"La Nuova Ombra" di J.R.R. Tolkien

a cura di Andrea Micalone

Poco conosciuto dal grande pubblico, "La Nuova Ombra" di J.R.R. Tolkien avrebbe dovuto essere il sequel del suo più grande successo letterario, "Il Signore degli Anelli". Tuttavia il noto autore non andò molto oltre l'incipit. Scopriamone le ragioni.

Non tutti sanno che, molti anni dopo aver concluso la sua celeberrima trilogia de "Il Signore degli Anelli", Tolkien, ebbe l'idea di scriverne un seguito. Del resto anche "Il Signore degli Anelli" era nato a propria volta come un sequel de "Lo Hobbit", seppure avesse poi guadagnato una celebrità indubbiamente superiore al primo romanzo.

Il grande scrittore J.R.R. Tolkien, immagine in pubblico dominio, fonte timesofisrael.com

Il grande scrittore J.R.R. Tolkien.

Tolkien decide dunque di ambientare il nuovo racconto centocinque anni dopo la caduta della Torre Oscura e la distruzione dell'Anello. Il grande Re Elessar è morto (Elessar è il nome elfico di Aragorn per chi non lo sapesse, utilizzato poi come nome da sovrano) e al trono gli è succeduto il figlio Eldarion. Ci troviamo così in una Terra di Mezzo molto distante dai toni fiabeschi ed epici degli scritti precedenti, dove gli uomini sono diventati i padroni assoluti del mondo e la magia degli Elfi ha abbandonato le terre dei mortali. E' questo un mondo apparentemente in pace, ma come sostiene il protagonista Borlas "Profonde sono in verità le radici del Male, e forte scorre in loro la scura linfa. L'albero non verrà mai distrutto. Che gli uomini lo abbattano quante più volte possono, e sempre getterà nuovi virgulti non appena volgeranno lo sguardo."

Tolkien scriverà però soltanto poche pagine di questo nuovo romanzo, abbandonandolo ben presto non ritenendolo all'altezza dell'opera precedente. Il Professore dirà infatti in una lettera del 13 marzo 1964:

"Ho iniziato una storia che si svolge circa cento anni dopo la Caduta, ma si è rivelata sinistra e deprimente. Dato che abbiamo a che fare con uomini è inevitabile che si debba prendere in considerazione una delle caratteristiche più deprecabili della loro natura: il fatto che presto si stancano del bene. [...] In epoche così antiche ci fu un fiorire di trame rivoluzionarie, incentrate su una religione satanica segreta, mentre i ragazzi di Gondor giocavano a travestirsi da orchi e andavano in giro a fare danni. Avrei potuto ricavarne un thriller con il complotto e la sua scoperta e la sua sconfitta, ma non ci sarebbe stato altro. Non ne valeva la pena." J.R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien, Milano, Bompiani, 2001.

Ciò infatti che trapela dalle poche pagine stilate dall'autore e giunte sino a noi, è che l'anziano Borlas ha udito strane voci (Borlas è figlio di Beregond e fratello minore di Bergil, abitanti di Minas Tirith non presenti nell'opera cinematografica, ma ben noti a chi avesse letto "Il Ritorno del Re"). A quanto sembra, si starebbe diffondendo nel Regno di Gondor una setta che si rifà al culto di Melkor, il Primo Oscuro Signore. L'uomo ne discute preoccupato con Saelon, un suo giovane amico. I due si sono conosciuti molti anni prima, quando il piccolo Saelon rubava le mele del frutteto di Borlas e quest'ultimo lo rimproverava di "giocare a fare l'orco".

Mentre dunque la sera avanza sui due, Mastro Borlas inizia a comprendere che il suo compare ha udito le stesse voci e, forse, ne sa molto più di quello che lascia intendere. Saelon evita infatti di rispondere alle domande dirette, ma nel momento in cui sente proferire il nome di "Herumor" qualcosa in lui cambia. Sostiene che gli mostrerà la risposta alle domande soltanto dopo il calare del sole, e solo se Borlas si farà trovare vestito di nero sull'ingresso dietro casa.

L'anziano uomo di Gondor in un primo momento è indeciso su come agire e, un poco intimorito, lascia andare via il proprio conoscente. Con il passare delle ore però gli pare di riavvertire attorno a sé lo stesso Male di cui egli ebbe sentore da bambino, quando la Guerra dell'Anello non era ancora un ricordo remoto. Decide pertanto di indagare su quegli strani avvenimenti e di seguire Saelon, seppur avverta dentro di sé il rischio di mettere in pericolo la propria esistenza.

Purtroppo qui si chiude lo scritto di Tolkien e non sappiamo in che modo sarebbe proseguita la vicenda. Basandoci però sulla lettera del Professore e su queste prime pagine del romanzo, viene da pensare che le ricerche di Borlas avrebbero condotto alla scoperta di un oscuro culto delle forze del Male diffusosi nel Regno di Gondor. Herumor, con ogni probabilità, si sarebbe rivelato un uomo corrotto dalle forze oscure, con l'obiettivo di ricreare un regno del Male sul modello di Mordor.

Queste però rimangono semplici supposizioni. L'unica cosa che possiamo fare è leggere le prime pagine de "La Nuova Ombra" e rivivere almeno per qualche momento le misteriose atmosfere della Terra di Mezzo.

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