I guardiani del San Lorenzo

Traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Storie dal mondo

L'esplorazione del Canada da parte dei Francesi nel XVII secolo - in mezzo a un ambiente naturale e a tribù indigene inizialmente ostili, alla ricerca per la via di terra del famoso "passaggio a Nord Ovest", una scorciatoia marittima che mettesse in comunicazione l'Oceano Atlantico col Pacifico e il lontano Catai - fu certamente irta di pericoli e difficoltà. Tuttavia, sebbene non portò i frutti sperati dagli esploratori, servì certamente ad arricchirli culturalmente, mettendoli in contatto con la tradizione degli Indiani e con le loro credenze di cui, a volte, gli Europei abusarono in maniera spudorata.

Quando nel 1611 il signore di Champlain ritornò in Francia per raccontare le sue meravigliose esplorazioni in Canada, fu presto seguito da un giovane francese chiamato Vignan che aveva trascorso un intero inverno tra gli Indiani, in un villaggio dove non c'era alcun altro uomo bianco. Questo era un metodo utilizzato spesso dai Francesi per avere maggiore conoscenza degli Indiani e carpire la loro fiducia. Vignan era divenuto un ospite benvenuto nelle capanne indiane e al suo ritorno aveva portato con sé molte loro leggende, alle quali ne aveva aggiunte altre sue. In particolare, dichiarò di essere penetrato nell'interno del paese fino a raggiungere un grande lago di acqua salata, lontano nel Nord Ovest. Si dava il caso che questa fosse la scoperta che il governo francese e tutta Europa attendevano maggiormente.

Un indiano Ottawa, immagine rilasciata sotto pubblico dominio, fonte Wikimedia Commons/HEW 14.7.6, Houghton Library, Harvard University, utente Rob at Houghton

Un indiano Ottawa, appartenente alla popolazione che abitava la regione intorno al fiume omonimo, sulla strada dal San Lorenzo verso il presunto "passaggio a Nord Ovest" verso l'Oceano Pacifico.

Si era sempre creduto che prima o poi sarebbe stata trovata una scorciatoia attraverso il continente americano recentemente scoperto, un passaggio che conducesse all'Oceano Pacifico e al lontano Catai. Questo era il sogno di tutti gli esploratori francesi e di Champlain in particolare, perciò il suo interesse veniva subito accresciuto da qualsiasi storia riguardasse il Pacifico. Ora, Vignan si era preparato con solo le informazioni strettamente necessarie. Disse che durante il suo inverno con gli Indiani aveva compiuto la scoperta tanto attesa, che salendo lungo il fiume Ottawa era giunto a uno specchio d'acqua salata tanto esteso da apparire come un oceano; che aveva veduto sulle sue rive il relitto di una nave inglese da cui ottanta uomini erano stati presi e massacrati dai selvaggi e che essi trattenevano un ragazzo inglese per farne dono a Champlain.

Questa storia riguardante la nave inglese era evidentemente basata sulle recenti calamità che avevano colpito l'esploratore Henry Hudson, delle quali Vignan aveva sentito confusi resoconti di cui si era servito per colorire la sua storia. Il risultato fu che Champlain fu profondamente colpito dal racconto e che Vignan fu sottoposto a contraddittorio e messo alla prova, tanto che alla fine dovette certificarne la veridicità del suo racconto innanzi a due notai di Rochelle. Champlain consultò privatamente il cancelliere di Sillery, il vecchio Marchese di Brissac e altri, i quali gli assicurarono che la faccenda dovesse essere seguita da vicino. Egli, perciò, si decise a farne oggetto di un viaggio d'esplorazione, senza indugi. Avrebbe navigato su un vascello, mentre su un altro l'avrebbe seguito Vignan, quest'ultimo accompagnato da un giovane francese dall'animo ardimentoso, Albert de Brissac.

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Vignan, discutendo durante il viaggio col giovane Brissac, raccontò meravigliose storie di mostri che erano, così disse, i guardiani del fiume San Lorenzo. C'era, aggiunse, un'isola nella baia di Chaleurs, nei pressi della foce del fiume, dove una creatura, chiamata Gougou dagli Indiani, viveva sotto forma di donna. Ella era orribile e tanto enorme che gli alberi di una nave non potevano raggiungere il suo grembo. Gougou aveva già divorato molti selvaggi e continuava a farlo, infilandoli prima nella sua grande tasca in attesa che le venisse fame. Alcuni di coloro che erano riusciti a sfuggirle dicevano che questa tasca fosse grande abbastanza da contenere un'intera nave. Tale creatura normalmente produceva spaventosi versi e molti selvaggi che erano a bordo del vascello di Vignan affermarono di averli uditi.

Un uomo di St. Malo in Francia, il signore di Prevert, confermò questa storia e disse di essere passato così vicino alla tana di quell'orribile mostro che tutti a bordo erano riusciti a udire il suo sibilo, tanto da rifugiarsi sottocoperta per timore che li potesse catturare. Ciò naturalmente fece molta impressione sul signore di Brissac che senza dubbio dovette desiderare più volte di essersene rimasto a casa. D'altra parte, egli osservò come sia Vignan sia Prevert parlassero della storia come se niente fosse e che non pareva ci fosse ragione per sfiduciarsi, se loro non lo facevano. Tuttavia fu molto felice quando, dopo aver superato molte isole e stretti, il fiume si allargò e si ritrovarono nel San Lorenzo, passata la spettrale Baia di Chaleurs. Certamente, sentirono un ruggito e un sibilo in lontananza, ma avrebbero potuto essere le onde sulla spiaggia.

Ma quello non fu il loro ultimo avvistamento dei presunti guardiani del San Lorenzo. Non appena la nave procedette oltre, lungo il bel fiume, una mattina videro un'imbarcazione avvicinarsi dai boschi, portando tre uomini vestisti come diavoli, ammantati di pelli di cani, bianche e nere, i visi sporcati di polvere di carbone, con corna più lunghe di una iarda sulle loro teste. Nel momento in cui quella barca superò la nave, uno degli uomini fece un lungo richiamo, non guardando verso di loro. Successivamente i tre si sdraiarono pancia sotto sulla barca, quando altri Indiani vogarono verso di loro per incontrarli e guidarli a un approdo.

Dopo di che, molti Indiani si radunarono nei boschi e fecero un discorso di mezz'ora a voce tanto alta che gli equipaggi delle navi poterono sentirlo anche a bordo. In seguito, due dei loro capi vennero alla spiaggia, con le mani giunte in avanti, portando i loro copricapi sottobraccio e mostrando grande riverenza. Guardando in avanti, essi a volte gridavano "Gesù, Gesù" o "Gesù e Maria". Così il capitano della spedizione domandò loro se qualcosa di male fosse accaduto ed essi dissero nel loro cattivo francese "Nenni est il bon", intendendo che le cose non andavano affatto bene.

Foresta boreale canadese, immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Generico, fonte Wikimedia Commons, utente Xaphan9966

L'attuale foresta boreale canadese, comune a nord del Quebec e nel Labrador, zone d'esplorazione nel XVII secolo. D'inverno, si può trasformare in un desolato inferno di ghiaccio e neve, la tomba perfetta per i pur coraggiosi esploratori francesi di quei tempi.

Aggiunsero che il loro dio Cudraigny aveva parlato a Hochelaga (Montreal) e aveva inviato i tre uomini per comunicare loro che c'erano così tanta neve e ghiaccio nel paese che chiunque vi si fosse avventurato sarebbe morto. Ciò fece ridere i Francesi, i quali in risposta dissero che il loro dio Cudraigny non era altro che un pazzo e un babbeo e che non sapeva quel che diceva.

- Ditegli - se ne uscì un Francese - che Cristo li difenderà dal freddo, se crederanno in lui.

Gli Indiani allora domandarono al Capitano se avesse parlato con Gesù. Egli rispose di no, ma che i suoi preti l'avevano fatto ed essi avevano promesso bel tempo. Sentendo questo, essi ringraziarono il Capitano e dissero agli altri indiani nei boschi che potevano uscire. Sembrarono tutti molto felici. Lanciando alte grida, cominciarono a cantare e danzare come erano soliti fare. Iniziarono anche a portare alle navi scorte di pesce e pane fatto col miglio, lanciandone così tanto sulle imbarcazioni francesi che parve cadere dal cielo. Alla fine anche i Francesi si recarono sulla spiaggia e la gente si raggruppò intorno a loro, portando i bambini in braccio affinché fossero toccati, come se li volessero benedire. In cambio, Il Capitano radunò le donne ben ordinate in fila e diede loro perline di stagno e altre bazzecole, mentre diede coltelli agli uomini. Per tutta la notte gli Indiani mantennero grandi fuochi, danzarono e cantarono sulla spiaggia. Ma quando i Francesi ebbero finalmente raggiunto la foce dell'Ottawa ed ebbero iniziato a risalirlo, sotto la guida di Vignan, ebbero ragioni per ricordarsi delle minacce del dio Cudraigny.

Risalendo l'Ottawa in canoa, superarono cateratte, massi, precipizi e, infine, con gran fatica, raggiunsero l'isola di Allumette, dopo un viaggio di duecentocinquanta miglia. Spesso fu impossibile trasportare le canoe oltre le cascate, poiché le foreste erano tanto folta da impedirlo, perciò dovettero trascinare le imbarcazioni con funi, guadando i corsi d'acqua tra le rocce o scalando i precipizi. Gradualmente abbandonarono le proprie corazze, le provviste e persino i vestiti, tenendo solo le canoe; vivevano di pesce e selvaggina, e a volte rimanevano senza cibo anche per ventiquattro ore. Champlain stesso trasportò tre archibugi francesi o pistole corte, il suo mantello e molti oggetti più piccoli, tormentato per tutto il tempo da densi sciami di zanzare. Vignan, Brissac e il resto degli uomini erano altrettanto carichi. La tribù di Indiani che alla fine raggiunsero aveva scelto quel luogo in quanto inaccessibile ai loro nemici e pensarono che i nuovi venuti fossero caduti dalle nuvole.

Quando Champlain domandò del mare salato promesso da Vignan, scoprì con indignazione che l'intero racconto era falso. Vignan aveva trascorso un intero inverno dove si trovavano, ma confessò che non si era mai spinto una lega oltre, verso nord. Gli Indiani non avevano conoscenza di un tale mare e chiesero il permesso di torturarlo e ucciderlo per i suoi inganni; lo chiamarono apertamente bugiardo e persino i bambini usarono quel grido e si fecero beffe di lui. Essi dicevano:

- Non vedete che aveva intenzione di causare la vostra morte? Datecelo e promettiamo che non mentirà più.

Champlain lo difese dai loro attacchi, prendendola con filosofia, e il giovane Brissac tornò in Francia, avendo rinunciato alla speranza di raggiungere il mare salato, eccetto, come Champlain stesso disse freddamente, "con l'immaginazione". In definitiva, i guardiani del San Lorenzo avevano esercitato il loro incantesimo al punto di dire "Fin qui e non oltre".

Vignan non ammise mai di aver inventato la storia del Gougou e aver corrotto gli Indiani che avevano recitato la parte dei diavoli - e forse non lo aveva fatto davvero - ma è certo che non si sentì mai più parlare né della gigantessa né del dio Cudraigny.

Testo originale in lingua inglese tratto dal libro in pubblico dominio Tales of the Enchanted Islands of the Atlantic di Thomas Wentworth Higginson. Traduzione italiana di Gianluca Turconi, © 2014, tutti i diritti riservati.

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