Tommyknockers - Le creature del buio

romanzo horror

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Tommyknockers - Le creature del buio, romanzo horror di Stephen King

Copertina del romanzo.

Stephen King è un vero genio della letteratura o un abile scribacchino commerciale? I suoi romanzi hanno un valore letterario reale oppure sono soltanto pagine di facile intrattenimento?

Negli ultimi anni simili quesiti si vanno accumulando, creando fazioni ben separate tra chi difende a spada tratta l'autore (sostenendone il valore non soltanto commerciale), e chi invece lo attacca gridando a gran voce che il suo successo si limita al vendere molti libri, ma affermando anche che egli non ha nulla a che fare con la letteratura "alta".

Chi ha ragione?

Leggendo i romanzi di Stephen King, e in particolare questo che vado a recensire oggi, io mi sono ormai convinto che, come sempre, la virtù sia nel mezzo.

"The Tommyknockers", in Italia pubblicato con il titolo "Le creature del buio", è stato pubblicato per la prima volta nel 1987 e, tra i romanzi del maestro dell'Horror moderno, è uno di quelli che più si accosta alla fantascienza. Tutto inizia quando la scrittrice Roberta Anderson inciampa in un oggetto dietro casa. Decide di dissotterrarlo, pertanto comincia a scavare, e nel giro di qualche tempo si rende conto che l'oggetto in realtà è un'enorme astronave seppellita da milioni di anni. Con l'aumentare della sezione di UFO disseppellita, aumentano anche gli eventi strani. Sembra infatti che la nave extraterrestre rilasci nell'aria una qualche sostanza che va a incidere sugli esseri umani, rendendoli sempre più simili agli alieni, ma compromettendo anche le loro normali capacità terrestri. Con il passare delle settimane l'intera cittadina di Haven si trasformerà in un borgo di squilibrati dotati di un'intelligenza senza pari.

Questa in breve la trama. Evito di dare troppe informazioni, poiché romanzi di questo genere vanno letti soprattutto per la trama, e dunque eventuali spoiler vi rovinerebbero la lettura.

Torniamo dunque al discorso iniziale. I romanzi di King hanno qualcosa in più rispetto a un normale romanzo commerciale?

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Io rispondo di sì, ma aggiungo anche che questo "di più" non è presente in quantità tali da far diventare queste opere dei libri da Nobel. Molto semplicemente ritengo che King sia il perfetto esempio contemporaneo di quel tipo di autori che nel corso del tempo si sono tenuti precisamente a metà tra i due poli, autori come Asimov, Lovecraft o Ursula Le Guin.

Se infatti da una parte King non può essere accostato a Hemingway, e nemmeno a Orwell o Poe, al tempo stesso i suoi romanzi hanno un valore che si distacca nettamente da quelli dei suoi colleghi contemporanei come Dan Brown o Clive Cussler.

In "The Tommyknockers" questa sua natura di autore a metà tra i due estremi risalta in modo lampante. Da una parte abbiamo una trama avvincente che rapisce il lettore sino all'ultima pagina, ma che di per sé non è destinata a entrare nei manuali di letteratura; dall'altra abbiamo un approfondimento dei personaggi davvero interessante, che va a definire le situazioni in uno stile apprezzabile sotto ogni punto di vista.

Stephen King - Immagine rilasciata sotto licenza  Creative Commons Attribution 2.0 Generic, fonte Wikimedia Commons, utente GeeJo

Stephen King.

I personaggi di King non sono mai quelle piatte silhouette "alla Dan Brown" che, prive di ogni capacità emotiva, subiscono gli eventi (ad esempio: qualcuno ha idea di quale sia il carattere di Robert Langdon nei libri di Brown?). Essi (i personaggi di King) sono invece vivissimi e il lettore è molto più interessato alle loro sorti, che al mistero in sé.

In effetti, curioso è il fatto che i capitoli del romanzo più slegati dalla trama siano proprio quelli meglio riusciti sotto il punto di vista letterario e stilistico. Tutta la parte in cui Jim Gardener (amico della Anderson e vero protagonista del libro) non ha ancora appreso della strana sorte toccata alla donna e si destreggia in improbabili incontri letterari e dispute con difensori dell'energia nucleare, brilla in modo rilevante sugli eventi legati al ritrovamento dell'astronave che, pur essendo avvincenti, tendono invece ad appiattirsi su uno stile molto più comune.

Oppure un'altra parte deliziosa è quella in cui gli abitanti di Haven cominciano a subire l'influenza dell'astronave dissotterrata, perciò iniziano a sentire voci e ad avere strani comportamenti. Qui si susseguono una serie di racconti abbastanza distaccati dal flusso narrativo principale, ma che riempiono il lettore di un piacere di lettura difficilmente ritrovabile nel resto del libro. In particolare, è geniale il punto in cui 'Becka Paulson, tranquilla casalinga moglie di un postino, sentendo voci nella propria testa, si convince che il ritratto di Gesù sopra il televisore le stia parlando. Trenta pagine poco legate alla vera trama, ma davvero ottime sotto il punto di vista letterario.

Per non parlare poi della capacità dell'autore di rendere realistico ancora oggi un racconto sui dischi volanti. King, ben cosciente che di dischi volanti ormai ne abbiamo visti di tutti i tipi e che perciò in un libro di fantascienza odorano subito di stantio, rovescia a proprio favore questo elemento, facendo notare in più di un'occasione agli stessi personaggi che al giorno d'oggi in una storia di dischi volanti non ci crederebbe più nessuno. Risolve così magistralmente il problema, facendo provare ai personaggi stessi lo scetticismo che potremmo provare noi.

In conclusione avrete ormai capito il mio personale punto di vista su questo libro e in generale su questo autore. Ritengo profondamente ingiuste le accuse di chi sostiene che King sia solo uno scribacchino "da vendita", ma al tempo stesso non mi trovo neanche d'accordo con chi lo celebra come un enorme genio della letteratura. Egli, a parer mio, è un gigantesco talento della letteratura di genere, con tutti i pregi e i limiti determinati da tale definizione.

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