1984 - Analisi del romanzo di George Orwell

a cura di John Bowen

traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Immaginiamo di essere nel Senato dell'Università di Londra. È un'enorme torre degli anni '30 del XX secolo che domina il paesaggio esterno e Orwell vi era interessato, la sua prima moglie Eileen vi lavorava e durante la Seconda Guerra Mondiale fu il quartier generale del Ministero dell'Informazione che controllava la stampa, la propaganda e la censura. Somiglia parecchio al Ministero della Verità presente nel romanzo. Ed egli vide questo edificio ergersi orgoglioso sopra il resto del paesaggio, ogni giorno. Naturalmente, quel paesaggio negli anni quaranta del secondo dopoguerra era abbastanza decadente. Era pieno di edifici bombardati, pieno di povertà, era il mondo di una nazione quasi in bancarotta e Orwell viveva in questa devastazione presente attorno a sé e che influenzò notevolmente il contenuto del romanzo. Era un mondo di deprivazione, di razionamento, di fetore. Questo è il mondo che Orwell volle rappresentare ed è anche in parte di fantasia, sebbene basato pesantemente sulla Londra degli anni quaranta.

Il palazzo del Senato dell'Università di Londra - Immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic, autore Steve Cadman, fonte Flickr/Wikimedia Commons

Il palazzo del Senato dell'Università di Londra che ispirò Orwell per il Ministero della Verità in 1984.

Un romanzo sulla scrittura

Quindi Winston, il protagonista di "1984", lavora al Ministero della Verità e si occupa di revisionare il passato. Se un cambiamento politico ha avuto luogo, tutti i vecchi giornali sono inviati a Winston e lui riscrive il passato in modo che si adatti ordinatamente a qualunque sia la verità del presente. E il processo di continua alterazione non era applicato solamente ai giornali, ma anche ai libri, ai periodici, ai saggi, ai poster, ai volantini, ai film, alle canzoni, ai cartoni animati, alle fotografie e a qualunque tipo di letteratura o documentazione che potesse plausibilmente avere un significato politico e ideologico.

Anche Giulia è una scrittrice, lavora nel reparto narrativo, ma è anche un ingegnere. La narrativa non è scritta da persone, bensì dalle macchine e lei è proprio l'ingegnere che lavora sulle macchine da scrivere dedicate alla narrativa. Perciò l'intero romanzo è percorso dalla relazione tra verità e finzione, se possa esistere la verità o se la finzione la sostituirà sempre, e Winston tende a mantenere viva la possibilità che la verità possa esistere, sebbene il suo lavoro consista nel distruggerla.

In definitiva "1984" è un romanzo sulla scrittura di romanzi, tanto che Winston da una parte non sembra una figura molto importante, ma dall'altra lo è, in qualche modo è un romanziere egli stesso, un po' come Orwell. Egli si specializza nell'inventare cose, nel modificare il passato, nel riscriverlo. E quando noi leggiamo del lavoro di Winston, comprendiamo quanto importante sia la scrittura per l'intera storia.

Amore e odio

Fondamentalmente tutti i sentimenti nel libro sembrano contraddittori. Quando Winston pensa a Julia, la ragazza di cui è innamorato, la odia, ci dice che la vuole trafiggere di frecce come San Sebastiano o colpirla con un manganello di gomma. È come se amore e odio fossero insperabili in questo libro. Ed è altrettanto vero per i sentimenti di Winston nei confronti di O'Brien che lo torturerà alla fine del libro e per il quale lui prova una qualche sorta di amore. È vero anche per i suoi sentimenti politici, su scala più grande, nei confronti del Grande Fratello. Nel finale del romanzo, Winston dice di amare il Grande Fratello, ma per la maggior parte del libro l'ha odiato o si è mosso da un sentimento all'altro o ha trovato inseparabili odio e amore. E in verità gli slogan politici dello stato in cui vive, Oceania, sono essi stessi radicalmente contraddittori, la guerra è pace, questi due elementi si contraddicono l'un l'altro, eppure in qualche modo quello slogan è la verità di quella società. Quindi si tratta di un romanzo pieno di sentimenti personali profondamente ambivalenti. Winston si sente ambivalente verso sua madre, verso la sua memoria, verso il Partito, verso praticamente tutti coloro che incontra, verso i quali prova disgusto e ribrezzo da una parte, ma anche umiliante sottomissione e attaccamento passionale dall'altra.

Un continuo presente

In questo mondo in cui il Partito vuole controllare ogni cosa, soprattutto il tempo, tanto che la vita di Winston è piena di memorie e di suoi frammenti, egli tenta sempre di recuperare cose dal passato. E una volta incontrata Giulia, egli diviene pieno di desiderio e di speranza per un futuro diverso, per un altro genere di vita, ma il Partito vuole distruggere quella speranza e farlo vivere come fa vivere tutti, in una specie di eterno presente, in cui non può esserci neppure il pensiero di un'alternativa possibile, nel futuro o nel passato.

Si comprende così che il tempo è al centro di una lotta politica nel libro. Winston spende molto tempo tentando di scoprire com'era il mondo del passato, gli piacciono gli oggetti di quel passato, come il bel libro che trova all'inizio o come il fermacarte di vetro che sembra essere un frammento di un mondo perduto. Arriva al punto di parlare coi proletari e prova a scoprire, tramite un uomo anziano, come fosse veramente il mondo prima che il Partito lo dominasse. E naturalmente, man mano che procede il romanzo, egli è riportato gradualmente all'eterno presente, la sua memoria e il suo desiderio sono eliminati da ciò che diviene allora l'immagine che il romanzo ci lascia, il segno di uno stivale impresso per sempre su un viso, un continuo presente di oppressione e dolore.

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Alla ricerca della verità oggettiva

Nel libro, Orwell si preoccupa molto dei fatti e della verità, e si sforza di evidenziare cosa sia fattualmente vero, giungendo a determinare che si tratta della differenza tra il fatto che due più due faccia quattro e ciò che si è forzati a credere, cioè che due più due faccia cinque. Nonostante questa preoccupazione per l'oggettività e la verità, il romanzo è pieno di diversi stati di consapevolezza, è pieno di sogni, memorie o memorie parziali, di strani stati a cui Winston giunge quando viene torturato, di una simultanea consapevolezza e inconsapevolezza delle cose. Come nei sogni, ne siamo coscienti e in qualche modo non ne siamo sicuri. È reale oppure no? E infatti alcuni dei sogni finiscono per essere profetici in questo libro.

Ciò che il Partito vuole fare, è cambiare il modo in cui le persone pensano, cosicché sia impossibile avere un pensiero critico, tanto da inventarsi un intero linguaggio, chiamato Newspeak, nel quale alcuni tipi di pensiero particolarmente critico sono impossibili. Ed è pieno di strane parole, il cui scopo finale è distruggere completamente il pensiero critico, in modo che il popolo non possa concepire un mondo diverso da quello in cui vive. E gradualmente si può vedere, quando Winston quasi impazzisce verso la fine del libro, che la sua abilità di pensare criticamente diviene impossibile. Viene completamente sopraffatto da modi di pensare e parlare che non gli consentono di immaginare altro se non la verità che gli dice il Partito.

Gli inquietanti slogan del Partito in "1984" di George Orwell

Gli inquietanti slogan del Partito in "1984" di George Orwell: Guerra è Pace, Libertà è Schiavitù, Ignoranza è Forza.

L'interpretazione del romanzo

Questo è un romanzo che già dal titolo, 1984, si posiziona storicamente, ma è molto interessante vedere come le sue interpretazioni siano cambiate nel corso degli anni. Per esempio, negli anni cinquanta era letto come un testo sulla Guerra Fredda, una critica dell'Unione Sovietica e un elogio del sistema della libera impresa capitalistica. Personalmente ritengo che ora questa interpretazione non regga più. Oceania infatti è un luogo occidentale, essa è essenzialmente l'America più il Regno Unito, ora divenuto Airstrip One. Usano i dollari, la Gran Bretagna è subordinata agli Stati Uniti, diventati un altro di quei terrificanti imperi globali. Penso infatti che l'interpretazione del libro cambi radicalmente col passare del tempo; sembra differente durante la Guerra in Vietnam, dopo i fatti di Guantanamo, dopo quasi ogni evento politico.

Ma appare differente anche a causa delle scoperte tecnologiche che ci sono state. Infatti nello scritto di Orwell in pratica non esiste la televisione, c'erano stati solo esperimenti iniziali negli anni trenta, ma l'idea di uno schermo piatto a due vie presente in ogni stanza della casa attraverso il quale si potesse comunicare in entrambe le direzioni, be', allora sembrava pura fantasia, ma oggi appare molto più realistico nell'era digitale. E l'idea che si potesse continuamente modificare le cose, che il passato potesse essere eliminato e velocemente corretto, e trasformato in qualcosa di completamente differente da ciò che era prima, in pratica il lavoro di Winston, ora appare una possibilità molto più reale nell'era di Internet.

Sessualità e libertà

1984 è chiaramente un romanzo che si occupa profondamente di politica e più in generale di società, ma al suo interno si trova anche un'importante storia d'amore tra Winston e Giulia che è molto strana. In verità l'intero rapporto del romanzo con la sessualità è spesso perversamente strano. Sappiamo che il primo matrimonio di Winston fu infelice, in quanto sua moglie chiamava far sesso "Il nostro Dovere verso il Partito". Anche la sua relazione con Giulia è molto differente dalla normalità, dato che gli invia all'improvviso un appunto che gli dice "Ti amo". Ma i pensieri di Winston verso di lei prima di allora erano stati molto violenti, voleva colpirla con un manganello di gomma. Così pare che sessualità e violenza siano profondamente legati nel libro. Da una parte costituiscono un mondo di libertà, di fuga. Ciò che Winston ama di Julia è che lei possiede una libertà sessuale che lui non ha mai visto altrove e che il Partito non approva. Ma allo stesso tempo la sua relazione con le donne nel libro appare spesso profondamente misogina e alla fine sembra quasi meno importante della sua relazione con O'Brien. Risulta un romanzo molto strano per quel che riguarda il modo in cui perversione, libertà ed erotismo sono legati tra loro in maniera complessa.

Ma non è solo Winston che ha una strana relazione con la sessualità, è lo stesso Partito che l'ha, il Partito che la vuole eliminare, tanto che per esempio Julia è membro della Junior Anti Sex League e indossa una fascia rossa. In particolare, il Partito non vuole eliminare l'amore, ma specificamente l'erotismo, così da far apparire in qualche modo che dentro la sessualità ci sia qualcosa di sconfinato e libero. E in questo Orwell somiglia a un autore come D. H. Lawrence nel senso che da qualche parte nella libertà sessuale esiste qualcosa che può resistere a qualsiasi tipo di potere totalitario. Infatti a un certo punto Winston dice a Julia, "Sei solo una ribelle dalla vita in in giù", indicando implicitamente un suo limite, ma anche ammirazione per quel mezzo di resistenza, per quel qualcosa che esiste tanto a fondo dentro di lei e che il partito vuole controllare.

Il blocco di appunti di Orwell

Pochissimi manoscritti di George Orwell sono sopravvissuti. Per fortuna, alcuni manoscritti di 1984 sono giunti a noi, come il blocco di appunti datato 1943 - il romanzo uscì nel 1949 - che ci mostra come in quell'anno l'autore stesse già pensando a questo libro.

Possiamo vedere che iniziò con idee generali, come egli stesso ci dice, "La struttura generale come segue, parte prima, costituita da un sistema di menzogne organizzate su cui si fonda la società". Orwell non inizia con i personaggi, non inizia con la trama, ma inizia con idee astratte. E poi col modo in cui sono concretizzate, la falsificazione dei documenti, ecc. Avrebbe quasi potuto essere un trattato politico o un saggio di qualche tipo alla cui scrittura Orwell si sarebbe dedicato. Ma poi l'autore passa al soggettivo, all'incubo causato dalla scomparsa della verità oggettiva e questo è qualcosa di talmente profondo nell'intero romanzo da farci domandare: dove possiamo trovare la verità? È nella memoria, nei documenti? E se non sono affidabili, dove altro potrebbe esistere? Nella leadership, nella fede nel capo, ecc, viene indicato nel taccuino. E alla fine dell'elenco, viene indicata la solitudine dello scrittore, il suo sentimento di essere l'ultimo uomo. In effetti, L'ultimo uomo in Europa fu uno dei possibili titoli del libro - preso in prestito da The Last Man di Mary Shelley, autrice di Frankenstein - per indicare che Winston era fondamentalmente diverso, l'ultima persona con un tipo di memoria umana di com'era il passato.

Notizie sull'autore

John Bowen è professore di letteratura del XIX secolo alla University of York. La sua area di ricerca principale è la narrativa del XIX secolo, in particolare l'opera di Charles Dickens, ma ha anche scritto a proposito della narrativa e poesia moderna, come pure saggi sulla letteratura teorica.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © John Bowen. Traduzione italiana © 2017, Gianluca Turconi.

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