Overtoun Bridge: il Ponte dei Suicidi. Di cani.

a cura di Gianluca Turconi

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Molti ponti in giro per il mondo sono chiamati "dei Suicidi" perché, purtroppo, vengono spesso scelti da uomini e donne per porre termine alla propria vita saltando dalle loro notevoli altezze. Tuttavia, Overtoun Bridge è diverso da ogni altro "Ponte dei Suicidi" esistente. Esso si trova nei pressi di Milton, frazione di Dumbarton, cittadina scozzese, e non è particolarmente alto. Infatti è una costruzione vittoriana in pietra inaugurata nel 1895 che arriva appena a quindici metri di altezza, comunque sufficienti a superare l'Overtoun Burn, il torrentello che vi scorre sotto, costituito più da rocce che da acqua.

L'Overtoun Bridge in tutta la sua sconcertante bruttezza - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

L'Overtoun Bridge in tutta la sua sconcertante bruttezza.

La notorietà del luogo aumentò a dismisura intorno al 2006, quando la stampa nazionale britannica diffuse il suo peculiare record di suicidi di cani - cinquanta casi in cinquant'anni all'epoca, ma il conteggio prosegue ancora oggi, con minor frequenza - che lo rendono un luogo unico al mondo. Molti testimoni oculari, in massima parte proprietari degli sfortunati animali che hanno perso la vita laggiù, raccontano come i cani abbiano volontariamente scelto di saltare al di là del parapetto per andarsi a schiantare sulle rocce sottostanti, nel mezzo dell'Overtoun Burn. Come se non bastasse questa stranezza, le modalità dei suicidi sono altrettanto particolari: i cani saltano sempre dallo stesso punto, nella parte terminale destra del ponte, sempre in giornate particolarmente limpide e soleggiate e i soggetti coinvolti appartengono sempre a razze canine dal muso lungo, specialmente labrador, collie e retriever.

Il Confine

A causa di ciò, gli abitanti di Milton ritengono l'Overtoun Bridge un luogo maledetto. La morte dei cani e altri fatti di cui parleremo in seguito possono certamente sostenere questa affermazione, ma vi è di più.

Nella tradizione celtica di Scozia e Irlanda, esistono luoghi denominati "thin places" in cui il confine tra la nostra realtà e il Mondo degli Spiriti sarebbe molto sottile, tanto da permettere una comunicazione diretta in un senso e nell'altro. La medium inglese Mary Armour confermò che gli animali sono ipersensibili alle forze spirituali e quindi i cani potrebbero percepire influenze ultraterrene tali da spingerli a cercare la morte saltando dal ponte.

Per provare la propria teoria, Armour condusse un esperimento portando il proprio labrador sul ponte in una giornata di sole. Sebbene il cane si sia spinto effettivamente verso la parte destra della struttura, non si comportò in maniera tanto anomala da far pensare che volesse saltare. Inoltre, la stessa sensitiva disse che, per quel che la riguardava, non aveva sentito alcuna influenza negativa ma solamente pace e tranquillità.

Si può quindi affermare che, nonostante il folclore e le dicerie popolari la raccontino diversamente, i professionisti dell'occulto non si sono azzardati a etichettare l'Overtoun Bridge come un luogo di forze sovrannaturali.

Lo studio del fenomeno

Nondimeno, cinquanta casi di suicidi di cani non sono un fenomeno che passi inosservato. In Gran Bretagna si decise perciò di effettuarne uno studio approfondito dal punto di vista scientifico, partendo prima di tutto dalla possibilità che i cani in natura si suicidino. Anche il semplice appassionato sa che i nostri fedeli amici hanno sensazioni e "sentimenti" molto simili ai nostri, dalla paura all'affetto. Il veterinario comportamentale Kendal Shepherd arrivò a dire che i cani potevano soffrire di comportamenti psicotici, specialmente da quando venivano impiegati come animali "da compagnia" anziché nei lavori di complemento all'attività umana per i quali furono addomesticati in origine, ma gli esperti negano ancor oggi con decisione l'eventualità di suicidi canini. Semplicemente il suicidio non rientra nella loro natura.

Nelle giornate di sole l'Overtoun Bridge può apparire persino pittoresco - Immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic, fonte Wiimedia Commons, autore Lairich Rig

Nelle giornate di sole l'Overtoun Bridge può apparire persino pittoresco.

Ciononostante, si riconosce ai cani una grande dose di empatia nei confronti dei loro proprietari, tanto da essere influenzati dagli stati d'animo degli esseri umani. È quindi possibile che abbiano subito una sorta di transfer della depressione altrui che li abbia spinti al suicidio? Lo è, teoricamente.

Nell'ambito dello studio del fenomeno si è rilevato che l'area di Milton in cui sorge l'Overtoun Bridge aveva avuto un aumento di suicidi umani del 200% nel periodo tra il 2003 e il 2006, anno in cui la catena di suicidi canini divenne di dominio pubblico. Il picco statistico era notevole, ma dopo attenta analisi, si determinò che nessuno dei padroni o delle persone vicine ai cani suicidatisi aveva sofferto di depressione.

Lo stesso Shepard liquidò questa possibilità in maniera sbrigativa, affermando che negli esseri umani il suicidio si basa normalmente sul riconoscimento depressivo che il domani non potrà mai essere migliore dell'oggi. E per quanto i cani si possano avvicinare agli esseri umani, non c'è prova che i primi abbiano un senso del presente e del futuro talmente sviluppato da togliere la speranza di vivere.

Vista, udito, olfatto

Avendo escluso la possibilità del suicidio volontario dei cani, fu deciso di analizzare gli avvenimenti e il ponte dal punto di vista canino. Lo psicologo animale David Sands fu inviato a Dumbarton per determinare l'eventuale esistenza di interferenze nei sensi primari dei cani - vista, udito e olfatto - che li abbiano spinti a saltare dal ponte in quel preciso punto.

Come primo esperimento, Sands decise di ripercorrere il ponte in compagnia dell'unico cane sopravvissuto alla caduta: una pacifica femmina di 19 anni, chiamata Hendrix. L'animale era saltato dall'Overtoun Bridge anni prima, salvandosi grazie all'atterraggio su un letto di muschio. La sua proprietaria raccontò al Daily Mail che Hendrix era rimasta sotto shock per un giorno intero, arrivando a perdere ciocche di pelo per il terrore.

Tale paura, però, non emerse affatto durante la passeggiata sul ponte in compagnia del dottor Sands. Hendrix procedette tranquilla fino alla parte finale della struttura, quando diede chiara impressione di voler scartare verso destra, nel punto esatto in cui gli altri cani e lei stessa erano saltati nel torrente pietroso. Sands ritenne che Hendrix avesse subito un potente richiamo sensoriale, così forte da cancellare ogni altra preoccupazione per la propria incolumità.

Ma quale senso era stato tanto sollecitato?

Si escluse immediatamente la vista perché l'altezza del parapetto in pietra in quel punto precludeva del tutto la visione al di là di esso. Rimanevano l'udito e l'olfatto.

La base militare di Faslane, originariamente creduta causa di interferenze sonore tali da sconvolgere i cani all'Overtoun Bridge - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

La base militare di Faslane, originariamente creduta causa di interferenze sonore tali da sconvolgere i cani all'Overtoun Bridge.

Ci si concentrò inizialmente sull'udito, punto di forza rinomato dei cani, a causa della vicinanza della base militare di Faslane e di pali telefonici che avrebbero potuto produrre interferenze o vere e proprie "bombe sonore" capaci di sconvolgere il sensibile udito canino. Per verificare questa possibilità si ricorse a un'azienda specializzata in acustica di Glasgow. Dopo i rilevamenti del caso si arrivò a escludere anche l'attrazione sonora come causa della catena di suicidi.

Restava solo l'olfatto.

Nel corso di una perlustrazione dei luoghi vicini al lato destro del ponte furono rintracciati nidi di topi, scoiattoli e soprattutto visoni. Per marcare il proprio territorio, i visoni secernono tramite speciali ghiandole odori talmente pungenti da poter divenire un'attrazione irresistibile per un cane. Inoltre, gli odori si espandono meglio e risultano concentrati in maniera maggiore nelle giornate di sole, piuttosto rare in Scozia, dando un senso anche a questa particolarità. I visoni erano stati introdotti in quella parte di Scozia negli anni '20 del XX secolo e si erano poi diffusi verso la fine degli anni '50, periodo in cui si ebbero le prime testimonianze dei suicidi di cani. Le razze a muso lungo sono anche le migliori dal punto di vista olfattivo.

Si pensò quindi di aver trovato la giustificazione definitiva al mistero di Overtoun Bridge, se non fosse stato che tutti i cacciatori di Milton affermarono di non aver mai visto in vita loro un solo visone in carne e ossa in quella zona. E non avrebbero avuto motivo di mentire, dato che i visoni sarebbero stati prede pregiate di alto gradimento, se presenti in gran numero.

Permanendo il dubbio sulle cause, si decise di risolvere il problema apponendo un cartello sull'Overtoun Bridge recante l'avvertimento: "Ponte pericoloso. Tenete i vostri cani al guinzaglio".

Il caso Moy

La teoria legata ai visoni rimane la più scientificamente probabile, a dispetto di quanto affermato dai cacciatori. Un altro fatto getta però una sinistra ombra sull'Overtoun Bridge. Si tratta del cosiddetto "caso Moy".

Il punto esatto in cui i cani saltano dall'Overtoun Bridge. Nella stessa posizione si sarebbe verificato il "caso Moy" - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Il punto esatto in cui i cani saltano dall'Overtoun Bridge. Nella stessa posizione si sarebbe verificato il "caso Moy".

Nel 1994, il trentaduenne Kevin Moy, abitante locale, stava attraversando il ponte in compagnia della moglie e del figlio neonato quando, senza dare alcun avvertimento, afferrò il bambino e lo scaraventò giù dal ponte, trasformandolo nell'unica vittima umana di questa tenebrosa costruzione. Lo stesso Moy lo avrebbe seguito sulle pietre del torrente sottostante, se la moglie non avesse avuto la prontezza di spirito di afferrarlo da dietro e trascinarlo giù dal parapetto.

Le investigazioni che seguirono tracciarono i contorni di una triste storia di provincia, con un padre dedito alle droghe e in preda alle allucinazioni che avevano causato la morte di un bambino innocente. Vi domanderete perché si è fatto riferimento alle allucinazioni. È tutto scritto nei verbali della polizia.

Sotto interrogatorio, Moy dichiarò che suo figlio era l'Anticristo e di aver udito sul ponte la voce del Demonio che lo invitava a rimandarlo nel suo Regno. C'è abbastanza materiale per ravvivare le storie locali sul ponte maledetto e lasciarci con una domanda in sospeso: quanto è sottile il confine tra Qui e Là sull'Overtoun Bridge?

Fonti e letture consigliate

https://www.dailymail.co.uk/

https://the-line-up.com/

http://www.travelblog.it/

http://listverse.com/

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