Dark Fantasy vs Grimdark

a cura di Fantom Caligo

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Oggi affronteremo le domande irrisolte dell'umanità. Basta parlare di guerre tra generi fantasy, dei soliti Tolkien, Sanderson, Hobb! Facciamo vera cultura, contrastando la crisi morale della società italiana.

Il Principe dei Fulmini - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

È per questo che disquisiremo della Critica alla Ragion Pura di Kant, analizzando il contesto storico/filosofico che ha permesso la nascita di questa pietra miliare della nostra cultura.

Dovete sapere che nel 1781, anno di pubblicazione dell'opera, il dibattito filosofico ruotava attorno a tre domande cruciali per le sorti dell'umanità:

  • L'effettiva esistenza degli aiuti statali per il coronavirus;
  • La vera lunghezza del membro di Rocco Siffredi;
  • La differenza tra Dark Fantasy e Grimdark.

Le prime due questioni tutt'ora non hanno risposta, quindi ci concentreremo sulla terza.

Nel 319 a.C. fu proprio Aristotele, mentre giocava a Warhammer 40.000 con Socrate, a pronunciare la fatidica frase: In the grim darkness of the far future, there is only war, espressione successivamente ripresa dai creatori del gioco.

Per secoli nessuno capì cosa Aristotele avesse detto, anche perché a quei tempi in Grecia l'inglese non sapevano cosa fosse - per la precisione, non esisteva ancora.

Solo Nostradamus (1538) comprese l'affermazione e previde la nascita del grimdark.

Ma chiediamoci: come mai questo genere ha attirato l'attenzione dei più importanti filosofi della storia? Per capirlo dobbiamo vedere la definizione che Platone scrisse su Wikipedia:

"Il Grimdark è un sottogenere del fantastico con un tono, uno stile o un'ambientazione particolarmente distopica, amorale o violenta. Il termine è ispirato al motto del gioco di strategia da tavolo Warhammer 40.000: Nella cupa oscurità del lontano futuro c'è solo la guerra" [nota 1]

Ma non notiamo qualcosa di strano in questa cosiddetta definizione? Come abbiamo visto nel primo articolo, una definizione deve portarci a qualcosa di ben chiaro. Una mano è una mano, per un membro dell'Isis, un poliziotto, un attivista per i diritti gay e un vescovo. Tutti possiamo definire cosa una mano sia. Ma se leggiamo la definizione di Wikipedia, chi di noi è capace di dire che cosa è il grimdark? Ci sono forse riferimenti al setting, alle tecnologie, all'ambientazione che ci permettono di classificare con certezza ogni opera?

Finalmente ora comprendiamo l'interesse dei filosofi.

Rob J. Hayes afferma "Il grimdark è un termine sula cui definizione nessuno concorda. Alcune persone pensano che si tratti di spargimenti di sangue e ultraviolenza, altri dicono che riguarda il realismo e altri ancora che si riferisce a un mondo crudo e alle persone moralmente ambigue che vivono in esso." [nota 2]

Quindi dobbiamo fare attenzione. Vi ricordate l'articolo sul dark fantasy? A definition of dark fantasy is difficult to pick down e Il Dark Fantasy incorpora qualche elemento horror.

Vaghezza, mancanza di veri e propri punti di riferimento, tecnologie non indicate, setting assente. Abbiamo tutti gli elementi per creare confusione.

Chi è cosa?

Dalle definizioni è impossibile capirlo. E qui, parere personale, sorge il sospetto che questa nuova categoria sia state creata solo per fini commerciali.

Non mi credete?

Gli scettici facciano questo esercizio: in base alle definizioni sopra espresse, classificatemi in maniera inequivocabile la Saga di Geralt di Rivalt (ha inspirato la serie The Witcher di Netflix, per chi non la conoscesse) e ditemi se è un dark fantasy o un grimdark.

La Prima Legge - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

La vaghezza della definizione ha portato a una confusione totale, tanto che grimdark è diventato sinonimo di low fantasy e assenza di magia. In questo articolo voglio sottolineare che il grimdark non è necessariamente low fantasy e privo d'elementi magici.

Cerco di spiegarvi perché, mostrando le due "correnti" del grimdark.

Nel 2013 Joe Abercrombie (La Prima Legge) pubblica sul suo blog The Value of Grit [nota 3] , nel quale definisce la sua visione di grimdark. In questo articolo si nota una forte contrapposizione tra le idee d'Abercrombie e il fantasy classico. Riassumendo molto brevemente, chi vuole saperne di più si legga l'articolo, Abercrombie stilla delle linee guida senza lesinare frecciate all'impostazione classica.

L'approccio di Abercrombie è stato seguito da altri autori, quali Stella Gemel, Richard Ford, Daniel Polanski. Questi lavori sono accomunati dal basso utilizzo dell'elemento magico, come tra l'altro nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin.

In questa sede bisogna considerare che Martin, il padre fondatore del grimdark, non ha mai espresso pubblicamente considerazioni su come scrivere un romanzo grimdark e le sue caratteristiche.

L'altra linea, come Steven Erikson, Mark Lawrance e Luke Scull, utilizza ampiamente la magia. Nei lavori di Erikson e Scull ritroviamo anche una sorta di lotta tra bene e male e l'utilizzo di creature soprannaturali.

Il Grimdark Magazine, portale di riferimento del genere, considera ambedue gli approcci come grimdark.

Vediamo quindi che la contrapposizione tra High Fantasy e Grimdark è dovuta ad alcuni autori, non al movimento in generale.

Ma a noi che ce ne frega? L'unica nostra ragione di vita è massacraci sui social con discussioni inutili che tanto non cambiano nulla!

E allora prepariamo le nostre tastiere: strangoliamo il nostro stesso cane con l'alimentatore del computer, stordiamo il canarino con un colpo di mouse, avveleniamo il gatto con la batteria dello smartphone.

Sì, dark fantasy e grimdark si stanno per sfidare, Male contro Male, Terrore contro Terrore, o mamma mia che emozione!

Andiamo su www.bestfantasybooks.com. Nella home page, alla vostra sinistra, cerchiamo la sezione Best Subgenre List e scegliamo Best Grimdark Fantasy. Otterremo questo risultato sorprendente (i libri sono ordinati per scene di morte/strazio al secondo):

  1. Il richiamo delle spade (The Blade Itself) - J. Abercrombie;
  2. Il Principe dei Fulmini (Prince of Thorns) - M. Lawrence;
  3. I Giardini della Luna (The Gardens of The Moon) - S. Erikson.

Ma cosa succede se andiamo nella sottocategoria Best Dark Fantasy (ordinando le scene per supplizi dolorosi/atroci patimenti per pagina)?

  1. Il richiamo delle spade (The Blade Itself) - J. Abercrombie;
  2. Il Principe dei Fulmini (Prince of Thorns) - M. Lawrence;
  3. I Giardini della Luna (The Gardens of The Moon) - S. Erikson.

Ancora! La solita confusione!

Almeno nelle sezioni precedenti trovavamo titoli diversi, ma qui la differenza è zero.

Dark Fantasy = Grimdark

I Giardini della Luna - Immagine utilizzata per uso di critica o di discussione ex articolo 70 comma 1 della legge 22 aprile 1941 n. 633, fonte Internet

Quindi tante belle parole, condite d'argomentazioni filosofiche sul fantasy, per dire una cosa che già c'era prima.

Nei fatti, non nel regno filosofico delle definizioni, Grimdark e Dark Fantasy sono uguali!

E qui, scusatemi se comincio a pensare molto male. Mi assumo tutta la responsabilità di quello che dico, ma non è che ci hanno infarcito di inglesismi per farci comprare più libri spacciandoli per qualcosa di nuovo?

Purtroppo la saga The Black Company (1984) non è stata tradotta in italiano. Racconta le avventure di mercenari che lavorano per le forze del Male. Libri molto realistici, considerati di culto dai membri dell'esercito americano per la descrizione perfetta delle campagne militari, con elementi magici ed epici.

Ora mi si viene a parlare di realismo, di personaggi ambigui come se fosse qualcosa di nuovo mai comparso prima nella storia, quando il fenomeno era già cominciato da tempo. Senza considerare i classici dello sword and sorcery, dove i personaggi erano tutto fuorché dei santi.

Non sto criticando gli autori. Stravedo per Erikson, Abercrombie mi diverte un sacco, ma nei loro lavori vedo un'evoluzione di elementi già presenti in altri.

Qualcuno mi spieghi la differenza tra "Il Grimdark è un sottogenere del fantastico con un tono, uno stile o un'ambientazione particolarmente distopica, amorale o violenta" e "Il dark fantasy è un sottogenere del fantasy che incorpora temi oscuri e spaventosi. Inoltre combina spesso elementi di orrore o ha un tono cupo con un senso di orrore" [nota 4].

A livello pratico, non teorico, come faccio a capire cosa sto leggendo?

Ora basta, me ne vado offeso. Divento hater, quando troverete un insulto sul vostro profilo, sappiate che sono stato io. Perché? Perché sono malvagio!

Il prossimo appuntamento è con il weird. Qui le differenze tra settings e tecnologie, più che tra i temi, ci aiuteranno a capire le diversità tra i generi.

Riassunto delle puntate precedenti.

  • Heroic Fantasy (Sword and Sorcery): mondo (tendenzialmente) medievaleggiante, incentrato su un eroe (spesso non proprio santo), combattimenti arma bianca e presenza di magia;
  • High Fantasy: mondo medievaleggiante e magico, grande cast di personaggi, le sorti del mondo sono in pericolo. Possibile mondo con poca magia;
  • Dark Fantasy: storia fantasy, elementi horror, non ci sono limiti all'ambientazione;
  • Grimdark: estremamente simile (o meglio evoluzione) al dark fantasy. Può contenere pochi elementi magici (low fantasy), oppure esserne pieno.

Note

[1] Grimdark (Wikipedia)

[2] Grimdark (Matt Larkin Books)

[3] Joe Abercrombie

[4] Entrambe le definizioni prese da Wikipedia in inglese.

Altri approfondimenti

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