La politica di H.G. Wells

a cura di Matthew Taunton

traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Copertina della prima edizione de "L'isola del dottor Moreau" di H.G. Wells - Immagine in pubblico dominio - fonte Wikimedia Commons

Copertina della prima edizione de "L'isola del dottor Moreau" di H.G. Wells.

Nel corso di una lunga e rimarchevole carriera, H.G. Wells ha prodotto una gran varietà di scritti politici - opuscoli, libri politici, articoli di quotidiani e periodici - come pure romanzi e racconti. In verità, fu spesso criticato per la sua tendenza a confondere la letteratura con la libellistica politica. Virginia Woolf rimproverò influentemente Wells a causa dell'uso del romanzo come veicolo per trasmettere le sue idee politiche: "il giovane romanziere è divenuto un riformatore", scrisse, "appartenente a un gruppo di romanzieri edwardiani che, in ragione della loro insistenza sulla vocazione politica nei romanzi, ci danno un vasto senso delle cose in generale, ma uno molto vago sulle cose in particolare" (nota 1). Tuttavia, Wells fu per nulla dispiaciuto di scrivere romanzi per perseguire i suoi ideali politici e sociali, e queste idee formano un contesto vitale alla comprensione del suo lavoro.

La politica di Wells alla fine del XIX secolo

Il socialismo di Wells nel primo periodo della sua carriera comprende "l'abolizione delle divisioni di classe", ma anche "la libera competizione tra individui nella società a prescindere dalle loro origini sociali" (nota 2). Secondo lui, si dovrebbe incoraggiare l'uguaglianza di opportunità piuttosto che di risultati. Perciò la descrizione che Wells dà di se stesso come "socialista democratico", a partire dal 1886, comporta una concezione del socialismo che lo differenzia dal socialismo municipale alla maniera della Fabian Society.

Fu quasi una decade più tardi che Wells pubblicò il suo primo romanzo, La macchina del tempo, nel 1895, il primo di una serie di romanzi scientifici che gli portarono grande fama e che ritraevano un futuro disturbante per l'Umanità, molto lontano dalla società socialista che voleva. Questi romanzi indubbiamente si occupavano di idee socialiste come la crescente differenza di classe o il feroce dibattito sulla vivisezione, ne L'isola del Dottor Moreau. Ma, in maniera interessante, il momento migliore della produzione letteraria di Wells - i romanzi scientifici del 1895-1900 - coincidono col suo temporaneo ritiro dalla vita politica, come se Wells stesse tentando una forma differente di sostegno per le proprie idee.

Socialismo scientifico

Come Wells spiegò nel suo Experiment in Autobiography (1934), il suo pensiero politico fu motivato dalla consapevolezza della "incompatibilità di un grande ordine mondiale, presagito dal progresso scientifico e industriale, con le strutture sociali e politiche esistenti" (cap. 9). La domanda era: come potevano la politica e la società essere plasmate in modo che si rimettessero in pari con i progressi della scienza e della tecnologia? Come potevano le istituzioni politiche e sociali divenire più scientifiche che per Wells significava sempre più efficienti e ordinate? Questo significò cose differenti in tempi diversi per Wells: come scrisse Roslynn Haynes, "le sue idee sui mezzi migliori per applicare i principi scientifici nell'ambito del governo variarono con la fluttuazione della situazione politica mondiale... ma la sua fedeltà agli stessi ideali raramente vacillò" (nota 3). Ancora, forse la più duratura immagine della società ideale di Wells è quella espressa in Un'utopia moderna (1905), uno stato mondiale altamente regolato dove tutte le proprietà sono possedute dallo stato stesso, con parità dei sessi, ma una gerarchia di "classi della mente", governato nell'interesse di tutti dal un "Samurai" non eletto. Il biografo di Wells, Michael Sherbourne, diagnosticò "uno stato monopartitico e non democratico, in cui la verità è stabilita non tramite la discussione critica, ma attraverso fede condivisa" (nota 4).

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Per Wells, la forma politica implicita della scienza moderna era lo Stato Mondiale socialista, un "grande ordine mondiale" e - nonostante si sia certamente occupato di altre sfide chiave del suo tempo, come la campagna per il suffragio femminile drammatizzata in Ann Veronica (1909) - il suo pensiero politico puntò verso questa meta dal principio. I romanzi scientifici vi alludono, nella visione disillusa di una società divisa ne La macchina del tempo e nelle offerte di aiuto internazionale de La guerra dei mondi. Un mezzo prevalente di applicazione della scienza alla politica sociale fu l'eugenetica, la pseudoscienza che invoca la riproduzione selettiva degli esseri umani, oggi pesantemente associata ai campi di sterminio di Hitler. Wells si cimentò con le idee eugenetiche: in Anticipazioni (1902), elogiò "la nazione che più risolutamente raccolse, educò, sterilizzò e avvelenò il suo Popolo dell'Abisso" (nota 5). Ma dissentì anche dalla dura eugenetica proposta da Francis Galton e altri, sostenendo l'educazione piuttosto che la compulsione. Nella prospettiva contenuta in Un'utopia moderna, alle coppie sposate sono offerte scelte eugenetiche, invece di forzare al matrimonio dei buoni abbinamenti genetici. Tuttavia Wells sostenne la sterilizzazione dei "fallimenti" genetici, un'idea che il lettore moderno troverà probabilmente agghiacciante.

La Fabian Society

Joseph Stalin nel 1937 - immagine in pubblico dominio, fonte Wikimedia Comons, utente Michaelwuzthere

Nonostante H.G. Wells fosse un fervente socialista e avesse incontrato Lenin e Stalin,fu sempre troppo liberale per abbracciare lo Stalinismo.

I lavori futuristici di Wells dell'inizio del XX secolo - Anticipazioni (1902), Mankind in the Making (1903) e Un'utopia moderna (1905) - fecero di lui uno dei più prominenti pensatori politici del suo tempo. La Fabian Society era un gruppo si intellettuali socialisti che includeva George Bernard Shaw e Beatrice e Sidney Webb, con il quale Wells si era trovato in disaccordo negli anni ‘80 del XIX secolo. Data l'estesa fama e i suoi evidenti poteri come scrittore e comunicatore di idee socialiste, la Fabian Society fu desiderosa di avere Wells come alleato ed egli accettò un invito a unirsi alla Società nel 1903.

Il periodo della sua appartenenza fu turbolento per la Società, la cui leadership presto realizzò che Wells non poteva essere controllato. Egli criticò apertamente la Società dall'inizio e nel 1906 indirizzò ai suoi membri un saggio chiamato, senza ambiguità, "Le colpe dei Fabiani". Le critiche di Wells ritrassero la Società come un gruppo di sole chiacchiere destinato a socialisti borghesi, a cui mancava il desiderio per un vero cambiamento. Sostenne che la Società avrebbe dovuto mirare a iscrizioni di massa e riforme più radicali. La "Vecchia Guardia" della Società si preoccupò anche della reputazione di Wells per la promiscuità sessuale e per il suo accorato supporto all'amore libero. Questo non era un ritratto interamente accurato dei punti di vista di Wells, ma quest'ultimo raccomandò il sostegno economico delle madri (n.d.T. "single", come si direbbe oggi) e quando la Fabian Society rifiutò di adottarlo come propria politica, egli presentò le sue dimissioni (nota 6).

Dal Bolscevismo ai diritti umani

Politicamente, Wells è sotto alcuni aspetti una figura marcatamente tardo vittoriana. Tuttavia visse fino al 1946 e fu forzato ad adattare le sue vedute politiche al rapido e catastrofico cambiamento della situazione mondiale. La parte finale della sua carriera lo vide confrontarsi con la nuova società in Unione Sovietica, dove viaggiò due volte, incontrando Lenin nel 1920 e Stalin nel 1934 (nota 7). Un regime che pretendeva di essere socialista e internazionalista era una prospettiva eccitante, ma in realtà Wells - a differenza dei suoi precedenti colleghi nella Fabian Society, George Bernard Shaw e Beatrice e Sidney Webb - era troppo liberale per abbracciare lo Stalinismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, abbozzò dei "Diritti Universali dell'Uomo" che furono pubblicati in una lettera al Times. Questo documento e il sostegno che egli vi profuse, fecero molto per mettere i diritti umani sull'agenda politica del periodo postbellico e influenzarono lo sviluppo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo nel 1948 (nota 8).

Note

[1] Virginia Woolf, "Mr Bennett and Mrs Brown", in Modernism: An Anthology, curato da Lawrence Rainey (Oxford: Blackwell, 2005), pag. 902.

[2] John Partington, "H.G. Wells: A Political Life" in Utopian Studies, 19.3 (2008), 517-76 (pag.519).

[3] Roslynn D Haynes, H.G. Wells: Discoverer of the Future: The Influence of Science on his Thought (Basingstoke: Macmillan, 1980), pag. 82.

[4] Michael Sherborne, H.G. Wells: Another Kind of Life (Peter Owen, 2010), pag. 165.

[5] Wells, citato in Partington, "H.G. Wells: A Political Life", pag.521.

[6] Partington, pagine .523-6.

[7] Matthew Taunton, "Russia and the British Intellectuals: The Significance of The Stalin-Wells Talk", in Russia in Britain curato da Rebecca Beasley e Philip Bullock (Oxford: Oxford University Press, 2013), pagine 209-24.

[8] Partington, pagine 564-70.

Notizie sull'autore

Matthew Taunton è professore di letteratura presso l'Università dell'East Anglia, specializzato in letteratura e cultura dal tardo periodo vittoriano fino al presente. È autore di Fictions of the City: Class, Culture and Mass Housing in London and Paris (Palgrave, 2009) e di approfondimenti e articoli su vari aspetti della letteratura e cultura del XIX e XX secolo. È anche un importante collaboratore del Dictionary of Nineteenth Century Journalism e attualmente lavora a un libro sulle risposte letterarie britanniche alla Rivoluzione russa.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © Matthew Taunton. Traduzione italiana © 2017, Gianluca Turconi.

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