Rogue One, la recensione

a cura di Andrea Micalone

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Locandina del film "Rogue One" - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Se sul pianeta (Terra) esiste ancora qualcuno che non lo sa (anche se fatico a crederlo), innanzitutto è bene informarlo che la Disney ha comprato i diritti di Star Wars, perciò ha messo in cantiere una nuova trilogia (Episodi VII, VIII e IX), di cui il primo è uscito l'anno scorso. Inoltre, per spremere sino in fondo questa miniera d'oro che è la saga di George Lucas, si è anche deciso di intervallare ai film "principali" alcuni spin-off che affrontano vicende e personaggi secondari. Ebbene, pochi giorni fa è arrivato nei cinema "Rogue One", il primo di questi film antologici.

Ovviamente con "Rogue One" si sono ripetuti i soliti elementi che accompagnano ogni pellicola legata al mondo di Star Wars: l'esplosione di pubblico al botteghino, l'enorme attesa dei fan e, puntuali, gli scontri tra le fazioni del "bellissimo a priori", "non è più come una volta" e "sempre la stessa pizza".

Dov'è la verità in questa eterna zuffa?

Io credo che la risposta sia semplice: sempre nello stesso posto.

Come fu anche l'anno scorso, questi film si stanno allineando tutti sulla forma e sullo stile della trilogia originale, aggiungendoci il valore degli effetti speciali moderni, ma evitando anche eccessive svolte di trama. Il risultato è dunque un prodotto ben fatto, perfettamente legato al contesto e che, per evitare le critiche brucianti della trilogia prequel (decisamente altalenante in quanto a qualità), rimane piantato su strutture narrative classiche e prevedibili.

In sostanza (e adesso passiamo alla mia recensione, personale e discutibile) i film di questa nuova "era Disney" della LucasFilm sono studiati a tavolino per non deludere, difatti non deludono mai, ma il rischio del "visto e rivisto" è sempre dietro l'angolo. Anche in questo "Rogue One" il pericolo è presente, soprattutto in un primo tempo che stenta a decollare e fatica a sorprendere. Ma poi nel secondo invece...

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Ma, innanzitutto, di cosa parla questo film?

Ricordate il primissimo Star Wars? Quello che non aveva titoli secondari (e che poi sarebbe diventando l'episodio IV – Una Nuova Speranza)?

Quel film, ormai diventato leggendario, cominciava con Darth Vader che catturava la Principessa Leia e le chiedeva dove fossero i piani della Morte Nera (se questo per voi è uno spoiler, allora avete una conoscenza di Star Wars che si limita alla colonna sonora e al respiro "subacqueo" del suddetto Vader). In quel film si faceva menzione, infatti, a un gruppo di eroici ribelli che era riuscito a rubare i piani di costruzione dell'enorme base imperiale.

"Rogue One" è il vero prequel dell'episodio IV, poiché racconta proprio gli eventi legati a questo gruppo di ribelli.

I personaggi nuovi introdotti nel film fanno bene il proprio lavoro, pur senza sconvolgere troppo. I nuovi pianeti mostrati sono invece molti di più rispetto all'episodio VII dell'anno scorso (in cui in teoria c'erano sì nuovi pianeti, ma avevano tutti uno stile identico a quelli classici), e questo rende il tutto sicuramente più gradevole.

Come dicevo, però, il primo tempo ha un andamento non esaltante, un po' lento e dal sapore scontato.

È però con l'inizio del secondo tempo che qualcosa cambia. Parte un aumento esponenziale della velocità della trama, con elementi da war movie che finalmente aggiungono qualcosa di nuovo al contesto. Il regista Gareth Edwards, autore dell'ultimo "Godzilla" (a mio parere un film tremendamente noioso), stavolta dimostra di saper fare il suo lavoro.

E quando parlo di "aumento esponenziale" non utilizzo termini casuali. L'accelerazione progredisce costantemente. Compaiono prima personaggi storici in cameo più o meno lunghi (e con effetti speciali stupefacenti, in particolare nella ricostruzione dei visi, ma non vi dico niente di più), poi sul finale, nell'arco degli ultimi cinque minuti, la vicenda fa letteralmente saltare sulla poltrona gli appassionati. Un film che sino a pochi minuti dal suo termine è soltanto un "buon film di fantascienza", si tramuta nelle poche scene finali in "Star Wars all'ennesima potenza".

Vi lascio gustare la sorpresa finale, perché è forte.

In conclusione, è un film che forse fa un passo avanti rispetto a quello dell'anno scorso (decisamente più piatto e classicheggiante), ma che se avesse avuto anche una prima parte allo stesso livello, sarebbe potuto diventare un vero e proprio gioiello. Rimane invece un perfetto prodotto commerciale con un finale esaltante (per i fan; per gli inesperti invece potrebbe apparire un po' troppo "sospeso"), da vedere assolutamente per gli appassionati, ma che non cambierà la storia del cinema.

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