Vita e fatiche di un illustratore di narrativa fantastica

a cura della redazione di Letture Fantastiche

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Letture Fantastiche intervista Lorenzo Daddi, illustratore della casa editrice Eterea Comics & Books, specializzata in narrativa fantastica, reduce dalla sua ultima fatica, l'illustrazione del romanzo science fantasy "Gli Dei del Pozzo" di Gianluca Turconi.

I Pelle-di-Lupo, illustrazione di Lorenzo Daddi realizzata per il romanzo science fantasy "Gli Dei del Pozzo" di Gianluca Turconi

Letture Fantastiche: Lorenzo, vorresti dare agli utenti del nostro sito qualche informazione introduttiva su di te e sulla tua vita, per una presentazione anche informale, se preferisci?

Lorenzo Daddi: Salve, mi chiamo Lorenzo Daddi, sono castano, di sesso maschile, fumo la pipa, sono sedentario e ultimamente ho intrapreso il cammino spirituale verso l'obesità. Faccio parte della sezione che cura la grafica delle edizioni di Eterea Comics & Books, e questa è sostanzialmente la storia della mia vita da quando abbiamo avviato la casa editrice perché, vi dirò, ormai questo lavoro mi occupa la maggior parte della giornata.

Dopo questa presentazione personale, parliamo anche del tuo background professionale. Non si diventa illustratori di narrativa per caso... Oppure sì? Spiegaci il tuo cammino da artista e come sei arrivato a impegnarti in questo lavoro.

Metto subito avanti le mani dicendo che prima di arrivare a Eterea non avevo mai lavorato veramente come illustratore. Assieme ad altri membri del gruppo ho studiato in quello che una volta veniva chiamato Istituto Statale d'Arte. Poco dopo che ebbi finito gli studi specialistici, questo indirizzo venne cancellato dalla Riforma dell'istruzione del 2009 e quindi faccio effettivamente parte di una branchia sociale con un diploma in via di estinzione. Una sorta di "dodo" diciamo, anche la pancia è più o meno quella. Ma son dettagli...

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Comunque sia, a forgiarmi è stata principalmente la passione per il fumetto, ed è da li che ho cominciato, poi la fortuna di aver potuto lavorare in una fantastica azienda che si occupava di effetti speciali per parchi divertimento e per il cinema, aver conosciuto molti professionisti fiorentini nel campo del teatro, grazie ai quali appresi come progettare e comporre una scenografica, che vi parrà strano ma non è molto differente dal comporre una tavola illustrata. Nel frattempo con Pietro Schioppetto, che sarebbe diventato poi redattore di Eterea, disegnai una breve serie webcomic, ormai persa nel nulla credo. Poco dopo Pietro scrisse Over the Game, un fumetto inizialmente destinato al formato cartaceo che dopo un anno sarebbe divenuto il nostro primo eComic sperimentale e la prima pubblicazione di Eterea Comics & Books assieme a una raccolta di racconti di un nostro amico autore itinerante, Percorrenze di Massimo Rossi. Quest'ultimo libro è stato il primo di molti che ho avuto il piacere di illustrare.

Un disegnatore, come pure un artista delle arti figurative in generale, solitamente esprime nella propria opera un proprio sentimento o una visione artistica che gli appartiene totalmente. Com'è invece per un illustratore interpretare visivamente l'immaginario di un'altra persona, nello specifico un testo di un autore di narrativa? Quali difficoltà o vantaggi ci sono per l'illustratore?

Khalil ibn Mahzuf, il mercante arabo de "Gli Dei del Pozzo" illustrato da Lorenzo Daddi

Vantaggi pochi, difficoltà parecchie, ma non facciamo i melodrammatici, è così per tutti i lavori in fin dei conti. Nel nostro caso c'è da accontentare la linea editoriale, che deve essere concordata con la redazione, e ovviamente avere un certo rispetto per l'opinione dell'autore. Sembra semplice detta così, ma teniamo conto che, come io ho il mio orgoglio artistico, anche lo scrittore ovviamente ci tiene che il lavoro di grafica venga fatto in una maniera che rispetti la propria visione del mondo che si andrà ad illustrare, del resto lo ha creato lui. A questo aggiungi l'opinione della redazione alla quale bene o male bisogna prestare orecchio e ti sembrerà di dover incastrare forme quadrate in buchi rotondi.

Quando si parla di un illustratore in una casa editrice spesso, nell'immaginario collettivo, si pensa a un artista solitario, che svolge un lavoro autonomo in piena libertà. E' proprio così o ci sono gruppi di lavoro che forniscono diverse competenze per un risultato finale comune?

Sinceramente... sarò cinico (ed in effetti lo sono) ma questa visione ideale e idilliaca dell'artista nel suo studio libero di creare avvolto nella grazia e nella quiete, nella mia testa è morta ormai lustri or sono, esattamente come il sopracitato dodo. La catena alla caviglia esiste per tutti e per alcuni è più corta che per altri. E credetemi quella catena sta bene dove sta.

Spesso, specialmente con Eterea, si lavora in gruppo aperto, ci si deve tenere in contatto con la persona che gestisce l'impaginazione e la grafica promozionale, ci si deve tenere in contatto con la redazione, ci si deve tenere in contatto con l'autore, anche se non troppo perché ogni settore che lavora a quel libro deve sapere al meglio a che punto è ogni lavoro e le informazioni devono girare il prima possibile.

Ognuna di queste persone gestisce una parte del lavoro legato al libro e ognuna condiziona nel bene o nel male il lavoro dell'altra. La mia libertà creativa come individuo (e questo non vale solo per me ovviamente) esiste fino a un certo punto, questo per il semplice fatto che ogni edizione che esce dalle nostre mani per poi finire sul vostro comodino è un lavoro di squadra.

Ogni autore, specialmente di narrativa fantastica, ha un approccio particolare alla propria opera, della serie "ogni scarrafone è bello a mamma soja", per dirla con Pino Daniele. In base alla tua esperienza come illustratore, siamo di fronte a una leggenda metropolitana oppure, davvero, toccare la creatura di un autore di narrativa, anche attraverso la sua rappresentazione figurativa, può provocare bei mal di testa e ritardi nel lavoro editoriale?

No, no, è verissimo, ed è una cosa perfettamente normale che l'autore si senta attaccato alla propria creatura. La citazione è azzeccata perché tu come autore vivi la tua opera come prodotto del tuo ingegno, del tuo tempo e della tua fatica, in pratica una parte di te e in quanto tale "bella".

Non voglio mentire, sicuramente un giorno potremo imbatterci in un libro che ci farà esclamare "wow, perfetto, non cambieremo una virgola" ma quel giorno per noi non è ancora arrivato. Questo non perché la redazione è composta da perfidi, pignoli ragionieri della narrativa di genere, ma perché per un artista è molto complesso essere obbiettivo di fronte al proprio lavoro. E questo vale per chiunque, anche per noi.

I Wihten, voraci demoni della mitologia sassone

Fino a ora abbiamo parlato di te come illustratore senza accennare appieno al fatto che in questo momento, dal punto di vista lavorativo, ti stai occupando principalmente di opere destinate al mercato dei supporti digitali. Anche se ormai sono molti anni che il software per la manipolazione delle immagini è entrato nella vita degli artisti, ci puoi raccontare il tuo approccio all'arte digitale?

Premetto che Eterea è stata probabilmente la prima casa editrice italiana a sviluppare l'idea di una linea di fumetti e libri rivolta esclusivamente al pubblico di lettori e lettrici di libri digitali, portiamo continuamente avanti progetti e concorsi per scrittori, soprattutto esordienti, e cerchiamo di offrire edizioni di qualità in questo campo solitamente ignorato e bistrattato. Ora non voglio addentrarmi troppo nell'argomento del rapporto tra editoria classica e digitale altrimenti si farebbe notte notte, questo genere di discorsi andrebbero trattati molto più approfonditamente e delicatamente.

Per quanto riguarda invece la parte figurativa, il discorso non cambia molto per noi illustratori o fumettisti, se non contiamo le restrizioni derivanti dai formati piccoli degli schermi sui quali il libro viene infine letto. La "pittura digitale" viene usata da anni con risultati spesso meravigliosi e irraggiungibili con un pennello, soprattutto nell'illustrazione fantasy, per non parlare del mondo del fumetto e ovviamente dell'animazione. Oramai la tavoletta grafica è uno strumento come la china, il pennello, la gomma, la matita, e anche se sono sempre stato un tipo retrò attaccato alla china, ai pennellacci smandrappati e alla tempera su legno, spessissimo mi ritrovo a dover fare gli sketch o i definitivi in digitale, più per comodità che altro.

La tua ultima fatica lavorativa è stata illustrare il romanzo science fantasy "Gli Dei del Pozzo" di Gianluca Turconi, edito da Eterea Books & Comics. Com'è stato collaborare con questo autore? Faticoso? Vogliamo tutta la verità. ;-)

Sinceramente? Una pacchia. Da parte sua c'è da dire che è stato molto collaborativo e si è subito visto che aveva avuto altre esperienze di pubblicazioni, ho avuto la possibilità di tenere i contatti con lui direttamente e ciò è stato di grande aiuto per la riuscita del progetto. Inoltre si è dimostrato molto disponibile ed entusiasta ed ha collaborato attivamente alla campagna promozionale offrendo un aiuto indispensabile.

E per il tuo futuro come illustratore, su quali opere hai già messo le mani? Novità in arrivo?

Al momento sono al lavoro per mandare in impaginazione altri due volumi, uno dei quali ha un progetto di promozione molto complesso da terminare entro la metà di ottobre che impiega quasi tutto il nostro tempo... ed è per questo che alcune mie risposte sono molto brevi... tipo questa.

Sempre parlando di futuro, questa volta a livello individuale, hai progetti indipendenti dal tuo lavoro come illustratore che vorresti condividere?

Beh, spero un giorno di poter ricominciare a fare fumetto e di poter continuare a lavorare con Eterea per molto ancora, è un progetto giovane e quindi necessita di grandi sforzi per essere portato avanti. Per il momento siamo felici di poter fare un lavoro che ci porta a conoscere molti giovani e meno giovani con la nostra stessa passione e in generale siamo felici di poter fare un lavoro che ci piace.

Astrid Arnberg, la protagonista femminile de "Gli Dei del Pozzo", rappresentata da Lorenzo Daddi

Prima di concludere questa nostra breve chiacchierata, parlando in piena sincerità, se tu avessi l'opportunità di riscrivere una parte del tuo passato, ci puoi dire cosa ripeteresti sempre e comunque e invece cosa preferiresti evitare quanto la peste della tua vita professionale trascorsa?

Non cambierei niente, ma più per pigrizia.

Ringraziandoti per il tempo che ci hai dedicato, vorresti farci un'ultima confidenza? Esiste qualcosa che il tuo lavoro come illustratore ti ha permesso di fare e che altrimenti non avresti mai pensato di poter realizzare? Se dovessi rispondere "questa intervista", ci renderesti enormemente fieri, nel nostro piccolo, ma come già sai, vogliamo solo la verità, nient'altro che la verità. Quindi?

Sicuramente per tutti noi un traguardo è stato il progetto Eterea stesso che rappresentava un salto nel buio, soprattutto in un paese dove se apri un'attività ti costringono a girare "rasente ai muri" come si dice qui da me. In aggiunta, l'aver incontrato tantissimi tizi assurdi nell'ambiente dell'editoria indipendente. Magari ci si immagini l'editore tipo dietro la scrivania in noce mentre fuma la pipa e invece vi giuro che alla fine del Salone del libro di Torino mi sono trovato a inscenare una partita di curling su linoleum con un signore pseudovegetariano simpaticissimo, mentre c'era un ragazzo brasiliano che suonava uno strumento che pareva un ukulele, ma che un ukulele non era. Roba che se me l'avessero detto un anno fa...

Poi non è per fare il romantico, a me fare il romantico riesce più o meno quanto un tuffo con avvitamento riesca a un quadriplegico sbronzo, ma ovviamente ci sono le cose serie. Il piacere di vedere che il tuo lavoro viene apprezzato, il piacere di poter far parte di un grande progetto come quello che stiamo portando avanti come Eterea, il piacere di poter dire a un ragazzo che aspira a vedere il proprio libro in vendita "il tuo libro ci è piaciuto e vorremmo farlo arrivare sugli store".

E ovviamente il piacere di poter rispondere a questa intervista e a tante altre in futuro. ;-)

(Le illustrazioni presenti in questa pagina sono state scelte dall'ampio contenuto figurativo realizzato da Lorenzo Daddi per il romanzo science fantasy "Gli Dei del Pozzo" di Gianluca Turconi, edito da Eterea Comics & Books.)

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