Gli angeli nel Nuovo Testamento, le gerarchie angeliche, gli angeli caduti e Satana

di Gianluca Turconi

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La figura degli angeli nel Nuovo Testamento è stata oggetto di una lunga evoluzione culturale e teologica che ha portato alla creazione delle gerarchie angeliche attuali e alla "scoperta" degli angeli caduti o ribelli, come Satana.

Gli angeli nel passaggio al Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento gli angeli non sono soltanto messaggeri, ma anche guerrieri, come il qui rappresentato Michele, e ribelli, come Satana, immagine in pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons, utente Prosfilaes

Nel Nuovo Testamento gli angeli non sono soltanto messaggeri, ma anche guerrieri, come il qui rappresentato Michele, e ribelli, come Satana.

Durante il periodo tra il 100 a.C. e il 200 d.C, gli angeli cominciarono a essere chiamati per nome, caratterizzandosi e distinguendosi uno dall'altro. Ne nacquero così storie e miti che li vedevano protagonisti di imprese epiche. Per esempio, Michele rovesciò montagne, mentre Atafiel riuscì a impedire al cielo di cadere, semplicemente sorreggendolo con tre dita. Vi furono anche delle oggettivazioni di questi stessi esseri con collegamenti a passaggi biblici: sempre Michele divenne il rovo infuocato di cui si parla nella storia di Mosè e Metatron il suo vincastro. Questa mitologia angelica fu esclusa con decisione dal canone biblico. Fu invece incluso il libro dell'Apocalisse di San Giovanni che è pieno di riferimenti agli angeli.

Al tempo della stesura definitiva del Nuovo Testamento (all'incirca tra l'80 e il 200 d.C.), risulta quindi evidente come gli angeli fossero ormai caratterizzati da proprie specificità e individualità, tanto da divenire onnipresenti nel testo base della Cristianità: un angelo salva Pietro dalla prigione, un altro annuncia a Maria la gravidanza divina, un terzo conforta Gesù dopo la tentazione di Satana, un altro ancora sposta l'enorme pietra che chiudeva il Santo Sepolcro dopo la morte in croce del Cristo.

La Chiesa Cristiana dei primi secoli ebbe però molte difficoltà nel trattare la questione degli angeli, poiché la fede in essi era particolarmente diffusa, come quelle nei Santi, tra la popolazione contadina, ancora molto legata al politeismo difficile da sradicare. Già San Paolo in Lettera ai Colossesi 2:18 afferma che "Nessuno v'impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli...". Teologi successivi, come Eusebio, condannarono più apertamente la pratica dell'adorazione degli angeli, tanto che il Concilio di Laodicea del 363 d.C. arrivò a definirla come idolatria.

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Che vi fossero comunque due correnti ben distinte all'interno della Chiesa in merito agli angeli è facile intuirlo dal fatto che solo pochi anni dopo quella condanna ufficiale, Sant'Ambrogio desse il proprio permesso all'adorazione degli angeli, come cosa buona e giusta. Data l'enorme diffusione di questa fede nelle fasce più umili della popolazione, era davvero impossibile poterla contrastare efficacemente, tanto che, rifacendosi al più classico dei "se non riesci a batterli, unisciti a loro", il secondo Concilio di Nicea (787 d.C.) dovette sovvertire quando dichiarato a Laodicea approvando formalmente la fede negli esseri angelici.

Le gerarchie degli angeli

Sebbene vi siano stati in ambito culturale e religioso diverse evoluzioni del concetto di angeli, su un punto le diverse fonti sono spesso concordi: il loro numero, tanto enorme da definirli eserciti o legioni. Nella Bibbia, sia Daniele 7:11 sia Apocalisse 5:11 parlano di "migliaia di migliaia".

Dato il numero elevato e l'organizzazione "militare" degli angeli, non stupisce che si sia presto pensato a gerarchie che li ordinassero per importanza o, almeno, per diversità. Tanto Sant'Ambrogio quanto San Gerolamo ne proposero una propria, ma si dovette attendere il V secolo dopo Cristo, con l'autore denominato pseudo-Dionigi l'Areopagita, per vedere nascere la gerarchia che è alla base dell'organizzazione angelica giunta fino ai giorni nostri.

L'autore è definito "pseudo", perché il vero Dionigi l'Areopagita fu un filosofo greco del I secolo d.C. convertito al Cristianesimo, come si può leggere in Atti degli Apostoli 17:34, e il suo nome fu utilizzato come pseudonimo dall'anonimo autore del V secolo. Lo pseudo-Dionigi descrisse nel suo libro dedicato agli angeli 9 ordini angelici, in tre cori di tre ordini ciascuno, nonostante altre fonti richiamino numeri diversi, da 7 a 12, mischiando anche gli ordini e creandone di nuovi. Tale diversità teorica comportò notevoli dispute e divisioni in diverse scuole di pensiero, secondo l'approccio adottato dagli studiosi e teologi.

La divisione in gerarchie non rispecchia solo una visione militare degli angeli, ma essendosi evoluta in ambito medievale, era una normale espressione dell'ordine sociale feudale, dove un Signore supremo (re/Dio) aveva un elevato numero di sottoposti (feudatari/angeli) che si occupavano del governo e dei rapporti diretti con gli Uomini.

L'accettazione da parte di Tommaso d'Aquino dell'ordine ipotizzato dallo pseudo-Dionigi comportò l'aggiunta di tutta l'autorevolezza dell'Aquinate alla divisione così indicata:

Serafini

Sono gli angeli più vicini a Dio, in quanto ne circondano il trono. Sono citati per la prima volta nella Bibbia in Isaia 6:2, dove vengono descritti così: "ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava." I serafini sono spesso definiti come angeli d'amore e caratterizzati dalla luce e dal fuoco. Non vi è loro menzione nell'ambito del Nuovo Testamento.

Cherubini

Cicciottelli, fanciulleschi e con piccole ali, i Cherubini dell'arte barocca e rococò hanno contribuito a stravolgere la loro iniziale rappresentazione, metà animale e metà umana, più simile alla Sfinge, fonte Wikimedia Commons, utente Magnus Manske

Cicciottelli, fanciulleschi e con piccole ali, i Cherubini dell'arte barocca e rococò hanno contribuito a stravolgere la loro iniziale rappresentazione, metà animale e metà umana, più simile alla Sfinge.

L'arte barocca e in misura minore rococò ha contribuito alla deformazione della visione moderna dei cherubim come bambini nudi e grassocci dotati di piccole ali. Tuttavia la loro rappresentazione originale, di derivazione assira o accadica, era molto differente e decisamente più spaventosa. Somiglianti a creature fantastiche come il grifone o la sfinge, i cherubini delle origini aveano corpi di leoni o tori alati con facce umane.

Proprio con questa conformazione bestiale, essi entrarono nella tradizione cananea. Temibili Cherubini dotati di spade di fuoco furono posti all'entrata del Giardino dell'Eden in Genesi 3:22, mentre sono Cherubini anche gli angeli scolpiti in oro che furono posti sull'Arca dell'Alleanza di cui si legge nell'Esodo. Ezechiele 10:14 li descrive in questo modo: "Ogni cherubino aveva quattro sembianze: la prima quella di cherubino, la seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la quarta quella di aquila." Ben poco di angelico, quindi, secondo l'accezione moderna del termine.

Nella tradizione rabbinica ebraica, i Cherubini sono considerati i cocchieri di Dio, in quanto trasportano il suo trono, mentre nella prima tradizione musulmana, i Cherubini sarebbero nati dalle lacrime dell'arcangelo Michele versate per i peccati degli Uomini.

Troni

Sono tra gli angeli meno conosciuti e più enigmatici. Si troverebbero dinanzi al trono di Dio e in Ezechiele 1:5-9 sono descritti in una visione con le seguenti caratteristiche: "avevano sembianza umana e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé."

Secondo la tradizione, sono caratterizzati da fermezza assoluta che servirebbe loro per portare la giustizia divina sulla Terra.

Dominazioni

Questi angeli hanno un compito fondamentale e supremo, cioè regolare l'attività degli altri angeli, facendo in modo che la Gloria di Dio si manifesti. Nella religione cristiana, a capo delle Dominazioni si troverebbe l'angelo Zachariel. Egli, come le altre Dominazioni, sarebbe portatore di uno scettro, simbolo del loro potere. Si può far corrispondere questa gerarchia di angeli agli ebraici hashmallim, guidati da Hashmal.

Virtù

Sono gli equivalenti degli ebraici malakhim, messaggeri divini. Sono angeli che possono compiere miracoli sulla Terra e sono rappresentati come portatori di grazia e valore. In Matteo 18:10 si accenna a una loro funzione di angeli custodi: "Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli." Nella tradizione cristiana due degli angeli dell'Ascensione si ritengono appartenessero a questo ordine.

Potestà

Sono le forze che proteggono il mondo dall'invasione dei demoni. Secondo un'altra tesi, le Potestà sarebbero incaricate di vegliare sui demoni fino al Giorno del Giudizio, affinché non possano recare danno all'Uomo. Per San Paolo, nella sua lettera agli Efesini 6:12, questi angeli sarebbero essi stessi malvagi: "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti."

Per tale ragione si ritiene che il maggior numero di angeli ribelli contro Dio sia venuto dalle loro schiere.

Principati

Furono in principio gli angeli protettori delle nazioni e delle città, ma questo ordine ha poi perso connotati precisi divenendo molto vago. Nell'attuale tradizione si ritiene siano protettori della dottrina cristiana.

Arcangeli

Gli Arcangeli sono i messaggeri divini per antonomasia, ma la loro collocazione nei bassi ordini della gerarchia angelica è piuttosto fuorviante, in quanto gli angeli più conosciuti e potenti sono proprio definiti Arcangeli, nonostante questo termine ricorra solo due volte nella Bibbia. In Apocalisse 8:2 vengono citati sette angeli con sette trombe, generalmente ritenuti Arcangeli, basandosi anche sul libro apocrifo di Enoch che elenca proprio sette nomi di Arcangeli: Uriel, Raguel, Michele, Seraqael, Gabriele, Haniel e Raffaele. Altri libri apocrifi ne aumentano il numero fino a dodici per farli corrispondere coi segni dello zodiaco. Troviamo Arcangeli anche nella religione musulmana, sebbene ne vengano indicati solo due: Jibril (Gabriele), l'Arcangelo che portò la Rivelazione a Maometto e Mika'il (Michele), l'Arcangelo guerriero per la Fede.

Angeli

Gli angeli per così dire "normali" appartengono alla schiera più bassa della gerarchia e sono più vicini agli uomini e alle loro attività. Nella tradizione popolare si confondono spesso gli angeli primordiali, creati prima dell'uomo, con i defunti assunti in Cielo e ora al cospetto del Creatore, in una rivisitazione cristiana del culto dei morti e degli antenati.

Gli angeli caduti e Satana

La disperazione di Satana per la cacciata dal Paradiso, fonte Wikimedia Commons, utente Holger Tholking

La disperazione di Satana per la cacciata dal Paradiso.

Il Talmud ebraico contiene varie opinioni sull'origine degli angeli. Per esempio in S.A. Wertheimer, Battei Midrashot, 1 (1950), 25 si ritiene siano stati creati nel secondo o quinto giorno della Creazione. Sempre secondo la tradizione ebraica, a ogni pronunciamento di Dio corrisponderebbe la Creazione di una schiera di Angeli che, tra l'altro, parlerebbero ebraico. Potendo volare, si muoverebbero dal mondo superiore a quello degli Uomini e potrebbero predire il futuro. Avrebbero anche elementi in comuni con i demoni, in quanto sarebbero in grado di commettere errori.

Per tale ragione, gli Angeli vengono divisi in Angeli del Bene (o di Vita), i quali dimorano presso Dio, e Angeli del Male (o di Morte) che sono costretti lontani dall'essenza divina.

Tuttavia, nel Vecchio Testamento non si parla di angeli malvagi o caduti. Anche quando viene citato Satana in Giobbe 1:12, è lo stesso Dio a dirgli: "Ecco, quanto possiede [n.d.A. Giobbe] è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui.", dimostrando che il futuro angelo ribelle era ancora obbediente al suo signore.

Solo nel passaggio al Nuovo Testamento e agli scritti apocrifi che fanno da contorno, Satana, chiamato anche Samael (per alcuni fonti Samael sarebbe invece un essere distinto, l'Angelo della Morte), divenne un angelo ribelle e bandito da Dio, il Male incarnato che si oppone alla sua volontà. Nel secondo libro di Enoch, altro scritto apocrifo, egli viene etichettato come "Principe dei Demoni". In Apocalisse 12:3-9 è citato un "grande drago" che viene fatto corrispondere col "serpente antico" dell'Eden e per estensione col tentatore Satana. La corrispondenza tra il serpente e Satana è comunque una produzione degli autori medievali e non presente nella tradizione cristiana più antica. Tuttavia, tale corrispondenza piacque molto agli artisti rinascimentali e successivi che rappresentarono Satana nelle proprie opere con le sembianze di serpente o drago.

La collocazione di Satana nelle gerarchie angeliche prima della sua caduta è molto controversa, dato che lo si riteneva appartenente ai Serafini o alle Virtù, mentre Tommaso d'Aquino lo collocò tra i Cherubini. Spesso Satana è anche chiamato Lucifero a causa di questo passo scritto in Isaia 14:12 "Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli?". Tuttavia l'attribuzione è erronea, in quanto il profeta fa riferimento al re di Babilonia, come chiaramente desumibile da Isaia 14:4 "Allora intonerai questa canzone sul re di Babilonia e dirai..."

Il destino di Satana è però meno orribile di quel che generalmente si pensa. Infatti, secondo la tradizione, egli riceverà il perdono divino nel Giorno del Giudizio e potrà tornare nelle schiere angeliche da cui era stato cacciato dopo la sua Ribellione.

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