La Ruota del Tempo - La serie TV

a cura di Mirco Tondi

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Sulla serie La Ruota del Tempo, tratta dai romanzi di Robert Jordan (gli ultimi tre terminati da Brandon Sanderson) c'era molta attesa, visto quanto Amazon ha investito. Nonostante il successo della prima stagione, le aspettative però non sono state rispettate: su questa serie sono state fatte diverse critiche e in più di un caso è avvenuta una vera e propria bocciatura.

Locandina de "La Ruota del Tempo" serie TV prodotta da Amazon - immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Locandina de "La Ruota del Tempo" serie TV prodotta da Amazon.

Logicamente, la sceneggiatura doveva essere una riduzione dei romanzi, perché tanti erano i personaggi e le vicende, troppi per poterli portare sullo schermo; pertanto, ci si doveva limitare a concentrarci su eventi fondamentali. Volendo essere obiettivi, una simile decisione è anche giusta, perché in certi casi Jordan si è dilungato troppo e alcuni eventi non sono poi stati così determinanti per quanto riguarda la trama principale. Il compito da subito è apparso difficile (la stessa cosa sarebbe accaduta se si fosse cercato di realizzare per la TV una serie su Il libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson), soprattutto perché per fare un bel lavoro occorreva aver fatto proprio lo spirito de La Ruota del Tempo. Purtroppo, questo non è avvenuto e i risultati si sono visti fin dal trailer, facendo capire come dalla serie non ci si potesse aspettare un bel risultato.

Per chi non sa nulla del mondo de La Ruota del Tempo, il trailer potrebbe anche invogliare alla visione, ma per i conoscitori dei romanzi di Jordan è stato evidente da subito che sono stati commessi errori non da poco. Avere Moiraine come protagonista è stato il primo errore, dato che il protagonista indiscusso della serie è il Drago Rinato. Moiraine è un personaggio importante, almeno nei primi romanzi, e ha un ruolo di un certo peso nelle vicende iniziali: con lei inizia il viaggio che porterà colui che sarà il Drago Rinato allo scontro finale con il Tenebroso. Tuttavia, non è il personaggio principale che la produzione invece ha voluto far essere; poteva essere così se si fosse realizzata una mini serie sul prequel, sempre realizzato da Jordan, Nuova Primavera.

Perché la produzione ha fatto una scelta del genere? Si possono fare delle ipotesi. Una su tutte è puntare su una protagonista femminile per sfruttare il momento che si sta vivendo, un momento che pone molta attenzione alla questione delle donne, facendosi forza di una figura che mostri il girl power, dandole spazio in nome del politicamente corretto. Premettendo che il politicamente corretto sta facendo danni perché sta portando più che altro censure e storture, dimenticandosi di cosa è il vero rispetto e di cosa sono i diritti, fare una scelta del genere è stato un errore non da poco: non si tratta di maschilismo o di non voler dare lo spazio che meritano alle donne, si tratta invece di non aver capito cosa sia La Ruota del Tempo. O se lo si è capito, di avergli volutamente mancare di rispetto stravolgendone il senso, visto che il protagonista, come già detto, è il Drago Rinato, un uomo. E questo non perché l'uomo è migliore della donna, ma perché Jordan ha ideato così tutta la vicenda. Qualcuno potrà aver pensato che fosse una storia già vista avere un eroe come protagonista e non un'eroina, ma, ancora una volta, si dimostra scarsa conoscenza del lavoro di Jordan, poiché lo scrittore ha dato lo stesso spazio a personaggi maschili e femminili: Aviendha, Cadsuane, Egwene, Elayne, Alanna, Faile, Min, sono solo alcune delle decine di personaggi femminili che Jordan ha creato e caratterizzato e a cui ha riservato grande importanza. Chi conosce i romanzi questo lo sa bene, ma evidentemente la produzione ha pensato che non era il caso di darvi importanza e di cambiare le carte in tavola. Ma se si voleva fare una serie con un personaggio femminile protagonista, si sarebbe dovuto puntare su altro, per esempio scegliere la serie Mistborn di Brandon Sanderson, dove si sarebbe avuta Vin come protagonista indiscussa.

Questo è stato il primo errore. Passiamo al secondo che è praticamente dello stesso stampo: al secondo quarantacinque del trailer c'è un discorso pronunciato da Moiraine: "Il Tenebroso è quasi sveglio. Ma ci sarà uno che potrà tenergli testa. Ed è uno di voi cinque." Tali frasi sono indirizzate a Matt, Perrin, Rand, Egwene e Nynaeve, i giovani raccolti nel villaggio dei Fiumi Gemelli, dove scorre con forza l'Antico Sangue; il riferimento è chiaramente rivolto all'avvento del Drago Rinato, l'unico che potrà sconfiggere il Tenebroso. Se queste parole fossero state indirizzate solo a Matt, Perrin e Rand, nulla da eccepire, sarebbero giuste, perché le profezie si riferiscono a un uomo, un incanalatore di saidin, vulnerabile alla contaminazione che Fratturò il Mondo l'ultima volta, che porterà devastazioni, ma che è l'unico in grado di sconfiggere Shai'tan, che sta per uscire di nuovo dalla sua prigione. Il non sapere di Moiraine chi sia dei tre è logico, perché Matt, Rand e Perrin sono tre grandi ta'veren, persone che influiscono sui destini e sugli eventi dei luoghi in cui si trovano semplicemente con la propria presenza: trovarne tre in un unico punto è qualcosa di così straordinario che anche per il più grande conoscitore della profezia è impossibile capire chi sarà il Drago Rinato finché esso non si manifesterà. La serie invece commette l'errore di far intendere che chi si opporrà al Tenebroso possa essere anche una delle due giovani, che nei romanzi si riveleranno sì molto potenti, ma che non potranno mai essere al livello del Drago Rinato e che non potranno assolutamente essere il Drago: di nuovo, si vuole strizzare l'occhio al girl power, usare il politicamente corretto per far vedere che si stanno dando le stesse possibilità a uomini e donne. E di nuovo, si manca di rispetto al lavoro di Jordan, perché le cose non sono mai state così, sono state pensate diversamente.

Il terzo errore all'apparenza è il meno grave, ma non per questo meno scusabile: la scelta dei costumi. Tanti artisti nel corso degli anni (il primo romanzo è stato pubblicato nel 1990) si sono alternati nel disegnare i personaggi de La Ruota del Tempo, perché allora non sono stati usati come ispirazione per la realizzazione del vestiario usato sugli attori della serie? Perché si è puntato invece su qualcosa che non è risultato essere all'altezza?

Sono bastati due minuti e sedici secondi di trailer per capire come questa serie, figlia di scelte sbagliate, non fosse destinata a essere un buon lavoro. Altra cosa che fa storcere un po' il naso, ma qui non c'entra la produzione, è leggere su certi articoli l'uso di termini come "magia" e "incantesimi": in La Ruota del Tempo non vengono usati perché si parla di Unico potere, che è composto da un lato femminile, detto saidar, e un lato maschile, saidin.

Se a questo ci si aggiungono le critiche mosse da Brandon Sanderson su alcune scelte di sceneggiatura, ci si può già fare un'idea su come questa serie sia stata un'occasione persa per fare qualcosa di buono.

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