Le Porte di Arcadia

romanzo fantasy

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Le Porte di Arcadia, romanzo fantasy dello scrittore Andrea Giusto

Titolo: Le Porte di Arcadia
Autore: Andrea Giusto
Genere: Fantasy
Pagine: 185
Costo: da definire

Trama e recensione: anteprima trama - recensione

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ATTENZIONE! Il romanzo completo è momentaneamente non disponibile in attesa dell'uscita della SECONDA EDIZIONE.

Recensione, a cura di Francesco Riva, Elisabetta Carrisi e Gianfranco Lodetti

"Al rumore di passi alle sue spalle, l'orco nero interruppe l'assalto contro il primo cavaliere a cui aveva già spezzato il braccio che reggeva la spada e si voltò per caricare in maniera risoluta la sua nuova preda. Sulla traiettoria della carica, il giovane Elfo Alto ora oggetto della furia cieca di quella sbuffante creatura ebbe giusto il tempo di intravedere i suoi occhi pieni d'ira, prima che un istinto ancestrale lo portasse a prendere l'ultima freccia dalla faretra, a incoccarla nell'arco lungo e a trafiggere l'orco nel mezzo della fronte, tutta l'azione esaurita in un unico gesto continuo, tanto elegante quanto veloce."

A questo punto, se aveste a fianco Andrea Giusto, autore de Le Porte di Arcadia edito dalla neonata Eterea Comics & Books, sicuramente lo sentireste sbottare inorridito: "Di cosa stanno parlando questi tre? Quella roba appena scritta non c'entra nulla col mio romanzo!"

In effetti, è la verità.

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Pur essendo questa una recensione a sei mani piuttosto inconsueta e informale, il testo inserito nell'introduzione non è però un poco giustificabile scambio d'opera, quanto piuttosto un esperimento di tipo antropologico.

Quando abbiamo passato lo stesso brano ad alcuni altri collaboratori di Letture Fantastiche, perseguendo una modalità diversa per la recensione, abbiamo ottenuto in cambio frasi disilluse che si possono riassumere in "Ancora elfi? Ancora orchi?"

La popolazione di elfi e orchi, per quante guerre possano intraprendere tra loro, è talmente alta nei romanzi di fantasy tradizionale da ingenerare nei lettori o un vero e proprio senso di rifiuto o una specie di assuefazione alla loro presenza.

Abbiamo avuto la stessa reazione quando ci è stata richiesta la disponibilità per la valutazione di un nuovo romanzo fantasy, Le Porte di Arcadia appunto.

Oppressi da ingiustificati pregiudizi, dopo le prime pagine dell'opera di Andrea Giusto abbiamo subito scoperto che elfi e orchi tradizionali non avrebbero tormentato una volta ancora i nostri sonni di appassionati di narrativa fantasy. Anziché essere portati nell'ennesimo, stucchevole facsimile tolkieniano, siamo stati precipitati nella giungla mesoamericana del XVII secolo, ad accompagnare la difficoltosa missione di conquistadores spagnoli guidati, udite udite, da un possente Alfar, membro dell'Ordine dei Maghi di Castiglia, impegnato nella ricerca di un misterioso artefatto protetto da altri Alfar meno inciviliti, come del resto venivano considerate le altre popolazioni indigene del tempo, ma non per questo meno potenti.

Quindi si parla di uno scontro magico?

Certamente, ma è solo la punta dell'iceberg in questo romanzo.

Dopo l'ambientazione fuori dal comune, si fa anche immediatamente conoscenza con l'altro elemento che cattura l'attenzione del lettore, cioè l'originalità delle creature fantastiche presenti ne Le Porte di Arcadia. A darci il benvenuto saranno infatti gli uomini-giaguaro che nella tradizione maya, olmeca e azteca erano temibili guerrieri ispirati dallo spirito Giaguaro, mentre nell'immaginario di questo romanzo diventano feroci belve bipedi lontane parenti dei Ferali, una razza di animali antropomorfi, più o meno acculturati e più o meno sopportati dagli esseri umani, che abitano in pratica ogni terra di questo mondo tutto particolare e da scoprire.

A questo punto dovreste prendere un bel respiro e tentare di metabolizzare tutta la carne che abbiamo messo sul fuoco in pochissime righe. Abbiamo conquistadores, artefatti misteriosi, maghi, feroci creature antropomorfe e un mondo sospeso tra un Rinascimento appena tramontato e un Barocco ai primi vagiti, caratterizzato da combattimenti all'arma bianca e rudimentali moschetti.

Siamo perciò capitati in un romanzo di cappa e spada, con deragliamenti esoterici?

Non proprio, ma può anche darsi.

La capacità dell'autore di descrivere la realtà quotidiana del periodo secentesco infilandoci elementi fantastici intriganti lascia davvero stupefatti. C'è ricerca e documentazione, questo si nota a prima vista nelle descrizioni e nelle scene, tuttavia allo stesso tempo non si perde mai di vista il punto focale del genere fantasy, vale a dire il sense of wonder, la meraviglia, lo straordinario.

Potremo così seguire le gesta dei protagonisti, Don Julian de Silva, un mago caduto in disgrazia sotto controllo attento dell'Inquisizione, e Miriel, la Ferale divenuta sua assistente che è quanto di più vicino a una famiglia gli sia rimasto, nel loro incarico speciale da freelancer della magia che ci farà immergere in un'atmosfera misterica particolarmente adatta a palati esigenti.

Potremmo parlare di altro ancora, per esempio degli intrighi nell'Ordine dei Maghi di Castiglia, della Società dell'Arcadia, del rapporto tra Umani e Ferali, di come sia possibile conciliare la magia ufficialmente accettata con la cristianissima Spagna del XVII secolo, e si potrebbe continuare a scrivere pagine e pagine su tali argomenti fino ad annoiare a morte i lettori con le nostre chiacchiere, rischiando in aggiunta di rivelare troppo della trama che è uno dei punti di forza di quest'opera.

Preferiamo invece dire che Le Porte di Arcadia è un romanzo che vale.

Innanzi tutto vale il tempo da noi speso nella lettura, per stile di scrittura e contenuti, e questa era la nostra prima preoccupazione. E' stato piacevole perdersi nel mondo creato da Andrea Giusto e affezionarsi o trepidare per i suoi protagonisti. Può sembrare scontato, perché in definitiva è ciò che si cerca nella letteratura di genere che è anche d'evasione, tuttavia scontato non è per chi come noi ha avuto a che fare con molte centinaia di romanzi diversi, parecchi dei quali rientrano nella poco edificante categoria della cattiva letteratura imitativa, se di letteratura si può parlare in quei casi.

Ma l'opera vale anche il prezzo, attualmente 4,99 euro, a cui si può acquistare il romanzo, disponibile unicamente come e-book, nei formati più diffusi (per esempio Mobi per Amazon Kindle ed ePub per PC o tablet compatibili, incluso l'Apple iPad) e su praticamente tutti i negozi on line.

I più avvezzi tra voi al mercato digitale avranno notato che il prezzo indicato è decisamente inferiore alla media di prodotti anche dalla qualità discutibile editi da grandi case editrici eppure sempre superiore a quello di tanti altri prodotti editoriali presenti oggi sul mercato.

Abbiamo discusso tra noi se un prezzo già così basso potesse essere comunque un ostacolo all'acquisto vista la disponibilità di molto altro materiale a prezzo inferiore se non addirittura gratuito. La discussione, in verità, non ha condotto a una risposta definitiva. Forse il prezzo è leggermente troppo alto, vista la concorrenza agguerrita. O, forse, il valore aggiunto dato dal lavoro editoriale della casa editrice, che ricordiamo essere Eterea Comics & Books, giustifica appieno il posizionamento nella fascia media di prezzo.

Si è parlato di valore aggiunto perché Le Porte di Arcadia è un libro curato nell'impaginazione, nei caratteri di presentazione, adatti alla storicità del contenuto e, soprattutto, illustrato.

Avete letto bene, illustrato.

Non si dovrà immaginare come apparirebbero gli Alfar, i Ferali, i paesaggi o gli oggetti magici raccontati nel testo, ma li potremo ammirare nei disegni originali di Lorenzo Daddi, illustratore dell'opera. Ci ha fatto piacere, all'unanimità, trovare una casa editrice che non ci ha abbandonato in compagnia del solo testo, comunque protagonista assoluto di ogni romanzo degno di questo nome.

Volendo proprio cercare il pelo nell'uovo nella cura di questo prodotto editoriale, due di noi hanno ritenuto che l'immagine di copertina avrebbe potuto essere più vivace. Non vi diremo i loro nomi, perché nonostante si sappia che "recensore non porta pena" (davvero?!), un pizzico di anonimato non guasta in certi frangenti.

Riassumendo, per arrivare alla giusta conclusione di questa breve recensione, il romanzo dal punto di vista letterario ed editoriale è sicuramente meritevole di attenzione. Se però siete tra coloro che, pur di inserire nel proprio carrello della spesa on line altre opere ultrascontate, sono pronti a lamentarsi del costo anche per un solo euro in più - parliamo solo di un euro perché l'acquisto a meno di ipotetici 3,99 euro sarebbe davvero un furto perpetrato ai danni di autore e casa editrice visto il notevole impegno profuso nell'opera e la cura dei dettagli della stessa - vi rispondiamo con un antico adagio popolare: "la qualità ha il suo prezzo".

E nel caso de Le porte di Arcadia possiamo affermare con tranquillità che di qualità ne abbiamo rinvenuta in abbondanza.

Post scriptum: ai lettori che non appartengono alla categoria del Per un euro in più non deve apparire strano quest'accenno finale alla vile pecunia, oltretutto di modico valore, perché il crescente mercato dell'editoria digitale ha creato o semplicemente risvegliato molti lettori compulsivi, disposti a tutto pur di aggiungere un nuovo esemplare alla loro collezione di e-book. E' cosa buona e giusta leggere molto, almeno secondo la nostra modestissima opinione, ma darsi un budget basso in cui far rientrare l'acquisto del maggior numero possibile di opere è, diciamo, eccentrico. Di certo non suggeriremo di leggere meno, piuttosto di aumentare nei limiti del possibile il budget. ;-)

Anteprima trama

Spagna, XVII secolo.

Un Hidalgo, Don Julian de Silva vive con austerità nella villa ormai in rovina dei suoi antenati.

Sopravvive svolgendo "lavori" pericolosi, lavori che pochi osano accettare: essere un mago in questo periodo è difficile, ancor più se l'Ordine di cui fai parte ti ha bandito e l'Inquisizione non attende che un passo falso per metterti al rogo.

Miriel, sua assistente, lo accompagna nelle sue avventure.

E' quanto di più vicino a una famiglia resti a Julian e con lui condivide i pericoli della sua professione.

In molti la vorrebbero morta: è una Ferale, e questi non sono tempi gentili con chi appartiene a questa razza, odiata e temuta allo stesso tempo.

Un artefatto perduto viene recuperato in terre lontane, un segreto pericoloso che molti vorrebbero lasciare sepolto rischia di tornare alla luce: segreto per il quale in troppi sembrano disposti a uccidere.

Coinvolti loro malgrado in un gioco più grande di loro, Julian e Miriel non hanno scelta.

Sventare la minaccia che sta per abbattersi sul loro mondo, o morire nel tentativo.

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