Sherlock Holmes e il mastino di Baskerville

a cura di Greg Buzwell

traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Il Mastino dei Baskerville, terzo romanzo di Arthur Conan Doyle con protagonista Sherlock Holmes, è probabilmente la più famosa detective story nella narrativa. La storia fu un gigantesco successo alla sua prima apparizione ne The Strand Magazine, su cui fu pubblicata tra l'agosto 1901 e l'aprile 1902. In verità la popolarità della storia fu tale che per la prima (e unica) volta nella storia del The Strand fu necessaria una settima ristampa del periodico per sostenerne la domanda. La storia di un mastino apparentemente soprannaturale che infestava Dartmoor catturò l'immaginazione del pubblico, opponendo come fece l'estremamente razionale Sherlock Holmes alla sinistra maledizione familiare che terrorizzava i Baskerville. Il romanzo fuse anche due generi popolari, la detective story e il racconto gotico, usando un'ingegnosa doppia narrazione nel farlo. In aggiunta, insieme ai predecessori tardo-vittoriani Lo strano caso del Dr. Jekill e Mr. Hyde (1886), Il ritratto di Dorian Gray (1891) e Dracula (1897), il libro trattò molti dei timori che assillarono gli anni finali del XIX secolo.

Il leggendario mastino infernale dei Baskerville in un'illustrazione originale realizzata per la prima pubblicazione su The Strand - Immagine in pubblico dominio - Fonte Wikipedia

Il leggendario mastino infernale dei Baskerville in un'illustrazione originale realizzata per la prima pubblicazione su The Strand.

Il mastino dei Baskerville fu la prima avventura con protagonista Sherlock Holmes dai tragici eventi descritti nel racconto breve "The Final Problem", pubblicato su The Strand Magazine nel dicembre 1893. In "The Final Problem", Holmes era apparentemente morto, insieme al suo arcinemico Professor Moriarty, cadendo alle cascate Reichenbach in Svizzera. Arthur Conan Doyle, sebbene sfinito dalle strette scadenze legate alla scrittura delle storie di Holmes e credendo che l'attrazione del pubblico per il detective lo distraesse da opere più serie, aveva comunque lasciato un finale sufficientemente aperto in "The Final Problem" per permettergli di riprendere il grande detective in un secondo momento, se lo avesse desiderato. Il mastino dei Baskerville è ambientato prima degli eventi alle cascate Reichenbach, ma il fenomenale successo del libro persuase Conan Doyle a resuscitare Sherlock Holmes in modo permanente ne "L'avventura della casa vuota", un racconto breve pubblicato nel 1903, ma ambientato nel quintessenziale palcoscenico "holmesiano" della fine del secolo vittoriano.

Detective story e racconto gotico

Al tempo in cui il primo romanzo su Sherlock Holmes, Uno studio in rosso, apparve nel 1887, i detective avevano già iniziato a comparire come personaggi centrali nella narrativa popolare. Le investigazioni dell'Ispettore Bucket, per esempio, avevano giocato un grande ruolo nella trama di Casa desolata, romanzo di Charles Dickens, mentre il libro di Wilkie Collins The Moonstone (1868) non solo aveva come protagonista un poliziotto di professione, nella forma del Sergete Cuff, ma introdusse anche il gentleman detective dilettante col personaggio di Franklin Blake. In Uno studio in rosso, comunque, le cose fuorno portate a un nuovo livello, sottolineando un moderno e scientifico approccio alla deduzione. Holmes ha un'eccellente conoscenza della chimica; è capace, per esempio, di distinguere tra numerosi tipi differenti di cenere di tabacco e valuta scientificamente le scene del crimine con un metro a nastro e una lente di ingrandimento. Deduzione da indizi attentamente raccolti e accurata osservazione divennero elementi chiave non solo del lavoro del detective, ma anche del modo in cui le detective story vennero raccontate e presentate ai lettori.

Un anno prima dell'apparizione di Uno studio in rosso, Robert Louis Stevenson aveva pubblicato il suo Lo strano caso del Dr. Jekill e Mr. Hyde che cominciò il rinascimento di fine secolo della letteratura gotica, fornendo mezzi immaginativi con cui esplorare i timori contemporanei, includendo inquietanti implicazioni della teoria dell'evoluzione di Darwin e la crescente paura che il genere umano stesse diventando fisicamente più debole e moralmente più degenerato in una società sempre più decadente.

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Il mastino dei Baskerville combina i generi investigativo e gotico, posizionandoli uno a fianco dell'altro in maniera ingegnosa. La detective story razionale è al centro della scena ogni qual volta Holmes è presente nella narrazione. In queste sezioni del libro domina una fredda logica e i bizzarri eventi che hanno luogo nella brughiera intorno a Baskerville Hall sono soggetti a una fredda, razionale analisi. Per molta parte della storia, comunque, Holmes è assente, o così siamo indotti a credere. Al principio del libro, il dottor Watson accompagna Sir Henry Baskerville nel suo viaggio da Londra a Dartmoor mentre Holmes si rifiuta di viaggiare con la scusa che altri casi richiedono la sua attenzione in città. Durante questa parte del romanzo gli eventi che hanno luogo a Dartmoor sono interamente narrati dal dottor Watson; e con Holmes apparentemente rimosso dall'azione, gli elementi gotici prendono il sopravvento. La narrazione immaginativa di Watson si svolge con tocchi sinistri e un nauseante senso di timore e ansia: Baskerville Hall stessa è minacciosa, isolata e in stato di rovina - un edificio che in molti aspetti rispecchia la più notevole delle sinistre magioni gotiche, la melanconica Casa degli Usher di Edgar Allan Poe; nel frattempo un pericoloso detenuto è in fuga nella brughiera e le notti sono infestate da strani suoni e tremolanti luci. Paesaggio, atmosfera e leggenda si combinano in un effetto puramente gotico. Un elemento della storia, precisamente il complotto per uccidere prima Sir Charles Baskerville e poi Sir Henry, così da ottenere l'eredità dei Baskerville, appartiene al romanzo poliziesco, ma i mezzi con cui gli assassini lo eseguono, implicando il folclore, un infernale mastino fantasma e una maledizione familiare, sono puramente gotici.

Paesaggio

Il paesaggio gioca un importante ruolo nella narrativa gotica. Sebbene le ambientazioni esotiche tardomedievali e rinascimentali tanto amate da autori come Ann Radcliffe abbiano lasciato il posto a location urbane contemporanee durante l'era vittoriana, c'era ancora spesso la possibilità di trovare una casa sinistra e inquietante nel mezzo di un tratto desolato di campagna. Come mezzo per evocare un senso di terrore e angoscia, una magione isolata nel mezzo della brughiera velata dalla nebbia è difficile da battere.

Ne Il mastino dei Baskerville lo spostamento dalla sofisticata e moderna Londra al paesaggio dominato dalle forze della natura di brughiere remote è attentamente descritto. Il dottor Watson e Sir Henry Baskerville viaggiano verso Devon in treno e, guardando attraverso il finestrino, Watson osserva come il paesaggio diventi più ricco e lussureggiante. All'arrivo alla loro stazione, il dottor Watson nota:

"Ondeggianti terreni da pascolo si curvavano all'insù ai nostri fianchi e vecchie case timpanate sbirciavano tra il verde fogliame, me dietro la pacifica e soleggiata campagna si stagliava sempre, scura contro il cielo serale, la lunga curva uggiosa della brughiera, rotta da colline frastagliate e sinistre" (Capitolo 6).

Baskerville Hall stessa si nasconde "come un fantasma" alla fine di un "cupo tunnel" di archeggianti rami (Capitolo 6). L'apparenza della casa è inquietante, essendo un edificio che presenta nella sua architettura una strana combinazione tra antico e moderno. Questo irritante senso del vecchio e del nuovo posti uno accanto all'altro è un'altra tipica caratteristica della narrativa gotica.

"L'intero fronte era drappeggiato dall'edera, con una toppa qui e là dove una finestra o uno stemma rompeva quel velo scuro. Dal blocco centrale si ergevano due torri gemelle, antiche, crenellate e forate da molte feritoie. A destra e a sinistra delle torrette vi erano moderne ali in granito nero. Una sbiadita luce brillava attraverso pesanti finestre con montanti divisori e dagli alti camini che si alzavano dal ripido e angolato tetto, fuoriusciva una singola colonna nera di fumo" (Capitolo 6).

Le ville tetre hanno una storia illustre nella narrativa gotica con Thornfield Hall da Jane Eyre (1847), Wuthering Heights dal romanzo di Emily Bronte che porta il medesimo titolo e Bartram-Haugh dal romanzo Lo zio Silas (1864) di Sheridan Le Fanu, che ne sono gli esempi maggiormente degni di nota.

Il peso del passato e l'ansia per il futuro

Basil Rathbone, attore che rese popolare Sherlock Holmes grazie alle sue rappresentazioni cinematografiche negli anni '30 del XX secolo - Immagine in pubblico dominio, fonte Wikipedia.

Basil Rathbone, attore che rese popolare Sherlock Holmes grazie alle sue rappresentazioni cinematografiche negli anni '30 del XX secolo.

Nel romanzo il passato pesa notevolmente su tanti dei protagonisti. La maledizione dei Baskrville che perseguita la famiglia è inizialmente presentata in un manoscritto datato 1742, relativo alle azioni depravate di Sir Hugo Baskerville e ai suoi tentativi da ubriaco di stuprare una giovane donna che sarebbero terminati con la sua gola dilaniata da un gigantesco mastino. Questo senso di passata colpa familiare trasmessa a successive generazioni è un tema comune nella narrativa gotica. Un modo chiave in cui esso è spesso rappresentato è attraverso inquietanti ritratti di famiglia che, sebbene rappresentino le caratteristiche di un antico antenato, mostrano una sbalorditiva rassomiglianza con il moderno discendente. Ne Il ritratto di Dorian Gray, per esempio, Dorian passeggia "lungo la desolata e fredda galleria di ritratti della sua casa di campagna" guardando "i vari ritratti di quelli il cui sangue scorreva nelle sue vene" (Capitolo 11). Osservando i visi e riflettendo sulle loro azioni dissolute, gli sorge il pensiero che forse "strani germi velenosi siano passati di corpo in corpo fino a raggiungere il suo" (Capitolo 11). Tali riflessioni inducono Dorian a sospettare che forse lui è maledetto dal fato e da caratteristiche ereditarie nella stessa misura in cui è maledetto dal proprio ardente desiderio di condurre un sempre più depravato stile di vita. Questa idea di tratti ereditari passati di generazione in generazione gioca un ruolo cruciale ne Il mastino dei Baskerville - è la somiglianza tra il ritratto di Sir Hugo Baskerville, l'antenato malvagio con cui ha avuto inizio la maledizione, e uno dei personaggi contemporanei nel romanzo che permette a Holmes di risolvere il mistero.

Il romanzo evidenzia anche in altri modi la nostra incapacità di sfuggire al passato. Per esempio, Selden, l'assassino in fuga, si nasconde nella brughiera in una della molte dimore preistoriche in pietra disseminate nel paesaggio. L'accostamento del criminale e degli iniziali coloni primitivi nell'area enfatizza come le nostre frequentemente violente origini occasionalmente riemergano nel presente. I resti distrutti della abitazioni in pietra fungono anche da promemoria di come i precedenti tentativi di domare il paesaggio siano spesso sfociati in un fallimento. Quel paesaggio diventa persino una metafora per l'inesplicabile nel mondo. Come il dottor Watson osserva: "La vita è diventata come quel grande Grimpen Mire, con piccole macchie verdi dappertutto nelle quali si può sprofondare senza una guida che sappia indicare la via" (Capitolo 7. N.d.T. si fa riferimento alle aree della brughiera in cui la presenza di sabbie mobili mette in pericolo molti dei protagonisti). L'abilità di Holmes nel risolvere il caso potrebbe essere vista come un trionfo del mondo moderno sui reami del mistero e della superstizione, ma in senso più ampio il mistero permane nella natura della criminalità e del male, in maniera disturbante, giusto oltre i limiti della nostra conoscenza e comprensione.

Notizie sull'autore

Greg Buzwell è curatore delle Printed Literary Sources, 1801 - 1914 alla British Library; è stato anche co-curatore di una grande mostra sulla letteratura gotica, Terror and Wonder: The Gothic Imagination, che si è tenuta dall'ottobre 2014 al 20 gennaio 2015. La sua ricerca si focalizza principalmente sulla letteratura gotica vittoriana della fine del XIX secolo. Ha anche curato una collezione delle storie di fantasmi scritte da Mary Elizabeth Braddon, The Face in the Glass and Other Gothic Tales, pubblicate nell'autunno 2015.

Licenza del testo e altre informazioni di copyright

Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International, © Greg Buzwell. Traduzione italiana © 2017 Gianluca Turconi.

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