La Mano di Satana

Traduzione italiana a cura di Gianluca Turconi

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Storie dal mondo

A metà strada tra la tradizione religiosa irlandese e la superstizione dei marinai spagnoli, la leggenda della Mano di Satana ci conduce in un tempo in cui affrontare le tumultuose acque dell'Oceano Atlantico non era solo una dimostrazione di coraggio personale, ma anche un vero e proprio atto di Fede.

Il ricco proprietario terriero Conall Ua Corra, nella provincia del Connaught, aveva tutto per essere felice escluso il fatto che lui e sua moglie non avevano figli che rallegrassero la loro vecchiaia ed ereditassero il loro patrimonio.

Un fragile coracle, imbarcazione di origine irlandese, con cui temerari marinai affrontavano anticamente le insidie dell'Oceano Atlantico, immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported, fonte Wikipedia, utente Thamizhpparithi Maari

Un fragile coracle o curragh, imbarcazione di origine irlandese, con cui temerari marinai affrontavano anticamente le insidie dell'Oceano Atlantico.

Conall aveva pregato molto per avere figli e un giorno disse, nella sua impazienza, che avrebbe preferito averli inviati da Satana piuttosto che non averne affatto. Uno o due anni più tardi sua moglie diede alla luce tre bambini e quando i figli raggiunsero la maturità, venivano talmente ridicolizzati dagli altri giovani come "Figli di Satana" che dissero:

- Se tale è veramente la nostra origine, faremo il lavoro di Satana.

Così radunarono intorno a sé alcuni lestofanti e iniziarono a saccheggiare e distruggere le chiese nei dintorni e in questo modo danneggiarono metà degli edifici ecclesiastici del paese. Alla fine visitarono la chiesa di Clothar, per distruggerla e per uccidere, se necessario, il padre della loro madre che era il personaggio più in vista della parrocchia.

Quando arrivarono alla chiesa, trovarono il vecchio uomo sul prato di fronte a essa che distribuiva cibo e bevande ai suoi affittuari e alle persone della parrocchia. Vedendo ciò, i tre rinviarono i loro piani fino al sopraggiungere dell'oscurità e nel frattempo andarono col nonno per trascorrere la notte a casa sua. Si coricarono per dormire e il più anziano, Lochan, fece un sogno orribile in cui vide prima le gioie del paradiso e poi il terrore e le punizioni future, dopo di che si svegliò sgomento. Svegliati anche i suoi fratelli, disse loro del sogno e che ora vedeva con chiarezza che stavano servendo il signore del male e facendo guerra a quello del bene. Tale fu il rimorso mostrato da riuscire a convertire i fratelli alle sue visioni. Ed essi concordarono di andare dal nonno in mattinata, rinunciare alla loro vita peccaminosa e chiedere il suo perdono.

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Questo fecero e lui li consigliò di recarsi da San Finnen di Clonard e di prenderlo come loro guida spirituale. Deposte armi e corazze, i giovani andarono a Clonard, dove tutti, temendoli e conoscendo la loro dissolutezza, fuggirono per salvare la propria vita, eccetto il santo stesso che si fece avanti per incontrarli. Insieme a lui, i tre fratelli intrapresero i più austeri esercizi religiosi e dopo un anno andarono da San Finnen e gli chiesero una punizione per i loro crimini precedenti.

- Voi non potete - egli disse - riportare in vita coloro che avete massacrato, ma almeno potete ricostruire gli edifici che avete devastato e mandato in rovina.

Così essi partirono e ripararono molte chiese, dopo di che si risolsero ad andare in pellegrinaggio al grande Oceano Atlantico. Si costruirono un curragh o coracle (N.d.T. Tipica imbarcazione irlandese), coperto di pellame. Era in grado di trasportare nove persone e perciò ne scelsero cinque tra coloro che desideravano unirsi al viaggio. C'erano un vescovo, un prete, un diacono, un musico e l'uomo che aveva costruito la barca. Insieme a loro presero il mare.

Alcuni anni prima era successo che, in una lite a causa di una caccia al cervo, gli uomini di Ross avessero ucciso il re. Era stato deciso che, come punizione, sessanta coppie provenienti da Ross dovessero prendere il mare, due a due, in piccole barche, per incontrare ciò che il fato avesse posto loro dinanzi. Non erano più stati visti tornare e per molti anni nulla si era più sentito al loro riguardo. Si pensò che il compito più pio che questi pellegrini penitenti potessero intraprendere fosse la ricerca di quella gente messa al bando. Dispiegarono la vela e lasciarono che la Provvidenza guidasse la loro rotta. Essi andarono, perciò, a nord ovest sull'Atlantico, dove visitarono molte stupende isole, su una delle quali vi era un grande uccello che raccontò loro, così dice la leggenda, l'intera storia del mondo e diede loro una foglia d'albero grande quanto una pelle di bue che sarebbe stata conservata per molti anni in una chiesa dopo il loro ritorno.

Nell'isola seguente, udirono molte dolci voci umane e scoprirono che le sessanta coppie bandite avevano stabilito la loro dimora laggiù.

I pellegrini proseguirono sulla loro primitiva barca finché raggiunsero le coste della Spagna e là presero terra e dimorarono per qualche tempo. Il vescovo costruì una chiesa, il prete officiò in essa e l'organista si occupò della musica. Tutto prosperò, ma ancora il barcaiolo e i tre fratelli non erano contenti, perché avevano vagabondato per i mari troppo a lungo e agognavano una nuova impresa che mettesse alla prova il loro valore ora sprecato.

Pensarono di averla trovata quando scoprirono sulla costa un gruppo di donne che si strappavano i capelli. Chiesero loro una spiegazione ed ebbero come risposta:

- Señor - disse una vecchia donna - i nostri figli e i nostri mariti sono caduti nella Mano di Satana.

Nell'udire ciò, i tre fratelli rimasero stupefatti, in quanto ricordavano fin troppo bene come, in gioventù, fossero chiamati figli di Satana. Chiedendo altro, seppero che la barca distrutta che videro sulla spiaggia apparteneva a una coppia di barche, le quali spingendosi troppo a largo si erano avvicinate a un'isoletta chiamata dai marinai Isla de la Man Satanaxio o Isola della Mano di Satana. Risultò che in quella regione ci fosse un isolotto chiamato così, sempre circondato da nebbie glaciali e acqua mortalmente fredda, e che nessuno l'avesse mai raggiunto, in quanto cambiava sempre posizione, ma che un demone fosse a volte sorto da esso per portare via uomini o addirittura intere imbarcazioni che, una volta afferrate, solitamente di notte, non venivano mai più viste, poiché perivano indifese, vittime della Mano di Satana.

La Mano di Satana che, secondo la tradizione, tormentò per molti secoli le notti nebbiose dei marinai avventuratisi sull'Oceano Atlantico, immagine in pubblico dominio, fonte Wikipedia, utente Walrasiad

La Mano di Satana che, secondo la tradizione, tormentò per molti secoli le notti nebbiose dei marinai avventuratisi sull'Oceano Atlantico.

Quando i viaggiatori risero di questa leggenda, il prete del villaggio mostrò loro, sulla prima carta nautica di Bianco, il nome "De la Man Satanagio" e su quella di Beccaria il solo nome "Satanagio", entrambi essendo denominazioni dell'isola. Non allarmati al nome di Satana, poiché era considerato essere il loro patrono nei loro giorni di perdizione, i fratelli spinsero la loro barca in mare, in direzione dell'Occidente, con un'altra barca carica di pescatori spagnoli sulla loro scia. Passando isola dopo isola di aspetto fertile, si ritrovarono alla fine in quella che apparve un'area meno favorevole, tanto ventosa quanto i "Quaranta ruggenti" (N.d.T. I "roaring forties" sono venti molto forti che soffiano da occidente, tra il 40° e il 50° parallelo dell'emisfero meridionale), e diveniva più fredda a ogni ora che passava. Ben presto si addensò la nebbia, tanto che a stento essi riuscivano a vedere i compagni sulla barca. E i pescatori spagnoli li richiamarono gridando:

- Garda da la Man do Satanaxio! State attenti alla Mano di Satana!

Non appena gridarono, la nebbia divenne ancora più densa e quando si aprì per un momento, qualcosa si sollevò alta sopra di loro, come una mano gigante, si mostrò per un istante e poi discese con una presa distruttiva sulla barca dei pescatori spagnoli, facendola a pezzi e trascinando alcuni uomini sott'acqua, mentre altri, fuggendo, nuotarono attraverso le onde gelide e furono presi con difficoltà a bordo del coracle, essendo il salvataggio molto più duro in quanto la superficie dell'acqua ribolliva furiosamente. Allontanatosi come poteva da quella zona pericolosa, l'equipaggio giacque sui remi quando giunse la notte, non sapendo quale rotta intraprendere. Gradualmente la nebbia si dissolse, il sole infine sorse e ovunque guardassero non videro traccia di isole, ancora meno della mano del demone. Ma per la presenza tra loro dei pescatori che avevano raccolto, nulla mostrava che si fosse trattato di un incidente.

Quel giorno si diressero ancora più lontano a Occidente, sebbene la ciurma se ne lamentasse, e al calare della notte, la stessa nebbia tornò, il medesimo gelo mortale si fece sentire. Trovandosi in acque pescose e apparentemente vicino a un'isola, decisero di gettare l'ancora e non appena un uomo a prua si piegò per liberarla, qualcosa calò su di lui con la stessa tremenda forza e lo scaraventò fuoribordo. Il suo corpo non poté essere recuperato e poiché il vento finalmente si era alzato, essi navigarono fino a mezzogiorno del giorno successivo, non vedendo nulla tranne il profondo oceano.

Per quell'ora la nebbia si era diradata, ma non vedendo ancora nulla attorno a sé, gridarono con una sola voce che la barca dovesse invertire la rotta per tornare in Spagna. Per due giorni navigarono su un mare estivo; poi venne ancora la nebbia e per quella notte dovettero dormire sui remi. Tutt'attorno a loro, fioche isole parevano fluttuare, scarsamente discernibili nella nebbia; qualche volta dalla cima di una di esse si intravedeva un punto, come una possente mano, e potevano udire un occasionale sciabordio e un ruggito, come se quella mano si fosse abbassata su di loro, mancandoli. Una volta udirono un grido, di marinai di un altro vascello. Strizzarono gli occhi per penetrare la nebbia e un'intera isola parve capovolgersi, le cime verso il basso, la sua base verso l'alto, e l'acqua ribolliva per molte leghe all'intorno, quasi terra e mare fossero in subbuglio.

Il sole sorse su questo caos d'acqua. Nessuna mano di demone era visibile da nessuna parte, né alcuna isola, ma diversi iceberg erano in vista e i marinai infreddoliti si allontanarono facendo rotta verso casa. Era raro vedere iceberg così a sud e ciò aggiunse sorpresa alla generale costernazione. Per via della superstizione dei marinai, i racconti crebbero e crebbero, e tutti gli orrori si mischiarono. Ma la tradizione dice che c'erano alcuni vecchi marinai spagnoli lungo le coste, uomini che avevano navigato in viaggi più lunghi, e che queste persone ridessero alla storia della Mano di Satana, dicendo che chiunque avesse visto un iceberg capovolgersi sapesse tutto di quella faccenda. Tuttavia era più generalmente creduto che le loro parole fossero mere invidia e gelosia; i temerari pescatori che avevano compiuto il viaggio verso l'isola della Mano di Satana rimasero eroi per il resto dei loro giorni e ci vollero uno o due secoli prima che l'isola di Satanaxio scomparisse dalle carte.

(Testo originale in lingua inglese tratto dal libro in pubblico dominio Tales of the Enchanted Islands of the Atlantic di Thomas Wentworth Higginson. Traduzione italiana di Gianluca Turconi, © 2014, tutti i diritti riservati.)

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