Lotta di classe ne "La macchina del tempo" di H.G.Wells

a cura di Matthew Taunton

traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Prima edizione de "La macchina del tempo" di H.G. Wells - Immagine in pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons

Prima edizione de "La macchina del tempo" di H.G. Wells

H.G. Wells fu un socialista impegnato e anche uno scienziato con un interesse attivo nell'evoluzione. Le sue visioni letterarie del futuro furono frequentemente modellate da questi concetti. Ne "La macchina del tempo" (1895), i viaggi del protagonista di Wells nel lontano futuro - l'anno 802.701 - fanno scoprire che la razza umana si è evoluta in due specie distinte, gli "Eloi" che vivono sulla superficie e i "Morlocks" che abitano il sottosuolo. Le iniziali osservazioni del Viaggiatore del Tempo suggeriscono una società utopica: il suo primo incontro è con gli Eloi che sono belli ma inutili, vivono nell'abbondanza e sono completamente liberi dal lavoro. "Comunismo" è la sua iniziale diagnosi, quando osserva che le case e i cottage, caratteristici delle campagne vittoriane, erano scomparsi per essere rimpiazzati da "palazzi" per la vita comune.

L'idillio pastorale, in cui gli Eloi vivono, assomiglia per molti aspetti alla società utopica ritratta dall'ottocentesco socialista inglese William Morris nel suo romanzo utopico News from Nowhere (1890), nel quale il denaro è abolito, il lavoro è puro piacere e ogni membro della società vive nell'abbondanza (nota 1).

I palazzi richiamano anche i phalanstères proposti dall'ottocentesco socialista francese Charles Fourier (nota 2): comunità utopiche di 500-2000 abitanti che consentirebbero la dissoluzione dell'unità familiare individuale, in modo che il matrimonio possa essere abolito e i bambini educati mutualmente.

Comunque, nonostante a prima vista gli Eloi sembrino abitare in una società senza classi, quando appaiono i trogloditi Morlock - selvaggi bruti che vivono nel sottosuolo e paiono svolgere il meccanico e noioso lavoro necessario per mantenere la società funzionante - il Viaggiatore del Tempo si apre a un'altra possibilità. La divisione tra ricchi e poveri è diventata tanto estrema che i due gruppi si sono evoluti in specie differenti?

Riflessi del presente

John Partington ha scritto che "le analisi del Viaggiatore del Tempo sulla società futura sono semplici estrapolazioni dal suo stesso tempo" (nota 3). Wells chiarisce che il futuro da lui rappresentato è da intendersi come un commento sulle tendenze che ha diagnosticato nel capitalismo del tardo XIX secolo. Il Viaggiatore del Tempo suggerisce che "le tendenze esclusive delle persone più ricche... e il sempre più largo divario tra loro e la volgare violenza del povero" fossero da incolpare per la divergenza della specie umana lungo linee di classe, combinando le influenti analisi di Charles Darwin e Karl Marx, entrambi letti da Wells. È solo questione di tempo, sembra suggerire il romanzo di Wells, prima che la classe lavoratrice divenga una specie distinta e sia tolta dalla vista e relegata nel sottosuolo. Questo timore è esplicitamente collegato all'analisi della società contemporanea fatta da Wells: "Persino ora, non vive forse un lavoratore dell'East End in tali condizioni artificiali da essere praticamente tagliato fuori dalla superficie naturale della Terra?" (capitolo 5).

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Odio di classe

Lo scrittore H.G. Wells - Immagine in pubblico dominio, fonte Wiimedia Commons

Lo scrittore H.G. Wells mise nelle proprie opere molti elementi tratti dai suoi studi sociologici ed evoluzionistici.

Gli Eloi vivono nel costante timore dei Morlock e il Viaggiatore del Tempo stesso è disgustato dal loro aspetto e dalle loro abitudini. Malgrado i suoi tentativi di presentare il racconto con distacco scientifico, la sua descrizione del primo incontro con un Morlock è piena di odio istintivo: "Vidi una piccola e bianca creatura in movimento, con brillanti occhi che mi fissarono mentre retrocedeva. Mi fece sussultare. Somigliava così tanto a un ragno umano!" (capitolo 5). Questa è forse una versione migliorata e futuristica dell'odio e del timore con cui la piccola borghesia suburbana spesso vedeva il proletariato, parzialmente perché essa stessa viveva nel costante timore dell'indigenza (come C.F.G. Masterman discusse ne The Condition of England (1909)). Wells era figlio di un negoziante di Bromley e quando la sua famiglia attraversò tempi duri, sua madre si impiegò in un lavoro come domestica a Uppark, un'imponente casa nel West Sussex. Per la famiglia Wells la patina della rispettabilità borghese era troppo sottile e l'abisso (N.d.T. dell'indigenza) incombeva. In effetti, Darko Suvin suggerisce che il disprezzo del Viaggiatore del Tempo per i Morlock "derivi dalla coscienza sociale dello stesso Wells", che la tendenza del romanzo a simpatizzare con gli Eloi derivi dai pregiudizi della classe di appartenenza di Wells e dai timori nei confronti del proletariato (nota 4). Ma c'è almeno da porsi la domanda di quanto la prospettiva in qualche modo limitata del Viaggiatore del Tempio possa essere identificata con il punto di vista di Wells.

In ogni caso, nel romanzo stesso, la "Grande Paura" che gli Eloi nutrono nei confronti dei Morlock è pienamente giustifica (capitolo 7). Come scopre il Viaggiatore del Tempo, i Morlock vivono mangiando gli Eloi, catturando di notte i loro lontani cugini appartenenti alla classe superiore e cannibalizzandoli. Come egli dice, "questi Eloi erano mero bestiame messo all'ingrasso che i Morlock, al pari delle formiche, conservavano e depredavano, probabilmente vedendoli come il loro allevamento" (capitolo 7). A questo punto un molto diverso senso di continuità con le tendenze del periodo vittoriano comincia a emergere. Il Viaggiatore del Tempo conclude, infatti, dicendo che "il vecchio ordine era... in parte rovesciato" (capitolo 7): il futuro distopico che Wells immagina non è il capitalismo stesso, ma una mostruosa inversione del capitalismo, un socialismo finito male, dove il proletariato cannibalesco preda l'effeminata aristocrazia. Il "comunismo" veduto inizialmente dal Viaggiatore del Tempo al suo arrivo non è il comunismo dei phalanstères, ma delle porcilaie.

La descrizione di classe del romanzo non finisce, allora, per essere un'esplorazione utopica delle possibilità future di abolizione delle classi nei termini che Fourier e Morris immaginarono. Invece, è un esempio di "realismo anti-utopico" in grado di suggerire che i duri conflitti di classe dell'era vittoriana avrebbero potuto inasprirsi e addirittura prendere un carattere biologico con l'umanità divisa in due specie (nota 5). Peggio ancora - specialmente dato l'impegno politico di Wells - i vari tentativi progressisti di superare l'antagonismo di classe, sostenuti da Marx, Fourier e Morris, erano destinati a fallire o a essere distorti. Questa visione profondamente pessimistica del futuro, quindi, esprime non solo l'orrore di Wells di fronte alle relazioni di classe del XIX secolo, ma anche i suoi timori a proposito di quanto il socialismo e il comunismo utopici offrivano al loro posto.

Note

[1] Patrick Parrinder, Shadows of the Future: H.G. Wells, Science Fiction and Prophecy (Syracuse: Syracuse University Press, 1995), pp.43-4.

[2] H G Wells, The Time Machine (London: Pan Books, 1953), p.35.; Charles Fourier, The Theory of the Four Movements tradotto da Ian Patterson (Cambridge: Cambridge University Press, 1996), p.117.

[3] John S. Partington, The Time Machine and A Modern Utopia: the Static and Kinetic Utopias of the Early H.G. Wells, Utopian Studies, 13.1, (2002), 57-68 (p.58). 

[4] Darko Suvin, "Introduzione" in H.G. Wells and Modern Science Fiction curato da Darko Suvin e Robert M. Philmus (Lewisburg: Bucknell University Press, 1977), p.24.

[5] Parrinder, p.45.

Notizie sull'autore

Matthew Taunton è professore di letteratura presso l'Università dell'East Anglia, specializzato in letteratura e cultura dal tardo periodo vittoriano fino al presente. È autore di Fictions of the City: Class, Culture and Mass Housing in London and Paris (Palgrave, 2009) e di approfondimenti e articoli su vari aspetti della letteratura e cultura del XIX e XX secolo. È anche un importante collaboratore del Dictionary of Nineteenth Century Journalism e attualmente lavora a un libro sulle risposte letterarie britanniche alla Rivoluzione russa.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © Matthew Taunton. Traduzione italiana © 2016, Gianluca Turconi.

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