto di sottomissione. La donna che non accetta le convenzioni, in Africa non ha una realtà sociale. Premettendo che le situazioni sono molteplici, frammentate e diversificate, e che non variano soltanto da paese a paese ma anche da etnia a etnia, la situazione della donna africana - instancabile ma invisibile lavoratrice - non è delle migliori. E mi riferisco alle mutilazioni genitali, alla lapidazione, all'esistenza delle spose bambine, allo sfruttamento, all'assoggettamento prima alla figura del padre e poi a quella del marito, ...

Sebbene qualcosa si stia muovendo, l'emancipazione femminile in Africa è un percorso decisamente in salita, una ripida salita fatta di barriere erette dalla tradizione e in molti casi dalla religione (nei paesi musulmani, le condizioni della donna sono decisamente peggiori). La partecipazione delle donne nella vita politica del continente è in crescita, come pure quella nell'imprenditoria e nel mondo del lavoro dei cosiddetti colletti bianchi, ma è ancora esigua per poter affermare che ci sono solidi presupposti per una parità tra i sessi.

Prima di lasciarci, parlaci di eventuali progetti letterari, se ne hai.

Il mio progetto letterario: una raccolta di racconti ambientati nell'Africa nera.

Un'Africa remota, quella dei villaggi isolati, in cui temibili creature investite di un potere oscuro operano magie e sortilegi attraverso leggi fisiche e regole sconosciute all'uomo comune. L'atmosfera è cupa, densa, surreale, caratterizzata da scenari grotteschi.

In ogni racconto si trova la testimonianza di un universo compenetrato di mistero, di un ordine delle cose sovvertito o ristabilito e di una morale che si traduce, in sostanza, nell'antica saggezza africana.

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