Il voodoo e i veri zombi: da una religione per gli schiavi alla magia nera

di Gianluca Turconi

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La letteratura e il cinema si sono spesso occupati del voodoo e degli zombi, creando falsi miti ed erronee convinzioni popolari che allontanano il grande pubblico dalla verità storica e sociale di fenomeni legati allo schiavismo caraibico e alla volontà di rivalsa presente in migliaia di condannati a una vita di sfruttamento e sofferenza.

Gli zombi nella cultura popolare moderna

Al giorno d'oggi abbiamo zombi in tutte le salse, nella letteratura, al cinema, nei fumetti, in televisione... Ce ne sono così tanti da domandarsi quante generazioni di esseri umani sarebbero necessarie per crearli. In aggiunta a questa considerazione spiccia, la loro grande esposizione mediatica dimostra come ormai siano divenuti un fenomeno culturale a tutti gli effetti, nonostante non siano una novità, anzi al contrario abbiano scalato i gradini del gradimento di massa già nel 1968.

E' infatti in quell'anno che uscì il film classico horror La notte dei morti viventi diretto da George Romero (titolo originale: Night of the Living Dead). In tale pellicola, i morti che non volevano restare tali avevano il vizio di volersi nutrire dei vivi e, sebbene Romero non li abbia mai chiamati zombi - in realtà voleva riferirsi ai mangiacarogne ghoul della tradizione anglo-sassone - gli spettatori utilizzarono quel nome per descrivere le creature dall'appetito particolare e si finì per non cambiarlo più.

Tuttavia, i veri zombi della tradizione più antica non solo non appartengono alla cultura popolare statunitense, essendo legati alla religione caraibica del voodoo (anche chiamato vudu, vudù o vodu), ma non sono nemmeno morti risorti in senso stretto, bensì esseri umani vivi e vegeti.

Per comprendere questo incredibile cambiamento culturale degli zombi, dobbiamo prima addentrarci in quel misto di cattolicesimo e spiritismo africano che è il voodoo.

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Risaliamo all'origine del fenomeno "voodoo"

Erzulie Dantor spirito della maternità nel voodoo - Immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported, utente Stheno88, fonte Wikimedia Commons

Erzulie Dantor (Ezili Danto), spirito della maternità nel voodoo, spesso rappresentato come una Madonna con la pelle scura o nera.

La grande isola caraibica di Hispaniola, attualmente divisa tra Haiti e la Repubblica Dominicana, nel XVI secolo era sotto la dominazione degli Spagnoli che avevano sottomesso l'originaria popolazione indigena. Dalla testimonianza del frate cappellano militare Bartolomé de Las Casas, sbarcato sull'isola insieme ai primi conquistadores, sappiamo che gli indigeni erano gente semplice e non avvezza alla guerra, divenuti fedeli e docili servi dei dominatori iberici.

Quel disperato tentativo di sopravvivere tramite la sottomissione non fu però sufficiente affinché i conquistati resistessero al terribile lavoro in cui furono impiegati nelle piantagioni di Hispaniola. Fu così che pochi decenni dopo l'invasione, la classe dirigente spagnola dovette ricercare altra manodopera a costo zero per sostituire quella andata perduta in un genocidio da sfruttamento.

La soluzione fu trovata grazie al fiorente mercato dei commercianti portoghesi del periodo, la cui merce privilegiata era una sola: gli schiavi africani.

Il cosiddetto "avorio nero" veniva rapito o comprato da altri schiavisti nelle postazioni della "Guinea", una regione dai confini indeterminati che si può far coincidere con l'intera Africa occidentale non araba, quindi dai confini dell'odierna Mauritania giù fino alla Namibia.

I cattolicissimi latifondisti spagnoli non ebbero alcun problema a servirsi di quegli schiavi per le proprie piantagioni, nonostante la schiavitù contrastasse notevolmente con il messaggio di eguaglianza assoluta diffuso da Gesù Cristo. Ciò fu facilitato dal fatto che gli schiavi erano musulmani (in minima parte) o animisti adoratori degli spiriti della natura e degli antenati.

La presenza di una tale diversità religiosa dovette toccare l'animo delle autorità ecclesiastiche che ordinarono di procedere all'educazione cattolica delle molte migliaia di uomini e donne, strappati tanto violentemente alle loro case, e alla loro necessaria conversione al Cattolicesimo. A quanto pare, la possibilità di avere schiavi cattolici, un binomio in sé oltremodo contraddittorio, non dovette sconvolgerli più di tanto.

Ciononostante, quegli "idolatri" originari dell'Africa, sebbene fossero costretti formalmente ad accettare una religione differente da quanto era stato seguito per secoli dai loro antenati, non rinunciarono facilmente a tradizioni tanto radicate, finendo col miscelare i precetti cristiani con lo spiritismo africano, per costruire quell'originale religione mista che è il voodoo.

Schiavizzati nelle piantagioni di giorno, di notte gli africani erano liberi di dare sfogo alle loro credenze, in riunioni e danze che richiamavano i loa, gli spiriti che dominavano il mondo e che li avrebbero aiutati a sconfiggere gli oppressori e a riconquistare la libertà.

Somiglianti ad angeli senz'ali, i loa sono un gradino sotto il Dio del voodoo, chiamato Bondieu (il "Buon Dio" nell'attuale francese haitiano). Quest'ultimo è una divinità disinteressata alle faccende umane che sono lasciate agli intermediari tra il mondo divino e quello terrestre, i loa appena nominati.

Gli assembramenti organizzati a fini religiosi divennero talmente pericolosi dal punto di vista del mantenimento del potere che già nel 1765 fu creata dagli Spagnoli la Prima Legione di Santo Domingo, corpo di truppe destinate alla persecuzione del voodoo e alla dispersione degli schiavi riunitisi per le danze.

Questa ulteriore persecuzione non fece altro che rafforzare la credenza degli Africani nella loro religione salvifica.

Le cerimonie religiose del voodoo

Cosa hanno di tanto speciale quelle riunioni per continuarle nonostante il rischio concreto per la proprio vita?

Esse sono svolte in luoghi particolari chiamati hounfour che si possono considerare templi, anche se non sempre sono edifici. Durante questi riti, i loa hanno la tendenza a impossessarsi dei corpi dei loro servitori, definiti in gergo "cavalli", da cui è derivata la formula linguistica "essere cavalcati dai loa".

Secondo la tradizione religiosa del voodoo, gli uomini posseggono due anime, il Gros bon ange e il Ti bon ange, il grande e piccolo angelo buono. Entrambe possono separarsi dal corpo in momenti più o meno importanti della vita, come possono essere la malattia, la follia, il sogno e la trance. Tuttavia, è proprio nel corso delle cerimonie voodoo che i loa possono sostituire il Gros bon ange di qualsiasi fedele, cavalcando il suo corpo per portare a termine incarichi di vario genere.

Cerimonia voodoo moderna ad Haiti - Immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, utente Doron, fonte Wikimedia Commons

Cerimonia voodoo moderna ad Haiti.

Durante questa possessione spiritica, gli adepti compiono gesti come camminare sui carboni ardenti, mangiare letteralmente fuoco o mettere in pratica ritorsioni contro membri del gruppo che si siano macchiati di particolari peccati, almeno secondo le testimonianze dei pochi non convertiti a cui è stato permesso di presenziare a dette cerimonie.

Secondo l'autore Claudio Corvino che ce ne parla nel suo approfondimento "Una religione per gli oppressi", risulta comunque abbastanza semplice identificare elementi di finzione in tali possessioni. Per esempio le donne possedute da Damballah sono solite vestire in abiti bianchi e si guardano bene dal rotolarsi a terra come fanno altri posseduti, per evitare di sporcarseli.

Inoltre, essere cavalcati dai loa diviene spesso una scusante per infliggere impunemente sanzioni ad altri membri della congregazione, non necessariamente peccatori.

Questa spersonificazione dell'individuo, partita come conseguenza dell'intervento dei loa, ha in seguito generato nuove credenze, in cui potenti stregoni voodoo sono capaci di separare l'anima dal corpo altrui o addirittura di infondere nuova vita nel corpo senz'anima di un cadavere, dando origine agli zombi.

Gli zombi creati dal voodoo

La parola creola zombi deriva da una divinità dell'Africa Occidentale denominata Nzambi (chiamata anche Nyambe, Nzame o Njambi) che ebbe notevole importanza nell'evoluzione religiosa di Haiti. Grazie a William Seabrook che ce lo racconta nel suo libro The Magic Island, abbiamo una descrizione dettagliata del primo "morto vivente" con cui entrò in contatto. Ecco come ce ne parla:

"Gli occhi erano il peggio. Non era la mia immaginazione. In verità erano come gli occhi di un morto, fissi, sfocati, incapaci di vedere. L'intero volto, per quel che importa, era già messo abbastanza male. Era assente, come se non ci fosse niente dietro. Sembrava non solo senza espressione, ma incapace di averne una."

E' importante sottolineare che la gran parte delle testimonianze sugli zombi del voodoo fa sempre riferimento a esseri umani vivi, privati della propria volontà che viene sostituita da quella di uno stregone.

Secondo una teoria ancora in cerca di conferma definitiva, gli zombi sarebbero vittime di una neurotossina contenuta nelle polveri di cui si servono gli accoliti del voodoo più potenti. Effettivamente sono state trovate tracce di tetrodotossina (TTX) in tali composti, come ricordato anche nel film Il serpente e l'arcobaleno, ma la potenza di questa tossina, presente nel pesce palla, supera di molto la tolleranza del fisico umano, tanto che è molto più facile morirne anche per piccole dosi che non esserne soggiogati.

Per amore di discussione, continueremo però a descrivere gli effetti della tetrodotossina sul fisico umano, abbastanza simili al comportamento degli zombi. Essa agisce sul sistema nervoso, "spegnendolo" e rallentando notevolmente la respirazione. Allo stesso tempo il corpo non reagisce ad alcuna stimolazione, sebbene i soggetti rimangano pienamente coscienti di quanto accade loro. Si è in pratica dei "morti viventi" a tutti gli effetti.

Poiché nei villaggi haitiani non vi sono strutture mediche adeguate al sostentamento di un corpo in stato vegetativo e non esiste un antidoto alla tetrodotossina, una volta che si smette di respirare, arriva la dichiarazione di morte e la successiva sepoltura.

E' a questo punto che intervengono nuovamente i bokor, gli stregoni, che disseppelliscono la loro vittima e le somministrano un estratto di qualche specie di datura, pianta che può causare gravi allucinazioni e fotofobia, cioè una spiccata intolleranza alla luce, i cui effetti solitamente non durano più di quarantotto ore.

I "morti risorti", costretti a vivere di notte in mezzo ad allucinazioni di ogni tipo, anche dopo il loro "risveglio" definitivo finirebbero così per convincersi di essere veri zombi e rimarrebbero sotto il potere del bokor.

Abbiamo già accennato alle difficoltà medico-scientifiche di accettare questa spiegazione dell'impiego della tetrodotossina, ciononostante il severo rispetto, per non dire paura, che i bokor incutono ai propri concittadini ad Haiti lascia molte domande senza risposta.

Si racconta che gli stregoni possano imprigionare le anime degli zombi in giare di terracotta e si hanno notizie di compravendite di tali giare, sia per l'acquisizione degli zombi a cui apparterrebbero le anime catturate sia per il riscatto delle stesse da parte dei parenti degli sfortunati "non morti".

Che si tratti di suggestione collettiva o di potenti droghe somministrate a ignari esseri umani, non si può negare l'importanza economica delle attività dei bokor e il discreto numero di soggetti considerati zombi ricoverati nei manicomi haitiani, destinazione non inverosimile per coloro che siano stati esposti a neurotossine e allucinogeni per anni.

La persecuzione del voodoo e lo sfruttamento politico degli zombi

Il senso di liberazione e indipendenza ricercato dagli adepti del voodoo fu subito inviso ai dominatori coloniali di Haiti, come già ricordato, ma anche dopo le guerre di indipendenza e l'autonomia del paese a partire dal XIX secolo, le nuove classi dominanti, legate al cattolicesimo ortodosso, agirono a più riprese per estirpare questa religione mista di origini africane dall'isola caraibica.

La prima azione coordinata anti-voodoo dell'epoca moderna ebbe inizio nel 1896, quando la Chiesa Cattolica organizzò una serie di predicazioni ad Haiti e comminò a chiunque partecipasse ai riti voodoo la pena di vedersi negata l'eucarestia. Quest'ultima punizione era particolarmente grave per gli accoliti voodoo, perché secondo la tradizione non si può servire in maniera ottimale i loa se non si è anche buoni cattolici.

Nel 1941, sotto la presidenza di Elie Lescot, la Chiesa Cattolica diede inizio a una vera e propria crociata anti-voodoo con metodi che gli stessi fautori definirono violenti e poco ortodossi. A fianco dell'attività di repressione attiva dei riti e delle credenze voodoo, fu anche imposto un giuramento sul Vangelo che confermasse la propria fede cattolica.

Le attività di repressione governativa unite al rinnegamento di tradizioni secolari, toccò l'amor proprio degli intellettuali e dei governanti più moderati che spinsero il presidente Lescot a sospendere qualunque azione contro il voodoo già nel 1942.

Negozio voodoo a New Orleans - Immagine rilasciata sotto licenza  Creative Commons Attribution 2.0 Generic, utente Infrogmation, fonte Wikimedia Commons

Uno "Zombies voodoo shop" posto a fianco di una tabaccheria che vende sigari "Che Guevara" a New Orleans, negli Stati Uniti. Pare proprio che nulla si possa salvare dalla mercificazione moderna.

La ritrovata tranquillità nella comunità haitiana con tali mezzi di pressione se da una parte permise la continuazione del culto voodoo, dall'altra ne causò l'utilizzo per meri fini politici. Ciò si accentuò con l'ascesa al potere dell'etnologo e medico François Duvalier (1957-1971), meglio conosciuto come Papa Doc.

Trasformata la sua presidenza in vera e propria dittatura basata sulla negritudine, l'orgoglio di razza che traeva sostentamento anche dalla cultura e dalla religione voodoo, Papa Doc mischiò elementi della sua politica modernizzatrice con altri molto più oscuri ed equivoci che portarono un gran numero di fedeli e sacerdoti voodoo ad arruolarsi nei Tontons macoutes, la famigerata polizia segreta che con la sua spietatezza sostenne la dittatura di Duvalier.

Secondo la nutrita aneddotica alimentata dai seguaci di Papa Doc sia durante la sua vita sia dopo la morte, i Tontons macoutes sarebbero stati zombi agli ordini dello stesso Duvalier, potente bokor capace di far compiere qualunque scelleratezza ai propri "schiavi non morti". Addirittura, il Presidente avrebbe promesso di ritornare dopo la propria morte. Nonostante nessuno l'abbia più visto in giro dopo il decesso, i suoi successori al governo hanno posto una speciale guardia davanti alla sua tomba, per ogni evenienza.

Cosa è rimasto della tradizione negli "zombi" moderni?

Degli zombi tradizionali del voodoo è rimasto ben poco nella cultura popolare moderna, soprattutto cinematografica. I viventi resi schiavi da magia nera o neurotossine sono stati sostituiti da cadaveri che si nutrono di carne umana e che non ne vogliono sapere di restare morti, a causa di varie catastrofi scientifiche o mediche, principalmente virali.

Che si parli di Resident Evil, The Walking Dead o lo stesso capostipite La notte dei morti viventi, gli zombi, dichiaratamente tali o solamente assimilati a essi dal pubblico, non sono più vittime di poteri superiori per la liberazione delle quali si deve lottare, ma semplicemente un nemico apocalittico da abbattere per garantire la sopravvivenza del genere umano.

Mentre questo genere di zombi prolifera nella narrativa e nella cinematografia, sulla irrequieta isola di Hispaniola, sconvolta nel 2010 da un catastrofico terremoto con centinaia di migliaia di morti che ha spazzato via qualunque struttura statale e minacciato di dissolvere i legami sociali, i sacerdoti voodoo proseguono nei loro riti e i bokor non hanno minimamente diminuito la loro presa emozionale sulla popolazione.

Difficile dire se sia più spaventosa la finzione o la realtà.

Fonti e letture consigliate

Claudio Corvino, Una religione per gli oppressi, in Historia, numero 434, Cino del Duca Edizioni, 1994;

William Seabrook e Alexander King, The Magic Island, Paragon House Publishers, 1989;

Juliette Terzieff, Zombies & Religion: Voodoo, approfondimento per Zombie Survival Crew, keeping you safe from the shambling hordes;

Benjamin Radford, A history of real zombies, approfondimento per Discovery.com;

Tony Healy, The voodoo zombies of Haiti, approfondimento per Tony Healy Journal.

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