Tra esoterismo e narrativa fantastica - 1

a cura di Demian Loki

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Nel primo approfondimento redatto dall'autore Demian Loki che curerà una rubrica apposita, ci addentriamo negli stretti rapporti tra esoterismo e narrativa fantastica, in tutte le sue sfaccettature, fantascientifica, fantasy o horror che sia, scoprendo a poco a poco le basi e le contaminazioni dell'esoterismo nella sua declinazione letteraria e cinematografica. Creature, leggende, mondi infernali o angelici, tradizioni e storia, in un cammino affascinante e misterioso.

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Shub-Niggurath, il Capro Nero dei Boschi dai Mille Cuccioli, una delle divinità presente nelle opere di H.P. Lovecraft che attinge a piene mani dall'esoterismo e dall'occultismo - immagine rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported, fonte Wikimedia Commons, utente BenduKiwi

Shub-Niggurath, il Capro Nero dei Boschi dai Mille Cuccioli, una delle divinità presente nelle opere di H.P. Lovecraft che attinge a piene mani dall'esoterismo e dall'occultismo.

Il connubio tra dottrine esoteriche e fantascienza è molto stretto e si ripropone in tutte le branche della letteratura fantastica, dal fantasy allo steampunk.

Un buon punto per cominciare una trattazione anche sommaria è la frase di Jorge Louis Borges: "Considero la metafisica un ramo della letteratura fantastica."

Del resto, la science fiction trova un humus fertile sia in avveniristiche teorie scientifiche sia in dottrine antiche inerenti mondi invisibili paralleli al nostro e sui suoi abitanti, angelici o demoniaci che siano.

Questo fattore è particolarmente palese nel fantasy.

Le creature più convenzionali del genere (draghi, gnomi, elfi), oltre a essere creature del folclore, soprattutto celtico, sono anche simboli delle diverse fasi alchemiche.

Secondo Paracelso, i folletti erano spiriti elementali che nel corso della procedura alchemica manifestavano i loro poteri, mentre il drago in tutta l'iconografia alchemica rappresenta la materia corrotta che viene domata e purificata.

Gli esempi più noti sono naturalmente di Lovecraft, con i suoi grimori immaginari che comunque riprendono il linguaggio tipicamente arcaico e involuto caratteristico di questi testi medievali.

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La stessa tesi principale nei racconti di Lovecraft, la presenza incombente degli Antichi, probabilmente fu ispirata dal rovesciamento delle tesi della Teosofia che ebbe un certo seguito nei primi decenni del secolo scorso.

Secondo la fondatrice della Teosofia, Madame Blawatsky, alieni onnipotenti e benigni avrebbero creato milioni di anni fa la vita, nei continenti di Atlantide e Lemuria.

Lovecraft ribaltò queste teorie "goticamente", ricavandone lo sfondo dei suoi racconti.

Uno zombi haitiano in una piantagione di canna da zucchero - immagine rilasciata sotto licenza Arte Libera, fonte Wikimedia Commons, utente Jean-no

Uno zombi haitiano in una piantagione di canna da zucchero. Non molti sanno che le creature zombi dal grande successo letterario e cinematografico nascono nella religione animista e occultista del vudu, sull'isola di Haiti.

Precedentemente, la narrativa gotica si era nutrita dello Spiritismo di Allan Kardec che si ritrova in numerose ghost stories e nel personaggio di Carnacki di William Hope Hodgson, un investigatore psichico e acchiappafantasmi che ha in dotazione un rilevatore elettrico di spettri, ma non disdegna neppure il classico pentacolo per gli esorcismi.

Un altro detective parapsicologico, Henry Dickson di Jean Rais, si confronta con spettri inquieti e congreghe di stregoni, tema quest'ultimo naturalmente ereditato dalle fantasie medievali del sabbah.

In anni più recenti è stato lo steampunk ad abbeverarsi al calderone occultistico.

Ciò appare logico nel contesto stesso di questa frontiera della sci-fi, in cui si mescolano cronologie e livelli tecnologici, contaminando tra loro i diversi tronconi fantascientifici.

"Homunculus" di James Blaylock riprende il tema della vita creata artificialmente e del Moto Perpetuo, alla cui ricerca vana si dedicarono decine di studiosi medievali.

"Il feticcio rubato" di Paul Di Filippo elabora il tema di un aberrante feticcio africano, riallacciandosi al vudu. Quest'ultima tradizione occulta ha fornito spunti per numerosissimi racconti fantastici: gli zombi haitiani hanno barcollato affamati in innumerevoli racconti e film.

Anche il film con Mickey Rourke, "Ascensore per l'inferno", è tratto da un romanzo di riprende temi vuduistici sulla possessione e le evocazioni infernali.

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