Analisi su alcune saghe fantasy famose

a cura di Mirco Tondi

Le Pietre magiche di Shannara

"Le Pietre magiche di Shannara" di Terry Brooks.

Il fantasy negli anni scorsi ha avuto il suo periodo di maggior diffusione, questo grazie al grande successo dei film di Peter Jackson su Il Signore degli Anelli. Come conseguenza, molte nuove opere di tale genere hanno visto la luce sugli scaffali delle librerie, dato che le case editrici hanno voluto sfruttare il mercato che si è andato creando. Sembrava che per il fantasy ci fosse una ribalta in Italia, ma questo non è avvenuto a causa di mancanza di conoscenza, preparazione e organizzazione: il genere non è stato conosciuto a dovere da chi pubblicava, realizzando prevalentemente opere che si adattavano alla moda ma che non davano qualità e così si è persa l'occasione di dare risalto a un genere spesso sottovalutato e che è ritornato a essere di nicchia.

Certo, alcune opere hanno avuto dopo quel periodo una buona diffusione lo stesso (ma si tratta sempre di autori stranieri), come la saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin (che aveva però già un suo seguito e un buon numero di vendite in Italia), ciò grazie al successo dei videogiochi dedicati al primo e alla serie televisiva dedicata al secondo. Tutto questo non sorprende, in quanto già alla fine degli anni Novanta, i romanzi basati sui mondi di D&D (es. Forgotten Realms) avevano avuto il loro periodo di gloria grazie ai videogiochi creati dalla Black Isle (la serie Baldur's Gate, per citarne una).

Come si può vedere, la maggior diffusione di certe opere fantasy è data dal successo che hanno avuto in altri settori. Di certo questo aiuta (si veda il grande risalto avuto dalla saga di Harry Potter di J.K. Rowling grazie ai film), ma non significa che senza di esso un'opera non possa trovare grandi consensi, basti pensare alla serie di Shannara di Terry Brooks, a La Ruota del Tempo di Robert Jordan (conclusa alla sua morte da Brandon Sanderson) e a Il Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson.

Tralasciando le opere che ormai possono essere considerate i classici del genere (quelle di Tolkien, Howard e Moorcock) facciamo una breve analisi su alcune tra le saghe fantasy più famose.

La saga di Shannara di Terry Brooks

Serie iniziata nel 1977 con La Spada di Shannara (romanzo per molti aspetti simile a Il Signore degli Anelli), non ha grandi spunti di originalità e presenta un mondo (quello delle Quattro Terre) piccolo, che può essere attraversato dai personaggi abbastanza velocemente. Nonostante queste debolezze, Brooks è riuscito a creare storie epiche (almeno per quanto riguarda i primi volumi realizzati), con personaggi ben caratterizzati, specialmente in Le Pietre Magiche di Shannara (cfr. la recente serie TV), La Canzone di Shannara e il Ciclo degli Eredi, dando alle sue storie anche un'impronta di denuncia sull'uso del potere e sullo sfruttamento del mondo e delle sue risorse. Purtroppo la serie, con il suo avanzare, ha perso molta della forza di questi volumi a causa della ripetitività delle trame, cosa inevitabile se si vuole sfruttare all'inverosimile il successo ottenuto. Brooks ha anche avuto buone idee in alcune serie successive al ciclo degli Eredi (Il Viaggio della Jerle Shannara, Il Druido Supremo), ma non ha saputo svilupparle in maniera appropriata. Interessante il suo progetto di collegare il mondo di Shannara con un'altra sua opera, la Trilogia del Verbo e Vuoto, e mostrare come la Terra attuale sia la madre di quelle che saranno le Quattro Terre; peccato solo che abbia sfruttato malamente l'occasione, perdendo così la possibilità di risollevare una saga che ormai non fa che ripetersi pubblicazione dopo pubblicazione (attualmente i romanzi sul mondo di Shannara sono arrivati a essere ventiquattro, più una graphic novel, Lo spirito oscuro di Shannara)

La saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski

Serie iniziata nel 1990 con la raccolta di racconti Wiedzmin, ha avuto il suo boom in questi ultimi anni grazie ai videogiochi dedicati allo strigo Geralt di Rivia; è proprio per merito loro se i romanzi dello scrittore polacco sono stati tradotti anche in Italia. Sapkowski prende ispirazione per le sue storie dalle creature fantastiche del folclore europeo, calandole in un mondo magico classico con maghi, cavalieri, bardi, draghi e cacciatori di mostri (gli strighi per l'appunto). È grazie a una profezia che si sviluppa il cammino di Geralt, della sua protetta Ciri e della maga Jennifer. La figura dello strigo è affascinante, così come lo sono le varie creature e le storie legate a esse; il meglio Sapkowski lo dà con le due antologie Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino, mentre perde parte della sua verve nella serie di cinque romanzi tradotti in italiano dedicati a Ciri e a quanto ruota attorno a lei. Nonostante l'uso di miti affascinanti quali quelli arturiani e della Caccia Selvaggia, la storia descritta nei romanzi non ha la stessa forza dimostrata nei racconti, non mantenendo le attese create dalla lettura delle due antologie.

La Ruota del Tempo di Robert Jordan

Serie iniziata nel 1990 con L'Occhio del Mondo, è composta da quindici volumi, gli ultimi tre scritti da Brandon Sanderson alla morte di Robert Jordan basandosi sugli appunti e sul materiale lasciati da quest'ultimo. La Ruota del Tempo è una storia epica, complessa, ricca di personaggi ed eventi, ambientata in un mondo dettagliatamente descritto nelle usanze e tradizioni delle varie popolazioni che lo abitano; riassumendo in poche parole, è l'eterna lotta tra il bene e il male, arricchita però di molte sfumature, perché nessuno dei personaggi è solo luce o solo ombra come succede con gli stereotipi. Sotto certi aspetti, l'inizio di La Ruota del Tempo può ricordare Il Signore degli Anelli, ma ben presto assume una connotazione propria, sviluppando una trama e un sistema magico complesso e ben articolato. Tra profezie, riscoperte di conoscenze passate, intrighi, tradimenti, fazioni in lotta per avere il sopravvento l'una sull'altra, la saga di Jordan si dipana in maniera ricca e articolata, dove l'elemento magico ha grande rilevanza: tra le varie forme di Potere, angreal, sa'angreal, ter'angreal, Mondo dei Sogni, ta'veren, ci si avvicina allo scontro epocale tra il Drago Rinato e Shai'tan. La Ruota del Tempo è una saga monumentale, con Jordan che ha saputo fare un ottimo lavoro, anche se non perfetto. La critica non è tanto per un inizio a tratti farraginoso (la saga dà il meglio di sé dal terzo romanzo), dove tale giudizio può dipendere dal gusto personale, ma perché dal sesto al decimo romanzo c'è un forte rallentamento degli eventi, con Jordan che diventa ripetitivo fino a essere esasperante: non sono le descrizioni a snervare, quanto il ripetere in ogni romanzo per decine di volte concetti che si sono già visti e rivisti (a esempio le donne che pensano che gli uomini sono pazzi e viceversa, oppure il Rand/Matt/Perrin di turno che pensa che siano gli amici a capir davvero le donne e saperci fare). Con una maggiore sintesi, Jordan avrebbe potuto rendere più godibile la sua storia e soprattutto avrebbe potuto portarla lui stesso a compimento. Il subentrare di Brandon Sanderson nella conclusione delle vicende ha portato giovamento alla saga: il suo ottimo lavoro con il materiale avuto a disposizione fa concludere la serie alla grande, benché non ci si possa esimere dal chiedersi se le cose si sarebbero svolte esattamente così se fosse stato Jordan a terminare la sua creazione.

La saga di Harry Potter di J.K. Rowling

Serie iniziata nel 1997 con Harry Potter e la Pietra Filosofale e terminata con il settimo volume Harry Potter e i Doni della Morte nel 2007, è stata uno dei più grandi fenomeni editoriali. J.K.Rowling con Harry Potter è riuscita a dare una nuova connotazione all'archetipo del mago, rendendo il suo personaggio nell'immaginario collettivo famoso come i suoi predecessori Gandalf e Merlino. L'autrice ha preso elementi classici del genere (maghi e streghe, pozioni e bacchette magiche, incantesimi e creature incantate) e li ha immessi nella realtà quotidiana, creando un mondo dentro un mondo, con le sue regole, le sue istituzioni. Un mondo che ha affascinato milioni di lettori, grandi e piccoli; ma se per i più piccoli si può capire il motivo di tale fascinazione (oltre alla magia, vedono vicini i personaggi perché li sentono come loro, sono uno specchio nel quale riconoscersi), come spiegarlo per gli adulti? Probabilmente perché Rowling è riuscita a far ricordare l'adolescenza, che è stata per i più un periodo di spensieratezza, divertimenti, il momento in cui si avevano le prime cotte e si dovevano affrontare le beghe della scuola fatte di studi, compiti da svolgere, verifiche, interrogazioni ed esami, che allora sembravano la cosa più difficile da incontrare e superare, ma che con il senno di poi erano poca cosa, dato quello che la vita aveva in serbo. Questo, oltre ai simboli, alle creature incantate, ha portato tanto successo alla saga di Harry Potter. Lo stile con cui è stata scritta la storia è buono, ma non eccelso; certe scene sono divertenti ed è interessante come sono stati usati elementi come la profezia e la scuola. Tuttavia la saga non brilla per la caratterizzazione, l'approfondimento e lo spessore dei personaggi (salvo forse qualcuno, come il professor Severus Piton) e nemmeno per lo sviluppo delle trame, dove s'incontrano in diverse occasioni dei buchi non indifferenti. Una saga non perfetta, ma comunque piacevole.

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin

Serie iniziata nel 1996 con A Game of Thrones (in Italia il romanzo è stato diviso in due volumi nella prima pubblicazione Mondadori, Il trono di spade e Il grande inverno), ha visto aumentare il numero di lettori grazie alla serie televisiva a essa dedicata. Mondo di stampo feudale, ricco d'intrighi e tradimenti, si concentra principalmente sulle lotte delle varie casate per ottenere maggior potere. L'elemento fantasy è scarsamente presente all'inizio (magia e creature magiche appaiono saltuariamente e non hanno spesso un ruolo determinante nel dipanarsi delle vicende) e la trama si basa prevalentemente nel mostrare l'ambiguità e la bassezza morale dei personaggi. Martin non crea nulla di nuovo con i giochi di potere tra i regnanti e le varie forze politiche in campo, usando violenza e sesso per attirare il lettore, concentrandosi sul fango presente nell'umanità; punti a sfavore della saga (in Italia va aggiunta una traduzione più volte criticata per errori e interpretazioni varie), lo stile da soap opera, la lentezza nello scrivere di Martin e l'aver messo troppa carne al fuoco, facendo sì che quanto creato sia sfuggito al controllo. A Martin va però riconosciuto uno stile capace di avvincere il lettore e soprattutto una gran capacità di caratterizzazione dei personaggi, donandogli uno spessore non da poco.

Il Libro Malazan dei Caduti di Steven Erikson

I Giardini della Luna

"I Giardini della Luna" di Steven Erikson

Serie iniziata nel 1999 con I Giardini della Luna e conclusa nel 2011 con The Crippled God (non ancora tradotto in Italia), questa serie composta di dieci volumi è una tra le più vaste e complesse finora prodotte; presenta la storia di un intero mondo, raccontando vicende presenti e passate, mostrando popolazioni, razze, culture totalmente differenti tra loro. Un mondo ricco di divinità e ascendenti, di poteri, intrighi, tradimenti e guerre di portata mondiale e anche molto più di questo, dato che si vedranno scendere in campo persino i morti. L'ambientazione creata da Erikson è ricca, densa, strati su strati d'informazioni e rivelazioni che aspettano solo di essere portate alla luce; in tutto ciò ben si scorge l'influenza che hanno avuto in questa storia gli studi effettuati dall'autore (Erikson è archeologo e antropologo). In Il Libro Malazan dei Caduti si respirano grandezza ed epicità, dove personaggi come Anomander Rake, Ben lo Svelto, Kalam, Coltaine, Icarium, Karsa Orlong rimangono impressi nella mente di chi legge con la loro forza, la loro determinazione. Erikson è un maestro nel gestire un numero impressionante di personaggi e trame, senza mai perderne il filo e senza mai scadere in banalità, mantenendosi sempre su alti livelli. Il limite di questa saga è che non è una lettura immediata, occorre avere pazienza per arrivare a scoprire quello che l'autore ha da rivelare, perché Erikson non dà la pappa pronta al lettore, ma lo spinge a ricercare, proprio come fa un archeologo alla scoperta dei resti delle civiltà passate.

La serie della Torre Nera di Stephen King

Serie iniziata nel 1982 con L'ultimo cavaliere, quella della La Torre Nera può essere considerata l'opera magna di Stephen King, quella che raccoglie in sé altri lavori dello scrittore, fungendo da fulcro d'unione di mondi e storie differenti. Un'opera che è la rivisitazione del cavaliere alla ricerca del Graal: in questo caso non si ha un uomo in armatura che segue i codici arturiani, ma un pistolero che viaggia tra i mondi (e magari anche tra i tempi) alla ricerca della Torre Nera. Roland non è l'eroe senza macchia: ha le mani sporche di sangue, ha i suoi fardelli da portare per le scelte fatte, ma è risoluto, va sempre avanti, spinto da una forza che intimorisce e spaventa chi gli sta attorno. Un andare sempre avanti, a ogni costo, che gli fa perdere molte cose e fare delle scelte sbagliate, ed è anche normale che sia così, perché quando si è concentrati solo su una cosa, la si fa diventare l'unica ragione di vita e si sacrifica tutto per essa perché è quello che conta di più, è inevitabile che si giunga a certe conseguenze. Il viaggio di Roland, per i lettori, è un cammino che dura otto libri (in Italia sono stati tradotti anche i primi otto volumi a fumetti dedicati a questo mondo, che mostrano come sia arrivato a essere il pistolero conosciuto attraverso i romanzi); un cammino epico, a tratti maestoso, che però presenta anche momenti non proprio esaltanti. Ma sia per quanto King ha saputo mostrare, sia per quanto ha creato, sia per la sua ampiezza, la serie della Torre Nera è un'opera ricca di spunti ed elementi interessanti (la rivisitazione del cavaliere e della ricerca del Graal come già scritto in precedenza, il pistolero ispirato a Clint Eastwood, il mondo centrale che è perno per altri mondi, lo scrittore che incontra i personaggi da lui creati) e proprio per la sua varietà, meritevole d'essere letta.

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