Military Wearable Technology: la tecnologia indossabile che può uccidere o salvare la vita

a cura di Gianluca Turconi

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Fino a qualche tempo fa relegata nei romanzi di fantascienza o nei videogiochi sparatutto futuristici, la Military Wearable Technology, cioè la tecnologia militare indossabile direttamente dai soldati, non è più limitata alla teoria e nell'anno in corso potrebbe arrivare il definitivo via libera per il suo utilizzo operativo sul campo di battaglia.

Gli sviluppi più recenti

Progetto Land Warrior, immagine rilasciata in pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons, utente Magnus Manske

La tecnologia indossabile audio e video è oggetto di studio da decenni nelle Forze Armate statunitensi.

Le Forze Armate degli Stati Uniti d'America sperimentano ormai da decenni l'utilizzo di minischermi collegati a sistemi informatici a distanza e montati sugli elmetti dei soldati per fornire loro una "realtà aumentata", cioè una rappresentazione del territorio che li circonda con l'aggiunta di dati altimetrici, di informazioni sulla presenza e pericolosità del nemico, di dettagli sempre aggiornati sugli obiettivi da raggiungere. Fino a ora, gli elementi che hanno impedito di utilizzarli direttamente sul campo di battaglia in grande quantità sono stati l'elevato costo della tecnologia necessaria e la difficoltà di renderla "a prova di interferenze nemiche", in un mondo in cui nazioni considerate ostili come la Corea del Nord sono conosciute anche per la loro elevata capacità nella guerra informatica.

Tuttavia, presso il Maneuver Battle Lab dell'U.S. Army a Fort Benning, in Georgia, vi sono state recentemente dimostrazioni pubbliche di tecnologia indossabile e mobile utilizzata come "strumento di consapevolezza situazionale", basata su smartphone producibili in serie che tramite un'apposita app si collegano a flussi video provenienti da robot aerei o terrestri.

Il Small Unit Leader Situational Awareness Tool (SULSAT) è un esperimento del Concepts Experimentation Program mostrato al pubblico proprio a Fort Benning il 13 maggio 2014, nell'area d'addestramento per l'impiego su terreno urbano. Tramite una connessione wireless con robot tattici terrestri e con droni dell'Aviazione, è stato possibile fornire materiale video e audio direttamente ai comandanti di squadra sul campo, così da evitare pericolose ricognizioni o comunicazioni radio intercettabili. Il SULSAT, finanziato con solo un milione di dollari, fa parte di un programma più vasto tendente all'integrazione di sistemi robotici autonomi nell'attività delle unità militari in servizio attivo, a livello di squadra o plotone. Il progetto prevede una comunicazione in entrambi i sensi, in modo che non solo i soldati possano ricevere informazioni utili dai robot, ma anche questi ultimi, integrati in un sistema tattico informatico più ampio, possano raccogliere dati dalle unità avanzate, elaborarli e trasmetterli al resto degli uomini impegnati nella stessa area.

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Al momento, l'inconveniente maggiore che preclude l'impiego operativo del SULSAT è la scarsa copertura della trasmissione wireless. Infatti, il comandante di unità dotato dello strumento deve rimanere ancora troppo vicino al robot terrestre o al drone aereo per poter ricevere il flusso video, fatto che ne limita notevolmente l'utilità.

Secondo quanto affermato dalla Defense Advanced Research Projects Agency, un differente progetto di ricerca, denominato Warrior Web, si propone di creare una leggera tuta indossabile sotto l'uniforme e destinata ai soldati che trasportano oltre 40 chilogrammi di peso su terreni accidentati. La tuta possiede una rete di sensori per monitorare e raccogliere dati, sia organici sia di posizione, relativi al soldato che l'indossa.

Tale tuta è già stata testata per determinare la riduzione degli infortuni e della fatica nei soldati, con risultati soddisfacenti. Nello stesso progetto di ricerca, si studiano modi per servirsi dell'energia cinetica sprecata nel corso della marcia destinandola alla ricarica di strumenti elettronici, per esempio radio o smartphone.

L'interesse del Dipartimento della Difesa statunitense per le Wearable Tech ha inevitabilmente innescato un'accesa competizione tra le aziende commerciali private nella realizzazione di queste tecnologie, creando un nuovo mercato. La Raytheon Company, per esempio, ha recentemente reso pubblica una tuta da "consapevolezza situazionale indossabile" comprendente un display montato sull'elmetto, un computer portatile trasportato in una sacca pettorale e con disponibilità di audio 3-D. Lo schermo montato sull'elmetto consente al portatore di vedere una realtà aumentata, come già spiegato in precedenza, ma con la notevole aggiunta di poter disporre di audio amplificato in tempo reale, mentre si sta guardando una persona o un luogo in lontananza.

Non è solo l'Esercito statunitense a occuparsi delle Wearable Tech. Anche la U.S. Air Force ha istituito la Battlefield Air Targeting Man-Aided Knowledge, abbreviata nel curioso acronimo di BATMAN, il cui laboratorio principale è dislocato nella base aerea di Wright-Patterson in Ohio, per la realizzazione di sistemi di puntamento robo-umani basati proprio sugli schermi montati sugli elmetti dei soldati. Tali schermi si possono interfacciare con sistemi di difesa missilistica o aerea rilevando il nemico in cielo e fornendo dati per il puntamento oppure trasmettendo la posizione di unità terrestri nemiche su cui il portatore dello schermo desidera ricevere bombardamenti di interdizione da parte delle proprie unità aeree. Si eviterebbero così pericolosi errori di trasmissione via radio e la maggior parte dei famigerati episodi di fuoco amico di cui ogni guerra è costellata.

La tecnologia indossabile che salva la vita agli uomini

Sebbene le Wearable Tech siano state sviluppate per l'impiego bellico, molti ricercatori ritengono che le stesse tecnologie possano salvare molte vite non solo sul campo di battaglia, ma anche in ambito civile.

EyeTap System, immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported, fonte Wikimedia Commons, utente Glogger

Le tecnologie indossabili militari e civili hanno spesso origini comuni. Qui sopra è rappresentato il sistema civile per "realtà aumentata" denominato EyeTap.

L'azienda di sviluppo software e di sensori chiamata Sentient Science sta attualmente lavorando in collaborazione col professor Albert H. Titus della University of Buffalo per creare una tecnologia indossabile capace di fondere i rilevamenti di dati medici e fisiologici con modelli computerizzati. Il sistema combinato potrebbe successivamente inviare allarmi mirati agli individui dotati di questa tecnologia per indicare loro il superamento di soglie di pericolo legate allo stress, alla fatica o a particolari sofferenze fisiche come la tachicardia o l'aumento/diminuzione degli zuccheri corporei per i diabetici.

I 150,000 dollari necessari per il progetto sono finanziati dal programma Small Business Technology Transfer dell'Office of Naval Research che ha come scopo primario la produzione di tecnologia con doppia applicabilità, bellica e civile, da parte di piccole e medie imprese.

Nel sistema wireless in sviluppo, saranno presenti serie di elettrodi destinati a monitorare il battito cardiaco, l'attività cerebrale e molti altri segni vitali. I ricercatori hanno proposto due tipologie differenti di applicazione degli elettrodi al corpo:

  1. collegamento diretto, sotto forma di bende autoadesive;
  2. collegamento indiretto, tramite l'inserimento degli elettrodi in maglie o altri tessuti che la persona potrà indossare.

I dati rilevati dagli elettrodi saranno successivamente inviati a un sensore delle dimensioni di una moneta, attaccato al corpo come un cerotto, che li trasferirà a una rete informatica remota per l'analisi definitiva da parte del software DigitalClone Live della Sentient Science, creato per un campo d'applicazione completamente diverso, cioè il test di materiali e componenti del telescopio Hubble e dei caccia F-35 della U.S. Air Force.

L'adattabilità del software al nuovo impiego è dovuta all'efficacia dei suoi complessi algoritmi d'analisi. Essi possono ricevere ed elaborare non solo i dati fisiologici di colui che indossa la tecnologia in questione, ma anche altri dati fondamentalmente diversi, come terreno, tempo meteorologico e altro ancora che, uniti alle restanti informazioni, possono far scattare l'allarme e addirittura l'invio di unità mediche.

A parte l'evidente utilità in campo militare, la Sentient Science sta studiando applicazioni commerciali originali di questo sistema, per esempio l'inserimento dei sensori in indumenti di uso quotidiano, come i berretti da baseball, per monitorare persone sottoposte a particolari situazioni di stress in ambito sportivo o, più semplicemente, soggetti a rischio come i cardiopatici.

(Ogni marchio citato nell'approfondimento appartiene al rispettivo proprietario)

Fonti e letture consigliate

Barrie Barber, Pentagon Integrates Technology with Wearable Equipment, Dayton Daily News;

Cory Nealon, Wearable Tech for the Battlefield Would Help Soldiers Measure Fatigue, Stress, University of Buffalo;

Sean Gallagher, Killer apps, literally: Wearable and smartphone tech on the battlefield, fonte web;

Eric Topol, The Patient Will See You Now: The Future of Medicine is in Your Hands, Basic Books, 2015;

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